Tanto il caos politico di questi giorni a Frosinone. Per riappianarlo è stato necessario istituite un tavolo nazionale del Centrodestra: a Roma i vertici dei partiti cercheranno di riappianare le divergenze e far proseguire l’Amministrazione Mastrangeli. Proprio grazie all’unione tra loro (LEGGI QUI). E questo non è sfuggito all’ex sindaco di Frosinone Domenico Marzi. Anche perché, facendo parte di una civica, rimarrebbe tagliato fuori dalle decisioni prese nella Capitale. Lui come anche altre liste che non hanno un colore politico.
Potrebbero probabilmente aver avuto origine da questa riflessione le dichiarazioni fatte, che leggiamo un po’ nascoste all’interno di un articolo di giornale: “Mi auguro che da questa frattura politica all’interno della maggioranza possa emergere un vasto schieramento dal profilo civico. In modo che alle prossime elezioni si possa scegliere il candidato migliore sulla base del programma amministrativo. Indipendentemente dal fatto che abbia una storia di Centrosinistra piuttosto che di Centrodestra”.
A un’attenta lettura non è difficile capire che questa possa essere una velata minaccia per Mastrangeli, oltre che un invito a tutte le civiche e i singoli che rimarranno fuori ad unirsi per creare una forza importante, alternativa al Centrodestra dei partiti che, da quanto si mormora, potrebbe tornare ad unirsi: una forte coalizione civica che possa non essere messa all’angolo, ma anzi contare qualcosa in questo ultimo anno e mezzo di governo cittadino, ma soprattutto dire la propria sul candidato sindaco del 2027.
Ricordiamo che Marzi concorse contro Mastrangeli alle scorse Amministrative, arrivando fino al ballottaggio, quando perse e finì all’opposizione. Poi, nel 2025, il cambio di rotta con la lista che porta il suo nome, insieme ai consiglieri Mandarelli e Gagliardi: la virata comportò quasi subito l’allontanamento dal gruppo del consigliere Papetti, che si è unito a Iacovissi (Psi) in vista della prossima tornata. Memmo spiegò che l’appoggio al sindaco era sulla base di un accordo programmatico di fine legislatura.
Fino ad arrivare, quest’estate, ad una sorta di matrimonio politico vero e proprio con Mastrangeli, quando dichiarò in Consiglio: “Per quanto ci riguarda, lei non cadrà mai!” usando un tono deciso, la voce alta, l’accento sul ‘mai’, quasi a sugellare un patto d’acciaio che nessuno potrà neanche provare a sciogliere (LEGGI QUI). Tanto che poco dopo iniziarono a girare voci che parlavano di un Mastrangeli pronto a ricandidarsi senza connotazioni politiche, con l’appoggio di Marzi e di altri gruppi totalmente civici.
Poi però, e torniamo ai giorni nostri, qualcosa deve essersi rotto. Tanto che Marzi, la Mandarelli e Gagliardi agli ultimi due Consigli, quelli in cui la propria presenza era fondamentale visti i numeri che vacillavano, sono stati assenti: entrambe le assise alla fine sono state sciolte per mancanza di numero legale.
Qualcuno mormora di una vicinanza, nell’ultimo periodo, con Fratelli d’Italia. Sarebbe l’ennesimo cambio di rotta.


