venerdì 12 Agosto 2022
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Frosinone – La frustata di Riccardo

Il primo cittadino di Frosinone nomina gli assessori e chiede impegno totale. pena: la revoca. Mastrangeli veste i panni del domatore per governare una coalizione politica esuberante

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di Dario Facci

Fabio Tagliaferri esce sconfitto: il vice sindaco è Antonio Scaccia. Alessandra Sardellitti la vera vincitrice della contesa elettorale

Il Comune di Frosinone ha il suo nuovo governo. Sapevamo bene che il sindaco Munazio Planco, da ottimo farmacista qual è, avrebbe saputo affrontare con metodo e senza inflessioni i sistematici mal di pancia che si manifestano nei rappresentanti delle maggioranze ogni qual volta si debba formare un governo. La qualità che invece non avevamo ancora saggiato del plenipotenziario di Palazzo Munari erano quelle del domatore, cioè di colui che sa alternare bocconcini e frusta alle sue belve. Sia chiaro, infatti, che tra i vincitori di queste elezioni comunali, se vere e proprie fiere non si intravedono, certamente risiedono alcune personalità particolarmente esuberanti, anche oltre la normale dose di ambizione che legittimamente i concorrenti politici in genere manifestano. Ebbene Munazio il domatore ha messo subito in chiaro alcune cosette. Lo ha fatto durante la conferenza di presentazione della sua Giunta, cioè nel momento pubblico più ufficiale che ci possa essere, quello che gli occhi di tutti vedono certamente moltiplicati all’ennesima potenza dalla massima attenzione mediatica. Il domatore ha presentato i suoi assessori come un gruppo di personalità di elevata qualità ed esperienza (qui lo zuccherino); ha dichiarato la sua totale devozione al lavoro per la collettività; ha declamato la promessa a non risparmiarsi mai in nome dell’interesse collettivo ed ha (qui la frustata) detto ai suoi assessori che non tollererà atteggiamenti meno impegnati. Insomma, Mastrangeli ha minacciato di far fuori senza scrupoli dalla sua Giunta chi risultasse non all’altezza del suo esempio.

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A testimoniare come Munazio abbia dato prova di saper tenere in pugno una situazione che poteva risultare spinosa è la vicenda dell’assessorato conferito ad Alessandra Sardellitti. Il sacrificio dell’assessorato da conferire alla sua lista, quella che reca il suo nome, senza che si levasse un gemito, è un altro indizio. L’aver ripagato con due deleghe ai consiglieri e due presidenze di commissione poteva certamente non bastare.

Ma di cosa ha voluto avvertire i suoi assessori Munazio/Mastrangeli: attenzione, io non sono Ottaviani. In che senso? Nel senso che Munazio, che certamente dai governi dello Zar manterrà molto dei meccanismi e delle linee, non ha alcuna intenzione invece di ricalcare una sua caratteristica: quella di fare, all’occorrenza, il lavoro di tutti e, in particolare, di coloro che sono spesso risultati un po’ troppo “distratti” se non addirittura assenti.

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Disinvoltura, va detto, anche nella soluzione della vicenda che riguarda il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Fabio Tagliaferri. Questi, divenuto assessore di Mastrangeli, è stato notoriamente una pedina divisiva nella partita della formazione della Giunta. Questi, ex vice sindaco dello Zar, era stato defenestrato dal sovrano e aveva non solo covato ma anche, seppur elegantemente, espresso la sua voglia di rivincita. Sebbene pare, sembra, si diceva, ambisse a riprendersi la carica di vice sindaco, in verità l’anatema dello Zar aveva da subito tagliato fuori tale possibilità e ciò senza che questo possa far pensare a una ingerenza di Ottaviani nelle scelte di Mastrangeli anche se, ovviamente, non può che essere il suo principale interlocutore. L’intelligenza politica di Munazio, che adesso in molti iniziano a notare, non avrebbe comunque  calpestato il volere, manifesto o no, dello Zar. Munazio dunque ha fatto stemperare il clima, si è anche fatto vedere in allegra compagnia con l’establishment di Fratelli d’Italia in situazioni, diciamo così, rilassate ed ha implicitamente risposto a tutti coloro che, proprio in quel momento, paventavano sulla stampa vento e tempesta.  

C’è stato anche il tempo di valutare con una certa arguzia alcune questioni politiche. La Giunta è stata composta anche in vista di possibili slittamenti e ingressi in Consiglio che avrebbero potuto creare problemi di stabilità alla maggioranza e anche, a mio avviso, di suffragio in vista delle imminenti elezioni provinciali. Sono stati infatti tenuti fuori dalla Giunta elementi certamente validi ma il cui sacrificio è funzionale, appunto, ad equilibri politici da mantenere, questione tenuta in altissima considerazione se è vero che è stato fatto sottoscrivere ai gruppi un documento nel quale si impegnano a non chiedere ulteriori assessorati rispetto a quelli assegnati anche in caso di ampliamento del proprio gruppo consiliare. Valgano per tutti gli esempi di Pasquale Cirillo e di Rossella Testa che, almeno per ora, resteranno a fare il proprio lavoro nei banchi del Consiglio Comunale.

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