Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Cassino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Cassino, che dispone il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico, il cosiddetto braccialetto elettronico”.
Il provvedimento è stato notificato a un uomo di 39 anni, quale presunto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. La misura restrittiva scaturisce dalle risultanze investigative raccolte dai militari dell’Arma a seguito di una denuncia-querela presentata dalla moglie dell’uomo. La donna aveva deciso di rompere il silenzio, riferendo ai Carabinieri una dolorosa scia di reiterate condotte vessatorie, aggressioni fisiche e verbali che sarebbero andate avanti sin dall’inizio del matrimonio, nel 2011, e mai denunciate prima per timore.
L’ultimo grave episodio, che ha fatto scattare le procedure d’urgenza del cosiddetto “Codice Rosso”, risale alla metà di marzo, quando l’uomo, all’interno delle mura domestiche, ha aggredito la consorte strappandole di mano il cellulare, afferrandola al collo e strattonandola fino a farla cadere a terra.
Successivamente, dopo aver setacciato le chat private del telefono, ha danneggiato l’apparecchio rendendolo inutilizzabile. In quell’occasione, la vittima era stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata presso l’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino, dove i sanitari le avevano riscontrato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.
Le indagini, condotte tempestivamente dalla Stazione Carabinieri di Cassino e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno permesso di documentare il quadro di gravità indiziaria. La Procura della Repubblica di Cassino, condividendo appieno le risultanze investigative dei militari, ha così richiesto e ottenuto dal G.I.P. la misura cautelare a tutela della donna.


