Nonostante l’entrata in vigore del nuovo decreto-legge che prevede un taglio netto sulle accise di benzina e gasolio, a Frosinone i prezzi alla pompa sembrano non voler scendere. Una situazione che ha spinto il sindaco Riccardo Mastrangeli a intervenire con fermezza, inviando oggi, 19 marzo 2026, una lettera ufficiale al Prefetto, S.E. Dott. Giuseppe Ranieri.
Il Decreto e il mancato calo
Il provvedimento del Governo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo, mira a contenere i costi energetici con una riduzione stimata di circa 25 centesimi al litro a partire proprio dalla giornata odierna. Tuttavia, stando alle verifiche effettuate sul territorio comunale e alle numerose segnalazioni dei cittadini, l’atteso ribasso non sarebbe stato applicato in modo diffuso dai distributori locali.
L’allarme speculazione
Nella missiva, il primo cittadino evidenzia come il mancato adeguamento dei listini stia generando “ricadute negative per cittadini e imprese”, paventando il rischio di possibili fenomeni speculativi.
“Si rileva che, allo stato attuale, tale riduzione non risulterebbe diffusamente applicata presso i distributori locali” scrive Mastrangeli nella lettera, chiedendo un intervento immediato delle autorità competenti.
Richiesta di verifiche urgenti
Il Sindaco ha chiesto ufficialmente al Prefetto di attivare ogni iniziativa utile per:
- Accertare la corretta attuazione delle disposizioni previste dal decreto-legge.
- Verificare il rispetto degli obblighi in materia di trasparenza e formazione dei prezzi.
- Contrastare eventuali anomalie che danneggiano l’economia locale in un momento già complesso.
La palla passa ora alla Prefettura, dalla quale si attendono disposizioni per l’avvio di controlli serrati da parte delle Forze dell’Ordine e della Guardia di Finanza su tutto il territorio di Frosinone.
La posizione del sindacato
Intanto la FIGIS Confcommercio invita a non scaricare sui benzinai eventuali ritardi nell’adeguamento dei prezzi. A rendere più delicata la situazione, stando al sindacato, sono i vincoli contrattuali che regolano il rapporto tra gestori e le compagnie petrolifere, le uniche che, nella maggior parte dei casi, determinano il prezzo finale dei carburanti. La Figis evidenzia che la responsabilità non è in capo ai benzinai se il prezzo non scende immediatamente, così come non lo è quando sale. Di più: al gestore non spetta una percentuale sul prezzo, ma viene remunerato con una cifra fissa per litro. E alcuni di loro fanno notare che la benzina l’hanno precedentemente acquistata a prezzi più alti.


