Capoluogo isolato dalla rete telefonica e da internet. È la situazione denunciata dal Comitato Civico Free Monte, che segnala un disservizio che, da diversi giorni, starebbe interessando il centro di Monte San Giovanni Campano.
Un problema che, secondo il Comitato, sta provocando forti disagi alla cittadinanza, considerando il ruolo ormai essenziale delle connessioni telefoniche e digitali nella vita quotidiana, nel lavoro e nell’accesso ai servizi.
«Da diversi giorni il capoluogo di Monte San Giovanni Campano si trova completamente isolato dalla linea telefonica e dalla rete internet – sottolineano dal Comitato Civico Free Monte –. Un disservizio grave che sta paralizzando i residenti, catapultando improvvisamente l’intera comunità indietro nel tempo».
Il Comitato ricorre anche all’ironia per descrivere una situazione considerata paradossale nell’epoca della digitalizzazione: «Siamo tornati a prima del 1854, l’anno in cui Antonio Meucci inventò l’elettrofono per consentire alle persone di comunicare a distanza».
Al di là della battuta, la richiesta è quella di un intervento rapido. La mancanza di telefonia e connessione, viene evidenziato, può infatti creare problemi non soltanto alle famiglie, ma anche alle attività commerciali, ai professionisti e a chi lavora attraverso servizi online, oltre a rendere più difficoltoso l’accesso a numerosi servizi della pubblica amministrazione.
«La telefonia e la connessione internet non sono un lusso, ma un servizio pubblico essenziale per la sicurezza e la quotidianità delle persone», affermano ancora dal Comitato.
Non manca una nuova stoccata ironica alle istituzioni: «Le autorità hanno capito che non possiamo nemmeno ricorrere ai segnali di fumo per comunicare, visto l’elevato pericolo di incendi che caratterizza questo periodo?».
Il Comitato Civico Free Monte chiede quindi che gestori e autorità competenti intervengano quanto prima per individuare le cause del guasto e procedere al ripristino dei collegamenti.
«Servono risposte immediate e un intervento risolutivo da parte dei gestori e delle autorità competenti per ripristinare i collegamenti e restituire alla comunità un diritto fondamentale», conclude il Comitato, che definisce la situazione con una frase volutamente provocatoria: «Più che in Europa siamo nel terzo mondo».


