Il messaggio è arrivato forte e chiaro, diretto ai vertici dei partiti tradizionali e a quei ‘tavoli romani’ spesso distanti dalle dinamiche reali delle province. È Antonio Scaccia, leader della Lista per Frosinone e vicesindaco del capoluogo ciociaro, a sintetizzare il cambio di passo, rovesciando la narrazione classica della politica locale: è finito il tempo in cui le civiche bussano alla porta dei partiti col cappello in mano; è arrivato il momento in cui sono i partiti a dover cercare le civiche. Un concetto semplice, che ha fatto registrare un fragoroso applauso tra i numerosi presenti in sala.

Non è solo una dichiarazione d’intenti, ma una presa d’atto dei numeri e del radicamento territoriale. All’Hotel Europa, davanti a una sala gremita che ha tenuto a battesimo il progetto ‘Fare Insieme’, è andata in scena quella che ha tutto il sapore di una rivincita politica degli indipendenti. Un asse strategico tra Frosinone e Latina, guidato da Antonio Scaccia (Lista per Frosinone) e Annalisa Muzio (Fare Latina), che punta a trasformare il consenso amministrativo in peso politico specifico.
La fine della subalternità
L’evento di venerdì sera ha sancito la nascita di una rete che unisce esperienze diverse – da Fare San Felice Circeo a Fare Cori-Giulianello, passando per Sermoneta e Fare Giovani – ma con un unico denominatore: il rifiuto della subalternità.

L’analisi politica che emerge dall’incontro è spietata verso le dinamiche del Centrodestra e, più in generale, delle coalizioni nazionali: le civiche non accettano più di essere considerate ‘sacche di voti’, serbatoi da svuotare per vincere le elezioni e da ignorare quando si tratta di governare o decidere le strategie sovracomunali.
Muzio: “Non siamo numeri, siamo amministratori”
A dare corpo a questa insofferenza verso l’uso strumentale del civismo è stata Annalisa Muzio. L’assessore all’Urbanistica di Latina ha rivendicato la dignità di chi amministra quotidianamente. “Il civismo serio non è uno spot elettorale – ha tuonato la Muzio – non siamo numeri in più per vincere, per poi essere esclusi dalle scelte decisive”.
Il suo intervento ha toccato il nervo scoperto della responsabilità: “Il problema non è decidere, ma non decidere”. Una stoccata a quella politica partitica che spesso si perde in tatticismi, mentre chi governa le città deve dare risposte immediate.
L’attacco di Scaccia alla ‘politica becera’
Ancora più duro l’affondo di Antonio Scaccia. Il vicesindaco frusinate non ha usato mezzi termini nel descrivere le resistenze che i civici incontrano proprio da parte degli alleati di coalizione. Scaccia ha parlato apertamente di ‘politica becera’, fatta di interessi personalistici e ‘cambiali politiche’ da pagare, contrapponendo a questo modello la trasparenza e la concretezza dell’amministrazione locale.

“Noi questa politica non la facciamo” ha ribadito, consapevole che questa autonomia spesso costa isolamento, ma è l’unica via per mantenere credibilità davanti ai cittadini.
In sala con Scaccia, insieme a diversi sostenitori dalla Ciociaria, anche i consiglieri comunali Francesca Chiappini e Corrado Renzi, oltre che Roberto Pittiglio, ormai conosciuto da tutti come il ‘consigliere perpetuo’, visti i tanti anni trascorsi in politica proprio nel ruolo di consigliere comunale del capoluogo.

Una rete strutturata e trasversale
Che non si tratti di un semplice cartello elettorale lo dimostra la platea: presenti i vertici sindacali (Ugl, Uiltucs, Clas) e le associazioni di categoria (Confesercenti, Confartigianato), segnale che il progetto intercetta un bisogno di rappresentanza reale del mondo del lavoro.

Come illustrato da Roberto Stabellini e introdotto da Luca Bagnato, ‘Fare Insieme’ non è una somma algebrica di liste, ma un metodo di lavoro che ora punta ad espandersi. Dopo Latina e l’incontro di venerdì, il prossimo passo sarà un grande evento in provincia di Frosinone.

La sfida è lanciata: il civismo laziale si organizza e presenta il conto. E questa volta, avvertono Scaccia e Muzio, i partiti non potranno far finta di non sentire.





