venerdì 6 Febbraio 2026
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Gender pay gap, Ciociaria maglia nera nel Lazio: oltre 8mila euro di differenza tra uomini e donne

Dossier Uil-Eures: salari femminili più bassi, meno occupazione e boom di lavoro precario nella provincia di Frosinone

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In Ciociaria la differenza di stipendio tra uomini e donne è la più ampia del Lazio. Mentre lo scarto retributivo medio annuo supera gli ottomila euro (8.112). Non solo: le lavoratrici ciociare sono quelle che nella regione meno partecipano al mercato del lavoro, rappresentando il 38,1 per cento, valore che sale al 44 per cento su base regionale. Sono alcuni tra i risultati che emergono dal dossier “Le disparità retributive di genere a Roma e nelle province del Lazio” – realizzato dalla Uil regionale e dall’Istituto di ricerca Eures.

L’approfondimento rileva che nel 2024 i lavoratori ciociari hanno ottenuto mediamente in un anno 20994 euro lordi. Nella componente maschile il dato rilevato è stato di 24.085 euro annui lordi, mentre tra le donne è sceso a 15.973 euro.  

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“Stiamo parlando di un gender pay gap – spiega Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone – che supera gli ottomila euro e cosa ancor più allarmante che è più alto rispetto al 2018, quando si attestava a 7.817 euro”. È sufficientemente chiaro che il mercato del lavoro della provincia di Frosinone penalizza sempre il segmento femminile. L’incremento occupazionale registrato tra il 2019 e il 2024 con circa 4.500 lavoratrici in più (rispetto ai quasi 3.400 lavoratori in più) non si è tradotto per le donne in lavoro di qualità né in salari dignitosi. Non a caso la crescita è stata trainata innanzitutto dai lavoratori atipici, soprattutto per quanto riguarda le donne, tra le quali rispetto al 2019 le precarie sono aumentate del 28,3 per cento (+3.068 unità), a fronte del +5,1 per cento (+1.417 occupate) per le lavoratrici a tempo indeterminato. Tra gli uomini le variazioni risultano del più 9,5% per gli atipici e del più 3,8% per i tempi indeterminati (rispettivamente 1.350 e 2.012 dipendenti in più).

A incidere sulle retribuzioni c’è anche la componente dell’orario di lavoro. Dal dossier Eures Uil Lazio emerge che a Frosinone e provincia il 57,2% delle donne è part time, valore che tra gli uomini scende al 18,4%. In chiave dinamica appare interessante osservare come tra gli uomini la crescita occupazionale avvenuta tra il 2019 e il 2024 sia stata trainata esclusivamente dai lavoratori a tempo pieno, che riportano una crescita dell’8,1%, laddove quelli part time registrano un andamento opposto (meno 6,8%), mentre tra le donne crescono entrambe le componenti, con variazioni rispettivamente pari al +23,2% e al +4,3%.

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“Il divario di genere – conclude Tarquini – non è un fenomeno naturale ma il risultato di un sistema perverso che relega le donne nelle posizioni contrattuali più instabili e nelle qualifiche professionali non apicali. Un sistema che la Uil vuole scardinare contrastando la precarietà in tutte le sue forme. Ridurre le differenze salariali significa costruire una società più giusta, che valorizzi realmente le competenze delle lavoratrici”.

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