Non si è fatta attendere la dura replica di Massimo Ruspandini, deputato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia a Frosinone, al recente affondo di Stefano Bonaccini nei confronti dell’elettorato di centrodestra. Un intervento sferzante, dai toni accesi e fortemente identitario, con cui il leader ciociaro di FdI rigetta al mittente l’analisi politica dell’esponente del Partito Democratico.
«La solita puzza sotto il naso della sinistra»
«Spaventa e sconcerta la lettura classista e supponente di Bonaccini, anche se, a ben guardare, non ci meraviglia affatto – esordisce Ruspandini – Per la sinistra, chi vota a destra sembra essere dipinto costantemente come un “ignorante”, una persona senza strumenti culturali, confinata nelle periferie o nelle aree interne. È il solito atteggiamento di chi, dalle ZTL delle grandi città, pensa di avere la verità in tasca e guarda dal basso all’alto il popolo sovrano».
Il deputato ciociaro rivendica con orgoglio il legame viscerale con il territorio e le proprie radici: «Rispondo proprio da eletto in quelle che la sinistra definisce “aree interne” con evidente disprezzo. Bonaccini e il suo partito sappiano che la Ciociaria e le province italiane non si lasceranno omologare. Qui resistiamo con orgoglio alla cultura woke e al cannibalismo ideologico che vorrebbe cancellare le nostre radici, la nostra storia e l’identità della nostra gente per imporci un pensiero unico, sradicato e privo di futuro».
Servizi a rischio e la difesa della provincia
Nel suo affondo, il presidente provinciale di FdI punta l’indice contro le politiche progressive che avrebbero progressivamente impoverito le realtà locali: «Per anni abbiamo assistito a un disegno systematico volto a indebolire le province. In molti dei nostri piccoli comuni fare un prelievo al bancomat, spedire una lettera alla posta o persino trovare una farmacia aperta è diventata un’impresa. È la conseguenza di un modello che vorrebbe sradicare le comunità per trasformare i cittadini in semplici utenti e consumatori da metropoli».
La replica di Meloni: «Noi ascoltiamo gli italiani senza chiedere il titolo di studio»
Sullo scontro con il presidente del Pd è intervenuta direttamente anche la premier Giorgia Meloni, blindando la posizione di Fratelli d’Italia e censurando con forza le parole di Bonaccini. La presidente del Consiglio ha sottolineato come la sinistra continui a mostrare una totale mancanza di rispetto verso i cittadini che scelgono la destra: «Quegli italiani votano per noi perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo e basta. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa parte politica, nonostante le numerose sconfitte elettorali, non hanno ancora studiato abbastanza». Un affondo frontale che conferma la piena sintonia tra la linea nazionale di FdI e la reazione del territorio.
«In Ciociaria continuerete a perdere»
In conclusione, Ruspandini rivendica la crescita del consenso del centrodestra tra i ceti popolari e nei territori meno centrali: «Le classi meno abbienti votano a destra perché toccano con mano la realtà e capiscono prima degli altri quali sono i problemi veri. A Bonaccini diciamo chiaramente una cosa: mentre la sinistra rincorre utopie ideologiche, la provincia italiana resta il vero custode delle nostre tradizioni. E qui, nelle nostre zone e in Ciociaria, continuerete a perdere».


