Non si placa la bufera sulla gestione della viabilità nel capoluogo. Dopo la mobilitazione di piazza, a farsi portavoce del profondo malessere di residenti, commercianti e di una parte della stessa assise comunale sono i consiglieri di opposizione, pronti a portare la battaglia a un livello istituzionale superiore.
La dura presa di posizione di Forza Italia
A guidare l’attacco è il consigliere di Forza Italia, Pasquale Cirillo. Insieme ai colleghi Giovanni Martino e Teresa Petricca, Cirillo sta portando avanti una dura battaglia contro quello che definisce un vero e proprio collasso stradale.
«Stiamo portando avanti questa battaglia perché da qualche tempo la viabilità di Frosinone non è più come quella di una volta», spiega il consigliere azzurro, senza usare giri di parole. Secondo Cirillo, la situazione attuale è l’effetto diretto di una gestione amministrativa sorda e unilaterale: «Questo è il frutto delle scelte scellerate e della follia di un sindaco che non ascolta le istanze dei consiglieri comunali e, soprattutto, dei cittadini e degli esercizi commerciali».
La richiesta di un tavolo tecnico per sbloccare la città
L’iniziativa nata in strada, riassunta dallo slogan “meno code, più salute”, punta a mettere un punto definitivo ai disagi quotidiani. «Oggi ci facciamo promotori di questa iniziativa per dire basta. Basta con le code», incalza Cirillo.

Tuttavia, l’azione dei consiglieri non si configura come una semplice protesta, ma come un vero e proprio “SOS” istituzionale che scavalca Palazzo Munari. Constatato il muro alzato dal primo cittadino – «un sindaco che ci ha ignorato completamente in questo periodo, in questi ultimi due anni» – i consiglieri hanno deciso di rivolgersi alla massima autorità governativa sul territorio.
«Noi ci appelliamo al Prefetto di Frosinone affinché intervenga immediatamente sulla viabilità», dichiara Cirillo, descrivendo uno scenario quotidiano ormai fuori controllo, in cui persino i mezzi pesanti e il trasporto pubblico locale faticano drasticamente a circolare. L’obiettivo finale è l’apertura di un confronto allargato: «Chiedo al Prefetto di Frosinone di intavolare subito un tavolo tecnico con tecnici, forze dell’ordine e anche il servizio sanitario, per porre fine a questo scempio».
L’allarme sanitario e l’impatto delle polveri sottili
Ad ampliare la portata della denuncia, concentrandosi sui devastanti risvolti sanitari e ambientali, è la consigliera comunale Teresa Petricca, che spiega il significato profondo del binomio alla base della loro mobilitazione: «”Meno code, più salute” è uno slogan di civiltà moderna. Racchiude in sintesi quella che dovrebbe essere l’efficienza di un’amministrazione: produrre più salute e benessere psicofisico, e più efficienza logistica. Viviamo in una città dove le polveri sono altissime e l’inquinamento urbano è ormai oppressivo».

Petricca richiama i parametri internazionali: «A livello europeo e mondiale la viabilità viene considerata come una tragedia sanitaria. Di questo non si rende conto soltanto il nostro sindaco, che da quattro anni cerchiamo di spingere almeno su un addolcimento di questa condizione di inquinamento».
La consigliera scende poi nei dettagli tecnici legati ai blocchi stradali e all’effetto stop and go: «Ricordate che la condizione di stasi e ripartenza che si realizza in queste situazioni determina il 50% della formazione delle polveri sottili, delle PM2.5 in particolare. Ci sono 40.000 morti ogni anno in tutta Europa per questa condizione. La viabilità va considerata come una terapia! Ma è il nostro sindaco che non si rende conto che siamo una società e una popolazione malata. Non ci assiste dal punto di vista sanitario, non abbiamo un piano sanitario».
Il focus sulle criticità ambientali del territorio
L’affondo di Petricca diventa una disamina a tutto campo delle mancanze riscontrate in materia di salute pubblica: «Non ci ha assistito per il forno crematorio, non ci ha aiutato per il biodigestore, non ha tenuto conto del questionario sanitario che abbiamo fatto per Fontana Unica dove il 60% delle persone risultava già malata e l’ha compressa con ulteriore inquinamento registrato dalle centraline».
In conclusione, per la consigliera la tutela dei cittadini deve tornare al centro dell’azione politica: «Intorno alla salute dovrebbe ruotare tutta un’amministrazione: per la viabilità, per la sanità, per il consumo di suolo. Oltre all’inquinamento, pensate all’ansia di trovarsi in una situazione di blocco, ai ritardi, ai bambini da portare a scuola… un’inefficienza sotto gli occhi di tutti. La salute al primo posto. Se lui, come autorità sanitaria, non è in grado di capirlo, ahimè, siamo messi male».
Il danno economico e l’isolamento dei commercianti
A chiudere il cerchio degli interventi è l’ex sindaco e consigliere Paolo Fanelli, che sposta l’attenzione sulle pesanti ripercussioni economiche e urbanistiche che stanno soffocando il capoluogo: «Condivido appieno tutto ciò che hanno detto i colleghi Cirillo e Petricca. Io voglio fare soltanto una riflessione di ordine economico e commerciale. Questa città, con queste modifiche che sono state fatte e non condivise con la cittadinanza e con i commercianti, è diventata una città completamente ingessata».

Secondo Fanelli, il danno al tessuto economico locale è ormai evidente: «I cittadini delle zone limitrofe, dei paesi vicini, non vengono più a Frosinone a fare acquisti perché sanno che per fare un chilometro ci mettono un’ora. Questo va a discapito dell’economia della nostra città, che già soffre di per sé di una crisi generale».
L’ex primo cittadino lancia infine un severo monito sulla perdita di attrattività del comune all’interno della provincia: «Frosinone sta perdendo quel ruolo di centralità che ha sempre avuto all’interno della provincia, proprio per queste scelte scellerate che sono state fatte e non condivise con nessuno. Per cui noi chiediamo con forza che si ponga fine a questo scempio, che si ritorni a una viabilità normale e che si ascoltino finalmente le esigenze dei cittadini e dei commercianti».
I possibili risvolti sugli equilibri di Palazzo Munari
La discesa in strada e le dure prese di posizione dei tre consiglieri non rappresentano solo una protesta cittadina, ma aprono una faglia profonda negli equilibri politici interni. La presenza attiva del consigliere di Fratelli d’Italia Paolo Fanelli al fianco dei contestatori lascia presagire la concreta possibilità che l’ex sindaco possa a breve abbandonare definitivamente la compagine governativa per confluire nei gruppi che la contrastano apertamente.
Si preannuncia dunque l’ennesimo mutamento geopolitico in Consiglio comunale: una mossa che andrebbe a indebolire i numeri dell’esecutivo e ad accentuare l’isolamento di una giunta che si trova ormai a fare i conti con una frattura interna apparentemente insanabile.


