Si apre con il vernissage, venerdì 22 maggio, alle ore 19:00, “Panthalassa” la mostra personale di Emanuela Cadrini alla Galleria Pisani di Isola del Liri, curata da Daniele Amelio con il patrocinio del Comune di Isola del Liri – Assessorato alla Cultura.
L’elemento Acqua: il tema delle opere d’arte
L’artista, espone opere di grande formato, su tela non intelaiata, appartenenti alla sua recente produzione e una selezione di opere scelte tra quelle già esposte nella precedente personale alla Villa Comunale di Frosinone, tra cui le opere estemporanee realizzate durante le diciotto repliche della performance pittorico-poetica “Anelito”.
Un tema ricorrente nelle opere è l’elemento Acqua che, nello splendido scenario della cascata di Isola del Liri, trova sinergia e rispondenza visiva, poetica e sonora con l’ambiente. Il titolo stesso della mostra rimanda al concetto di originaria unione indistinta dell’acqua in un primordiale oceano, una unione che è il legame immaginifico-poetico che permane in tutte le forme e modi in cui l’acqua si raccoglie in natura e si presenta nell’esperienza umana.
Tre performance artistico-poetico-teatrali scandiranno la durata della mostra, testi e interventi visivi di Emanuela Cadrini e interpretazione attoriale di Carlo Delli Colli. Si inizia con “Apotropaica”, al termine del vernissage, si prosegue con “Anelito” domenica 24, ore 19:30, e per finire “Zarathustra”, giovedì 28, ore 19:00, in occasione del finissage.
L’artista
Emanuela cadrini è un’artista impegnata in operazioni di arte relazionale, con un’attenzione particolare per temi riguardanti l’ambiente e il territorio. Accanto alla pittura, scrive testi poetici e porta avanti operazioni performative di interazione tra pittura, poesia e teatro.
La sua è una pittura gestuale e sinestetica, in cui immediatezza e fluire del divenire diventano colore materico che fissa sulla tela emozioni e suggestioni evocative.
Le parole di Emanuela Cadrini
«La pittura è il codice che ho scelto per dare un nome alle cose, una ricerca che nasce dall’introspezione e dall’ascolto di tutto ciò che mi circonda. Questa fusione, viaggia su due aspetti: uno mentale e l’altro gestuale, libero da codici – dice Emanuela – L’arte è una domanda e allo stesso tempo un tentativo di risposta, sempre da inseguire, irraggiungibile; è una sete sacra che indaga. Un punto di fuoco sempre acceso, una forza vitale, un viaggio nell’assoluto».


