Si chiudono i primi capitoli giudiziari dell’inchiesta ‘The Good Lobby’, il terremoto giudiziario che nell’ottobre del 2024 ha travolto il Comune di Ceccano, portando all’arresto, tra gli altri, del sindaco Roberto Caligiore, e scuotendo l’intera provincia. Nelle scorse ore, il Gup del Tribunale di Frosinone ha ratificato i primi tre patteggiamenti per figure chiave coinvolte nella gestione degli appalti finanziati con i fondi del Pnrr.
Le sentenze e i risarcimenti
Le pene più consistenti riguardano l’area tecnica. L’ingegner Stefano Polsinelli e il funzionario dell’ufficio tecnico comunale Camillo Ciotoli sono stati condannati a 2 anni, 10 mesi e 7 giorni di reclusione. Per entrambi, la pena verrà commutata in lavori di pubblica utilità. Terza condanna per Selenia Boccia, amministratrice della società Adelante Group, alla quale è stata inflitta una pena di 1 anno e 6 mesi, con il beneficio della sospensione condizionale.
Determinante per l’accordo sulla pena è stata la volontà dei condannati di rifondere il danno: il magistrato ha infatti tenuto conto dei versamenti effettuati al Fondo Unico di Giustizia. Polsinelli ha versato 96mila euro, Ciotoli 30mila euro e la Boccia 10mila euro, per un totale che supera i 130mila euro restituiti allo Stato.
L’ombra delle tangenti sui fondi europei
L’indagine, coordinata dalla Procura Europea (EPPO) e condotta dalla Squadra Mobile di Frosinone insieme allo Sco, punta a scardinare un presunto sistema di corruzione che avrebbe pilotato appalti per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.
Secondo l’impianto accusatorio del Procuratore Delegato Europeo, l’Amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Roberto Caligiore avrebbe indirizzato i fondi comunitari verso ‘ditte amiche’. In cambio, il sistema avrebbe garantito il pagamento di tangenti attraverso un complesso meccanismo di riciclaggio e fatture per operazioni inesistenti.
Al centro dei controlli sono finiti lavori fondamentali per la città di Ceccano:
- La riqualificazione del Castello dei Conti e del centro storico;
- La messa in sicurezza della scuola di Borgo Berardi;
- La creazione del centro educativo nel quartiere Di Vittorio.
Verso l’udienza preliminare
Sebbene queste prime tre condanne segnino un punto fermo per l’accusa, il grosso del processo deve ancora entrare nel vivo. Restano infatti in sospeso le posizioni di altri 29 indagati, tra cui l’ex primo cittadino Caligiore e numerosi altri tecnici e imprenditori.
L’appuntamento cruciale è fissato per il prossimo 15 aprile, quando i restanti profili compariranno davanti al Gup per l’udienza preliminare che deciderà sui rinvii a giudizio. Le accuse, a vario titolo, restano pesantissime: associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio.


