In merito alle ricostruzioni e ai retroscena emersi nelle ultime ore sulla complessa trama politica del capoluogo (LEGGI QUI) arrivano le precisazioni direttamente dal vicesindaco Antonio Scaccia, utile a fare ulteriore chiarezza sull’attuale momento e a definire i contorni della vicenda.
A gettare acqua sul fuoco è lo stesso Scaccia, il quale ci tiene innanzitutto a precisare la propria posizione di temporaneo distacco dalle vicende cittadine. Il vicesindaco spiega infatti di trovarsi tuttora fuori Frosinone per godersi gli ultimi giorni di vacanza e di essere, di conseguenza, del tutto estraneo alle dinamiche e agli incontri di queste ore con gli esponenti di Forza Italia, sulle possibilità del rientro degli azzurri in maggioranza oltre che su un eventuale accordo su nome di Pasquale Cirillo per la presidenza del Consiglio. Una condizione di assenza dal capoluogo che, inevitabilmente, non gli permette di essere a conoscenza di ogni singolo passaggio e che, dunque, esclude l’esistenza di una regia o di un disegno politico direttamente riconducibile alla sua figura.
Allo stesso tempo, Scaccia contestualizza l’operato di Roberto Pettiglio, componente del direttivo del suo gruppo politico, i cui recenti avvistamenti nei punti chiave della città avevano alimentato diverse ipotesi. “L’attività di Pettiglio – chiarisce il vicesindaco telefonicamente alla nostra testata – va letta come un normale e fisiologico dinamismo politico. Si tratta infatti di semplici incontri di routine volti ad analizzare il quadro generale e a dibattere sulle varie opzioni in campo con le altre forze politiche, magari per avviare uno scambio di opinioni o sondare eventuali punti di contatto”. Iniziative di puro confronto, dunque, delle quali Scaccia, essendo distante per le ferie, non era informato nei dettagli e che rientrano nella naturale dialettica tra i gruppi.
Restano ora da attendere i prossimi giorni per comprendere quale piega prenderanno gli eventi e quale strada verrà concretamente intrapresa a livello comunale. I riflettori rimangono accesi sul delicato nodo della Presidenza del Consiglio e sulla complessità degli equilibri dell’Amministrazione: soltanto i passaggi dei prossimi giorni diranno se alcuni degli elementi emersi troveranno una loro conferma o se il quadro politico riserverà differenti soluzioni per la stabilità di Palazzo Munari.


