Quella che doveva essere una presentazione politica per lanciare la nuova formazione civica “Un’altra Frosinone” rischia di trasformarsi in una contesa giudiziaria. Al centro dello scontro c’è il progetto “Ballaciò” (già noto nell’ambito dell’animazione culturale della Villa Comunale legata alle radici e tradizioni ciociare), rivendicato durante la conferenza stampa da Giovanni Bortone come una propria creatura, ma fermamente ed energicamente smentito dall’Amministrazione comunale e dai vertici della Pro Loco.

A prendere la parola con una dura replica è l’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Frosinone, Simona Geralico, che, a nome proprio e dell’ente che rappresenta, rispedisce al mittente le dichiarazioni del consigliere, definendole un’accusa pesante, grave e priva di qualsiasi fondamento di verità.

Le origini del progetto tra mostre storiche e la sinergia con la Pro Loco
La vera storia di “Ballaciò” affonda le sue radici ben prima dell’ingresso di Simona Geralico nella Giunta guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. L’assessore ha infatti ricordato e documentato – anche attraverso una ricca produzione fotografica – il suo impegno pluriennale per la valorizzazione del folklore e dell’identità locale.

Tra le tappe fondamentali figura l’organizzazione della mostra dedicata alla figura della “Donna Ciociara”, allestita anni fa presso Palazzo Iacobucci, sede dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone. Fu proprio in quell’occasione che avvenne l’incontro decisivo tra la futura titolare della Cultura e i rappresentanti ufficiali della Pro Loco di Frosinone, nelle persone del presidente Alfonso Scaccia e della vicepresidente Maria Grazia Salines.
Dall’intesa intellettuale e culturale nata in quel contesto nacque l’idea di unire le forze. Dal canto suo, la Pro Loco aveva già nel cassetto un format molto simile, proposto senza successo alle precedenti amministrazioni cittadine che non ne avevano autorizzato la partenza. Con l’insediamento di Simona Geralico alla guida dell’Assessorato alla Cultura, il dialogo con l’associazione si è immediatamente riaperto, dando l’impulso decisivo per concretizzare l’iniziativa.


Dal nome “Balla Ciocia” al marchio registrato e i fondi della Regione Lazio
Anche l’aspetto formale e creativo del progetto testimonia il lavoro congiunto delle istituzioni coinvolte. Il nome inizialmente ipotizzato, “Balla Ciocia” (in omaggio alle caratteristiche calzature della tradizione locale), è stato successivamente affinato nell’attuale e più orecchiabile “Ballaciò”, ideato ed elaborato insieme all’artista, musicista e cantante ciociaro Gabriele Giuliano. A riprova dell’assoluta paternità dell’evento da parte dei promotori ufficiali, il marchio è stato regolarmente registrato.
A confermare la caratura e la solidità del progetto parla inoltre il riconoscimento istituzionale: la manifestazione ha ottenuto l’importante cofinanziamento della Regione Lazio, che ne ha riconosciuto l’alto valore culturale ed etno-antropologico premiando la proposta presentata dal Comune e dalla Pro Loco.



L’attacco politico a “Un’altra Frosinone” e l’ultimatum legale
Per l’assessore Geralico e per la Pro Loco, l’episodio travalica il semplice scontro dialettico e diventa un segnale politico preoccupante sulla condotta del neonato gruppo consiliare.
«Fondare un percorso politico e la propria presenza sul territorio basandosi su palesi falsità la dice lunga sulla natura del gruppo che si sta andando a costituire» ha rimarcato Geralico, sottolineando come l’appropriazione indebita del lavoro altrui sia un atto gravissimo verso le istituzioni e verso le realtà associative che lavorano per la città.



Da qui il perentorio monito lanciato non solo a Giovanni Bortone, ma all’intero vertice del nuovo gruppo civico, a partire dal capogruppo Anselmo Pizzutelli e da Maria Antonietta Mirabella: dall’Assessorato e dalla Pro Loco si pretende un’immediata e pubblica smentita di quanto dichiarato. In caso contrario, si valuterà la possibilità di adire formalmente alle vie legali per tutelare l’onorabilità, la verità dei fatti e l’operato dell’Amministrazione e dei volontari coinvolti.


