Archiviata la delusione della mancata qualificazione al Mondiale, la Nazionale italiana volta pagina e riparte da un volto conosciuto: Roberto Mancini. Il tecnico, tornato in azzurro nell’estate 2026 a tre anni dall’addio e dal titolo europeo conquistato nel 2021, guiderà gli azzurri nella nuova edizione della Nations League, al via a fine settembre. Un ritorno che sa di scommessa, dopo mesi di incertezza attorno alla panchina.
Il calendario
L’Italia è stata inserita nel Gruppo 1 della Lega A della Nations League insieme a Francia, Belgio e Turchia, e dovrà affrontare quattro gare in poco più di dieci giorni. Si parte venerdì 25 settembre allo Stadio Olimpico di Roma contro il Belgio di De Bruyne e Lukaku, per poi far visita alla Turchia di Vincenzo Montella a Bursa (28 settembre) e alla Francia di Zidane a Saint-Denis (2 ottobre), prima del ritorno con i turchi a Bologna (5 ottobre). Il girone si chiuderà a novembre, con la Francia a San Siro il 12 e la trasferta di Bruxelles contro il Belgio il 15. Un raggruppamento durissimo, che dirà molto già nelle prime settimane sul reale stato di salute del gruppo, chiamato a un vero e proprio tour de force senza il tempo di rodare gli automatismi.
Certezze e volti nuovi
In attesa dell’elenco ufficiale, i pre-convocati lasciano intravedere l’ossatura della squadra. Restano punti fermi Gianluigi Donnarumma tra i pali, i centrocampisti Barella e Tonali e Federico Dimarco sulla corsia sinistra, mentre in difesa dovrebbero esserci Di Lorenzo, Bastoni e Calafiori. Davanti si candidano Kean, il giovane Pio Esposito e Raspadori, con l’incognita legata al possibile ritorno di Retegui, ormai lontano dall’Europa. La vera novità, però, riguarda i giovani e gli oriundi: Mancini segue con attenzione profili come Doumbia, l’oriundo Alessandro Romano, che ha scelto l’azzurro dopo il pressing della Svizzera, e Inacio, oltre a mezzali in rampa di lancio come Pisilli, Fagioli e Vergara. Pesano invece l’assenza per infortunio di Locatelli e le noie muscolari di Zaniolo e Chiesa, tre pedine su cui in condizioni normali il ct avrebbe fatto affidamento. Il gruppo, insomma, è in piena fase di rinnovamento, a metà strada tra i reduci del ciclo vincente e una generazione tutta da scoprire.
Modulo e pronostici
Sul piano tattico, Mancini non sembra intenzionato a stravolgere: il 4-3-3 resta il marchio di fabbrica già visto nel suo primo ciclo, quello dell’Europeo vinto. Il ‘Mancio’ ha già stupito tutti in passato: che sia la volta buona che l’Italia possa vincere il torneo? Sui social i commenti dei tifosi non sono dei più speranzosi e le quote dedicate alla Nations League si concentrano su ben altre squadre, ma tra le file degli azzurri figurano comunque diversi elementi di esperienza certificata come Donnarumma e Dimarco e si attendono innesti nuovi come Vergara, che potrebbero fare la differenza. Non sarà facile invertire la rotta, ma il tecnico ha già dimostrato in passato di saper valorizzare i profili giusti al momento giusto.
Un ciclo da ricostruire
La Nations League, per l’Italia, è il primo banco di prova di un progetto che guarda soprattutto alle qualificazioni agli Europei del 2028, il cui sorteggio è in programma a dicembre. Vincere il torneo sarebbe un’impresa, gli azzurri non ci sono mai riusciti, fermandosi al massimo a due terzi posti proprio con Mancini, ma non è questo l’obiettivo principale. Ciò che conta è ricostruire un’identità, ridare fiducia a una piazza delusa e capire su quali giovani puntare per il futuro. Il resto, come spesso accaduto con Mancini in panchina, potrà arrivare strada facendo, un risultato alla volta, con la speranza di riavvicinare al gruppo azzurro anche i tifosi più delusi.


