Un momento politico di forte fermento, quello che sta andando in scena in questi giorni a Frosinone. Grandi manovre all’interno del Consiglio comunale, dove il sindaco Mastrangeli rischiava di rimanere ‘senza numeri’ a causa del presidente del Consiglio Massimiliano Tagliaferri, che fuoriuscito della Lega e diventato indipendente, ha iniziato ad astenersi alle votazioni per rimarcare che lui era il 17esimo che serviva all’Amministrazione per avere la certezza di poter andare avanti senza ricorrere ad appoggi esterni o strategie varie. Non è la prima volta che l’alatrense gode nel rimarcare la sua ‘importanza’ all’interno della pubblica assise. Sostanzialmente lo fa ogni volta che i numeri della maggioranza iniziano a scendere: è allora, quando il suo voto diventa determinate, che lo fa mancare per sentirsi ‘prezioso’, un po’ come fanno le belle donne… ma non in politica. Una tattica studiata e ben consolidata, utilizzata l’ultima volta a fine 2024, esattamente un anno fa, quando minacciò di dimettersi per far cadere l’Amministrazione. Ma poi non lo fece, rimanendo ben saldo alla sua poltrona e facendo l’ennesima gran brutta figura con la cittadinanza (LEGGI QUI).
In questo momento politico, dicevamo, a subentrare a supporto della maggioranza è stato, appena pochi giorni fa, il consigliere Christian Alviani, che, fuoriuscito da una Forza Italia che da ormai tanti mesi non smette di contestare ogni singola virgola di questa Amministrazione, ha deciso di fare il suo ingresso in una nuova compagine: la lista ‘Identità frusinate’, capitanata dall’imprenditore Marcello Nanogitis. Una civica che si è subito capito essere dalla parte di Riccardo Mastrangeli, sia per questa fine di consiliatura che per la prossima tornata del 2027, della quale fanno parte nomi importanti (LEGGI QUI) e che, si mormora, a breve potrà accogliere ancora uno o due consiglieri.
Un’operazione che è stata sulla bocca di tutti per un’intera settimana, alla quale però ne è seguita subito un’altra: quella dell’ingresso di Andrea Turriziani nel Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli. Che in realtà a tutt’oggi non è stata ancora ufficializzata ma che sarebbe prossima alla chiusura. Turriziani, eletto consigliere nella lista dell’ex sindaco Michele Marini e successivamente confederato con Fratelli d’Italia, in questi ultimi mesi, insieme a Marco Ferrara che l’ha fatto sicuramente in maniera più diretta e frontale, è stato un po’ l’anima dei ‘rivoluzionari’ di Fdi. Ora si preparerebbe a passare nella civica rappresentata in assise dal consigliere Claudio Caparrelli: la lista arriverebbe dunque a due rappresentanti in Consiglio e per questo potrebbe chiedere anche un assessorato. L’indicazione del gruppo potrebbe cadere sul preferito di Turriziani, Francesco Trina, già vicesindaco del capoluogo: in questi mesi il suo nome è stato fatto più volte, ma evidentemente Turriziani fino ad oggi non è riuscito a fargli assegnare la delega, probabilmente anche perché il gruppo di Fratelli d’Italia non ha voluto perorare adeguatamente la sua causa, magari per evitare problemi interni, visto che altri esponenti del partito avrebbero potuto lamentarsi del sostegno ad un assessore non tesserato con i meloniani, visto che in molti, di tesserati, sono già ‘in fila’ da parecchio tempo.

Anche da questo potrebbe essere partita l’idea di avvicinarsi al Polo Civico. Un avvicinamento già in atto da oltre un mese: TuNews24 li aveva già sorpresi in una fitta conversazione, fotografandoli insieme, lo scorso 10 novembre, in occasione dell’inaugurazione dello sportello informativo Agea nella sede frusinate della Regione Lazio. In quel frangente la cerimonia fu presieduta dal potentissimo assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura di Fdi, Giancarlo Righini, che insieme a Lorella Biordi rappresenta una delle varie correnti interne a Fratelli d’Italia, una di quelle con il ‘vento in poppa’, in questo momento, in Ciociaria, tanto da iniziare a contare svariati amministratori che vedono in loro il riferimento del partito.
Tra i vicini all’onorevole Righini figurerebbe anche Gianfranco Pizzutelli, leader del Polo Civico e presidente dell’Asp, importante azienda pubblica di servizi alla persona (che si rivolge a giovani, anziani e famiglie in situazione di svantaggio o disagio economico-sociale) che opera in provincia di Frosinone ma dipende dalla Regione Lazio. Un incarico importante ereditato dal Centrosinistra, all’epoca del governatore Nicola Zingaretti e dello schieramento della sua civica al fianco del candidato sindaco di Frosinone Domenico Marzi.

In poco tempo l’aria è cambiata, ai vertici della Regione è arrivato Francesco Rocca e a Frosinone ha vinto Mastrangeli, entrambi riferimento del Centrodestra unito. La sua lista ha iniziato lentamente ma inesorabilmente a svuotarsi. Tanto che, a ottobre 2024, da parte della civica arriva la dichiarazione d’amore a Mastrangeli. Da lì in poi il sostegno all’attuale amministrazione è stato sempre garantito, dapprima in maniera più sommersa ma poi, pian piano, sempre più evidente.
Un’operazione, quella di crescita del Polo Civico con l’ingresso di Andrea Turriziani, che andrebbe sostanzialmente a indebolire anche il gruppo consiliare di Fdi e, di conseguenza, il loro leader Fabio Tagliaferri, che pochi giorni fa ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco della città capoluogo alle prossime Amministrative del 2027 (LEGGI QUI). Tagliaferri, infatti, fino ad ora poteva contare sui voti di 6 consiglieri: il capogruppo Carfagna, Ferrara, Campagiorni, Fanelli, Crescenzi e il confederato Turriziani. Senza Turriziani arriverà dunque a 5. Di più: palese l’allontanamento, anche, del consigliere Sergio Crescenzi, che all’ultimo Consiglio non ha seguito le indicazioni del gruppo durante la votazione della mozione per la Palestina: mentre tutti sono rimasti in aula a votare, lui ha deciso di alzarsi ed uscire (LEGGI QUI). Chissà che stia valutando di allontanarsi dalla compagine: una decisione, la sua, che potrebbe maturare a seguito della divergenza di vedute su diverse questioni che riguardano la città ma anche e soprattutto dopo le Provinciali di inizio anno, qualora da consigliere uscente non dovesse venire riconfermato: la deduzione dei mancati voti arrivati dal suo partito potrebbe spingerlo ad abbandonare, e a far rimanere Tagliaferri, già da marzo 2026, con appena 4 consiglieri. Forse anche per questo nelle ultime settimane le pressioni per far avere una delega al consigliere Carlo Gagliardi (Lista Marzi) si sono fatte sempre più incisive: con il suo passaggio avrebbero potuto recuperare un’unità. Ma il progetto politico, studiato anche con l’aiuto del presidente del Consiglio Massimiliano Tagliaferri (fuoriuscito dalla Lega e oggi indipendente, ma molto vicino a Gagliardi) non è andata a buon fine.

L’operazione, condotta da Gianfranco Pizzutelli, che in Asp è presidente di un Cda nel quale compare anche Lorella Biordi, vedrebbe una velocizzazione importante, probabilmente a causa della formazione della nuova lista ‘Identità frusinate’, all’interno della quale è confluito il consigliere Christian Alviani, ma che, a breve, potrebbe accoglierne anche alti: due in particolare, secondo i rumors. E sarà proprio in quel momento che il sindaco potrebbe decidere di tenerli in considerazione per l’attribuzione dell’unico assessorato vacante rimasto. Delega alla quale, invece, probabilmente punta il Polo Civico. E proprio a questo paiono riferirsi le pesanti dichiarazioni di ‘Identità frusinate’, in particolare quando si leggono i seguenti passaggi: “Fa riflettere anche la singolare accelerazione dei dialoghi politici registrata subito dopo la nascita del nostro gruppo. Una corsa frenetica a celebrare nozze mai precedute da fidanzamento. Una ressa del genere è capitato di vederla solo nel parcheggio di un noto poltronificio di zona durante i saldi. Un’autentica invasione di cacciatori di opportunità”. La nuova civica, che scegliendo le colonne del nostro giornale ha deciso di anticipare la propria dichiarazione di voto al Bilancio, che sarà positiva “per il bene della città”, ha poi rimarcato il concetto, spiegando che domani non sarà presente alla riunione dei capigruppo convocata dal sindaco Mastrangeli: “Preferiamo defilarci in silenzio e senza disturbare, lasciando i riflettori a chi sembra più interessato alle strategie della poltrona che al merito degli atti” (CLICCA QUI PER LEGGERE LE DICHIARAZIONI COMPLETE).
Non sembra proprio un buon momento per la componente di Fratelli d’Italia che fa capo a Fabio Tagliaferri, visto che, oltre a questa complessa situazione, solo pochi giorni fa avevamo scritto di possibili movimenti sommersi all’interno del partito dopo la sua dichiarazione di volersi candidare alla prossima tornata, ma soprattutto dopo aver attribuito la decisione ai vertici di Fdi, che a suo dire gli avrebbero chiesto quest’impegno: da lì, stando alle voci che arrivano alla nostra redazione, sarebbe partita l’azione dei franchi tiratori (LEGGI QUI). Un pericolo concreto per il presidente di Ales Spa, che potrebbe a questo punto decidere di ‘rimangiarsi le parole’ e tornare sui suoi passi. Vedremo se questo accadrà…


