Al vertice concluso in serata a Roma si è deciso di provare ad andare avanti, per cercare di trovare una soluzione che possa traghettare l’Amministrazione Mastrangeli fino al 2027, dunque fino alle prossime Amministrative (LEGGI QUI): nessuno vuole andare al voto anticipato, non conviene rompere tutto, sia perché tra appena 2 mesi avranno luogo le Provinciali, ma anche perché tornare al voto sarebbe un grande punto interrogativo per il capoluogo, che attualmente è una roccaforte del Centrodestra. Ecco perché Lega e Fratelli d’Italia, con i massimi vertici regionali e nazionali di partito, hanno deciso di abbassare i toni.
In molti, però, si aspettavano qualche novità relativa alla ‘mappa delle deleghe’, che poi è la problematica principale della querelle politica che nel capoluogo tiene banco da prima di Natale. Sono partite proprio da lì, infatti, le schermaglie che hanno portato all’assenza di Fdi all’ultimo Consiglio e al conseguente pugno duro del sindaco di Frosinone, che ha deciso di revocare le deleghe ai due assessori meloniani. Una situazione difficile che ha portato i vertici dei partiti a prendere in mano la situazione prima che fosse troppo tardi: all’incontro capitolino, infatti, oltre ai segretari regionali Ottaviani e Ruspandini, erano presenti i coordinatori regionali Bordoni (Lega) e Trancassini (Fdi) oltre al vicesegretario nazionale del Carroccio Durigon.
Nessun cenno, però, sarebbe stato fatto sull’orientamento delle deleghe all’interno della maggioranza del Comune di Frosinone, questione che dovrà affrontare il primo cittadino. Mastrangeli, infatti, ha fatto sapere che si prenderà qualche giorno per le consultazioni con i gruppi, le civiche e i partiti, prima di mettere mano alla mappa degli assessori. Ma, al di là delle deleghe, ha voluto rimarcare che si ripartirà dal documento programmatico che ha permesso di vincere la campagna elettorale nel 2022: quello sarà il sacro Graal dal quale non si potrà prescindere. Poi, partendo da questa base, ci potranno essere delle discussioni per l’arricchimento dello stesso. Dunque, nessuno si inventasse alcuno stravolgimento: il programma firmato dalla coalizione votata democraticamente dai cittadini non si tocca.
È chiaro che, durante le consultazioni, ognuno potrà decidere di chiedere ciò che vuole. Ma è difficile che qualcuno possa fare gioco forza, visto che, con la disponibilità al rientro di Fratelli d’Italia, ormai i numeri non mancano. Il problema più grande, invece, sarà proprio quello degli assessorati a Fdi, per i quali sono nati i dissidi all’inizio di tutta questa storia. Naturalmente il coordinatore regionale Trancassini non può di certo pensare a questo. Ecco perché ha deciso di delegare il coordinatore regionale Ruspandini e il capogruppo Consiliare Carfagna (entrambi presenti oggi all’incontro) a fare la trattativa con il primo cittadino del capoluogo: saranno loro i ‘commissari’ che dovranno trovare una sintesi con Mastrangeli. Ma soprattutto dovranno trovare una sintesi interna al gruppo di Frosinone, visto che proprio dalle spaccature di questi giorni nascono molte delle problematiche che poi hanno portato difficoltà anche all’interno dell’Amministrazione.
Quel che è certo è che l’area dell’onorevole Mattia, della quale fanno parte ben due consiglieri, questa volta non rinuncerà ad un assessorato. Promesso per iscritto allo scorso congresso cittadino, pur di trovare l’unità. Anche perché a ‘contrattare’ con il sindaco non ci sarà la segretaria cittadina Alessia Turriziani, riferimento di Fabio Tagliaferri (che dopo la spaccatura conta un solo consigliere, più uno della Savo che segue la sua stessa linea). Ricordiamo, infatti, che il consigliere Fanelli, in questa partita, si è dimostrato un ‘battitore libero’, dunque il presidente di Ales non può più contare sulla maggioranza del gruppo consiliare frusinate.
La questione più importante, comunque, rimarrà quella di trovare un accordo all’interno dell’Amministrazione, per poterla portare fino al termine naturale del 2027, senza danneggiare la città con un periodo di commissariamento che, inevitabilmente, andrebbe a rallentare l’azione amministrativa. Un pericolo che ad oggi, è bene evidenziarlo, non è affatto scongiurato: qualora non si trovasse una sintesi, Mastrangeli potrebbe ancora decidere di staccare la spina. È una questione di giorni… probabilmente già entro la prossima settimana si avranno delle certezze in merito. Dunque è bene rimanere qualche giorno ancora con il fiato sospeso.


