Un’ora e mezzo circa. Tanto sarebbe durata la riunione dei capigruppo consiliari convocata dal sindaco Mastrangeli ieri pomeriggio, durante la quale sono stati sviscerati tutti i punti del bilancio, illustrato magistralmente dall’assessore Adriano Piacentini. Nessuno dei consiglieri presenti avrebbe cercato di introdurre altri argomenti. Forse proprio per evitare di avvalorare la tesi sostenuta da alcuni gruppi politici, che nei giorni scorsi avevano parlato di una sorta di ‘mercato delle vacche’ che si sarebbe creato per l’occasione, in cui ognuno degli scontenti avrebbe chiesto qualcosa per garantire voti favorevoli all’approvazione. Poco dopo le 18.00, dunque, sono tornati tutti a casa. Unici assenti, ma giustificati, Franco Carfagna e Claudio Caparrelli, quest’ultimo parrebbe per un Consiglio nella scuola dove insegna.
La questione che nelle ultime 24 ore sta facendo discutere, dunque, non è di certo il vertice con il primo cittadino: tutt’altro. Si tratterebbe, infatti, di un audio che ha iniziato a girare incessantemente tra gli appartenenti al Consiglio comunale, dopo che i rumors e anche la stampa ha parlato di una probabile richiesta di assessorato per Francesco Trina da parte del nuovo duo Turriziani-Caparrelli che si starebbe formando all’interno del Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli, probabilmente con la benedizione dell’assessore regionale Giancarlo Righini (LEGGI QUI).
In sostanza, nel messaggio si sentirebbe la voce di Trina che, verosimilmente tra il primo ed il secondo turno delle scorse Amministrative di Frosinone, incita la squadra contro l’allora candidato sindaco Mastrangeli, a favore naturalmente dell’avversario Domenico Marzi, appoggiato dalla Lista Marini, che è poi quella grazie alla quale Andrea Turriziani è stato eletto in Consiglio, seppur in minoranza.

Il tono è concitato, la voce impetuosa, l’inflessione un po’ dialettale, come quando si parla tra amici o compagni di partito, senza badare troppo alla forma. Ma le parole, quelle non lasciano spazio ad equivoci. “Questi so cotti – afferma con certezza assoluta l’ex vicesindaco di Frosinone, Francesco Trina – Sono rimasti storditi, come quando un pugile viene malmenato” (tradotto in italiano e senza fare nomi di pugili della zona, il senso è questo).
L’audio prosegue: “Dobbiamo fregargli tutto quello che ci è possibile fregare” E descrive la tecnica da usare. Poi continua: “Dobbiamo farli stare tranquilli. Così loro pensano che hanno il 49 e passa per cento e vincono al primo turno tranquilli senza fare campagna elettorale”.
Quindi l’incitazione finale: “Facciamo così che li crepiamo!”. E poi fa il nome di esponenti politici che, a suo dire, non possono assolutamente essere “rimandati a comandare”.
Un audio girato parecchio in città, soprattutto negli ambienti politici, che nelle ultime ore sta scatenando un vespaio di polemiche sull’opportunità di concedere o meno un assessorato a una persona che tanto ha fatto per remare contro l’attuale Amministrazione. Questo far girare così incessantemente il messaggio altro non è che il termometro del malumore che si respira tra la maggior parte dei consiglieri di maggioranza, che non sono intenzionati a ingoiare l’ennesimo rospo. Staremo a vedere cosa accadrà.
Nel frattempo sembrerebbe che dietro questa operazione si sia accodato anche il presidente del Consiglio, Massimiliano Tagliaferri, ex Lega ora indipendente, ma sempre più solo (politicamente) nell’ultimo periodo. Tanto da provare ad ‘imbucarsi’ anche in questa operazione dopo aver vissuto il fallimento di quella precedente, che lo vedeva come attore in prima persona: la delega all’Urbanistica per Carlo Gagliardi per strappare il consigliere alla Lista Marzi.

Il clima da campagna elettorale imperversa sempre più in città. E ognuno cerca di conquistare qualcosa per giocarselo in quest’ultimo anno e mezzo di governo cittadino rimanente. Bisognerà vedere, a questo punto, cosa deciderà di fare il sindaco. Ma potrebbe anche continuare a riflettere e rinviare le sue eventuali scelte a dopo il Consiglio comunale utile all’approvazione del Bilancio. Anche perché, se in questi anni abbiamo capito un pizzico come ragiona Riccardo Mastrangeli, non c’è nessuno che può tenere sotto scacco un’Amministrazione facendo gioco forza per fini personali: in sostanza, se è proprio questo che vogliono, iniziassero ad assumersi la responsabilità di non votare l’atto più importante del Consiglio. Ed, eventualmente, di far cadere l’Amministrazione. Nessuno li pregherà di non farlo, né metterà sul tavolo ‘merce di scambio’.
Contestualmente, sarebbe anche curioso capire cosa ne pensa di tutta questa operazione l’ex sindaco Michele Marini, la cui lista, se tutto quello di cui si è parlato si concretizzasse, svanirebbe dal Consiglio comunale. Ma per ora non l’abbiamo sentito, dunque non possiamo sapere, ad oggi, qual è la sua idea in merito. Magari è d’accordo con Turriziani sull’operazione. O magari no.


