«Con la finalizzazione di ulteriori 23 milioni di euro per il 2026 portiamo a 47,5 milioni di euro le risorse complessivamente destinate nel biennio 2025-2026 al “Dopo di noi” e alle Case famiglia che assistono le persone con disabilità. È un investimento importante, che testimonia con i fatti una priorità precisa della nostra amministrazione: sostenere le persone più fragili e, insieme a loro, le famiglie che ogni giorno affrontano la responsabilità, le difficoltà e anche le preoccupazioni legate al futuro dei propri cari. Il “Dopo di noi” tocca una delle domande più profonde e dolorose che un genitore possa porsi: chi si prenderà cura di mio figlio quando io non ci sarò più? Le istituzioni hanno il dovere di dare a questa domanda una risposta concreta, costruendo percorsi capaci di garantire autonomia, assistenza, dignità e qualità della vita alle persone con disabilità, senza lasciare sole le loro famiglie».
Lo dichiara il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
«Allo stesso modo, le Case famiglia rappresentano una presenza fondamentale sui nostri territori: luoghi di vita, relazione e cura, nei quali la persona non può mai essere ridotta alla propria disabilità, ma deve essere accompagnata nella costruzione del proprio progetto di vita. Dopo i 24,5 milioni di euro già stanziati per il 2025, con questa nuova finalizzazione mettiamo a disposizione altri 23 milioni per il 2026. Una scelta che dà continuità agli interventi e offre maggiore certezza a chi quotidianamente garantisce questi servizi. Ringrazio l’assessore all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona, Massimiliano Maselli, e le strutture regionali per il lavoro portato avanti. Vogliamo un Lazio nel quale nessuno debba sentirsi solo davanti alla fragilità e nel quale ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione, possa vedere riconosciuti i propri diritti, le proprie aspirazioni e la possibilità di vivere una vita piena e dignitosa. È questo il senso più autentico di una comunità che si prende cura di tutti e non lascia indietro nessuno», conclude infine il presidente Rocca.


