La crisi politica che travolge il Comune di Frosinone registra un nuovo ed eclatante strappo all’interno della coalizione di Centrodestra. La mossa drastica del sindaco Riccardo Mastrangeli, che solo poche ore fa ha firmato la revoca formale dell’intero esecutivo cittadino per azzerare le tensioni e favorire una ricomposizione unitaria, non è bastata a rasserenare gli animi. Con quel provvedimento, il primo cittadino aveva di fatto tolto le deleghe anche ai rappresentanti della Lista per Frosinone, finiti al centro di un duro scontro politico per la presenza di esponenti iscritti e vicini al movimento di Roberto Vannacci. Un gesto interpretato da molti come un’apertura netta e concreta per rimuovere l’ostacolo principale al dialogo con le forze tradizionali.
Tuttavia, la risposta giunta dai vertici di Fratelli d’Italia ha gelato le aspettative di una rapida pacificazione, confermando una linea intransigente che rischia di spingere l’Amministrazione verso il baratro. Il coordinatore regionale del partito, Paolo Trancassini, pur definendo apprezzabile l’intenzione del sindaco, ha gelato i toni insinuando il sospetto che l’azzeramento totale sia stato solo un espediente per non ‘punire’ in modo mirato un unico gruppo.
L’elemento di rottura più marcato risiede però nello scontro procedurale e politico sulla sequenza dei prossimi passaggi istituzionali. Trancassini ha fissato un paletto insormontabile, sostenendo che non si possa cominciare dalla fine e chiedendo che la vertenza sulla compagine di Giunta venga risolta inderogabilmente prima di procedere all’elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale. Di fronte alla convocazione dell’assise cittadina per la votazione della presidenza dell’aula, prevista per domani e dopodomani (prima e seconda convocazione), Fratelli d’Italia ha preannunciato che i propri consiglieri non si presenteranno in aula, scegliendo la via dell’Aventino. Una posizione di totale arroccamento che rischia di vanificare ogni tentativo di mediazione e di compromettere definitivamente la tenuta della maggioranza.
Ancora una volta i meloniani stanno quindi dimostrando di voler sfasciare il tavolo e non di volerlo ricomporre, non apprezzando neanche i passi fatti da Mastrangeli verso le richieste della coalizione di Centrodestra.


