Frosinone e la Ciociaria non sono territori per giovani? O forse sono zone che hanno smesso di guardarli negli occhi? Mentre le cronache locali (come accaduto anche ieri) si riempiono di operazioni interforze tra i palazzoni dell’Ater e sequestri di carichi di droga destinati ai minorenni, sotto la superficie ribolle un’emergenza ancora più insidiosa: il disagio psicologico silenzioso. Non fa rumore come una sparatoria, ma svuota le case e le scuole del nostro territorio.
I numeri del silenzio
Secondo gli ultimi dati della ASL di Frosinone, le richieste di supporto psicologico e psichiatrico per la fascia 14-24 anni sono aumentate del 25% nell’ultimo biennio. Non si tratta solo di sostanze: il fenomeno del ritiro sociale (Hikikomori) sta colpendo duramente il Capoluogo, dove sempre più adolescenti scelgono la “morte civile” tra le pareti della propria camera, sostituiti dai loro avatar digitali.
Tra nuove dipendenze e vecchi tabù
Gli esperti del ‘Dipartimento Patologie da Dipendenza’ lanciano l’allarme: “L’età del primo contatto con alcol e droghe sintetiche si è abbassata ai 12 anni”. Ma il vero nemico è la solitudine. La mancanza di centri di aggregazione laici e strutturati spinge i ragazzi verso le uniche luci accese della città: i centri commerciali o, peggio, le piazze dello spaccio.
Le soluzioni: la rete che resiste
Ma Frosinone e la Ciociaria non stanno a guardare. E mettono in campo iniziative concrete: dal bando della Regione Lazio per il contrasto al disagio scolastico alle iniziative della Procura presso il Tribunale di Frosinone, che attraverso il progetto “In Dialogo” porta le testimonianze del recupero direttamente nelle aule. L’obiettivo è uno solo: trasformare la vergogna in parola.
HIKIKOMORI, COS’E’, COSA FARE
L’Hikikomori (letteralmente “stare in disparte”) è una forma di ritiro sociale e patologico in cui giovani e adulti si isolano volontariamente per mesi o anni, chiudendosi in casa e spesso nella propria stanza. Nato in Giappone, il fenomeno è ora diffuso globalmente, inclusa l’Italia, e deriva da un disagio adattivo sociale. Ecco i dettagli principali:
Profilo: Principalmente maschi tra i 14 e i 30 anni, ma il fenomeno coinvolge anche donne e persone over 50.
Cause: Pressioni sociali verso il successo, bullismo, senso di inadeguatezza, rapporti familiari difficili o iperprotettivi.
Caratteristiche: Rifiuto scolastico/lavorativo, inversione del ritmo circadiano (dormire di giorno, attivi di notte), utilizzo intenso di internet/videogiochi (non come causa, ma come conseguenza dell’isolamento).
Condizione: Non è una patologia psichiatrica riconosciuta, ma un fenomeno di isolamento che causa vergogna e disagio profondo.
Intervento: È fondamentale intervenire precocemente, spesso coinvolgendo la famiglia in percorsi psicoterapeutici.
In Italia si stima la presenza di decine di migliaia di casi, spesso non ufficializzati.
GUIDA PRATICA: A CHI RIVOLGERSI
- Dipartimento Salute Mentale (DSM) ASL Frosinone
o Dove: Via Armando Fabi (Palazzina Q), Frosinone.
o Cosa fa: Offre assistenza psicologica e psichiatrica gratuita. È il punto di riferimento per i disturbi dell’adolescenza e del comportamento.
o Info: Sito Ufficiale ASL Frosinone – Salute Mentale
- SerD – Servizio per le Dipendenze
o Dove: Viale dell’Alberata, Frosinone.
o Cosa fa: Interventi per dipendenze da sostanze, alcol e gioco d’azzardo patologico (GAP).
o Contatti: Per un primo colloquio è possibile consultare il portale Mentiattive – Asl Frosinone.
- Consultorio Familiare Frosinone
o Dove: Via di Biasio.
o Cosa fa: Assistenza psicologica e sociale per minori e famiglie in crisi.
o Link utile: Elenco Consultori Lazio
- Progetto “In Dialogo”
o Sito: Comunità In Dialogo
o Focus: Supporto specifico per ragazzi che sono entrati nel circuito delle tossicodipendenze o dell’emarginazione sociale.
- Telefono Azzurro (Nazionale)
o Contatto: 1.96.96 (Attivo 24h per bambini e adolescenti) o via chat sul sito Azzurro.it.


