Intervista alla dottoressa Jessica Faroni, da 20 anni alla guida del Gruppo INI e rieletta all’unanimità presidente AIOP Lazio

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“Papà ci ha dato l’addio giorni fa lasciando l’impronta della sua personalità votato alla famiglia ed al lavoro con un consiglio: bisogna sempre ascoltare”

Presso l’INI Città Bianca di Veroli battuti tutti i record, sia in fase strutturale che in fase vaccinale, superando le 500 inoculazioni giornaliere: ora si procede con il servizio della terza dose


 di Egidio Cerelli

Il prof. Delfo Faroni alla venerabile età di 101 e… lode ha detto addio, confortato dall’amore dei figli Cris e Jessica oltre che da Nadia sua moglie. Era da tempo in una cameretta di INI Grottaferrata, la capogruppo azienda del Gruppo INI da lui fondato.
Ha fatto la storia della medicina e soprattutto nel settore della sanità privata. Il suo è tuttora un grande impero con cliniche che oltre che nel Lazio ce ne sono anche in Abruzzo. Oggi incontriamo Jessica Faroni che da oltre venti anni è alla guida manageriale del Gruppo INI.

Grande l’eredità del professore

Papà se ne è andato ma ha lasciato una grande ed impegnativa eredità

È difficile elencarli, sono talmente tanti che hanno costruito la vita di noi come figli e di tanti, all’interno delle nostre aziende, che lui stesso sentiva come figli.

Quali gli insegnamenti come padre?

È stato un gran padre e ha lasciato l’impronta della sua personalità, votato alla famiglia e al lavoro.


Come medico?

E’ stato sempre avanti ed ha cercato costantemente l’innovazione in tutto. Fu il primo ad usare il cortisone spray e divenne famoso perché fece tornare a cantare tenori della portata di Giacomo Lauri Volpi. Questa sua curiosità per l’innovazione e per la cura, lo ha condotto alla scoperta di macchinari come la risonanza magnetica e la litotrissia renale che all’epoca non erano conosciuti.

Come imprenditore?

Un visionario, creando un gruppo sanitario di altissimo livello scientifico dove l’umanizzazione delle cure ha rappresentato una base solida.

Vivere le emozioni, le difficoltà giornaliere e condividere anche le soddisfazioni con un così grande luminare in casa rimane un segno indelebile nell’animo di Jessica figlia?

Lascia un vuoto incolmabile ed una mancanza della quotidianità devastante.

Jessica Faroni rieletta presidente AIOP Lazio

Lei oggi è stata rieletta all’unanimità Presidente AIOP Lazio. Guiderà per i prossimi 3 anni l’Associazione che riunisce e rappresenta le strutture sanitarie private della Regione Lazio. Un onore professionale ma anche un grande onere.
Durante l’Assemblea lei ha ricordato gli sforzi fatti dalle strutture sanitarie private, nella fattispecie nelle vostre

Il mio ruolo di presidente AIOP ormai da 13 anni è un onore ed una lotta continua contro ideologie di parte che contrastano la sanità privata e che troppo spesso offuscano le scelte politiche ai danni della salute del cittadino

La pandemia, prova del nove di INI Città Bianca e di tutte le strutture del Gruppo INI

Veniamo agli ultimi tempi. Per contrastare la pandemia a supporto della sanità regionale, avete allestito reparti Covid, mettendo a disposizione posti letto in tempi record, e vi siete battuti per poter aprire punti di screening con i test sierologici prima, e con i tamponi antigenici e molecolari successivamente.

Presso l’INI Città Bianca di Veroli avete battuto tutti i record: sia in fase strutturale che in fase vaccinale. Avete superato le 500 inoculazioni giornaliere.

Il record raggiunto a città Bianca con 500 INOCULAZIONI giornaliere è stato un esempio di sanità convenzionata eccellente e i ringraziamenti che riceviamo quotidianamente per l’operato per noi sono motivo di soddisfazioni

Servizi che avete offerto in una struttura per alcuni un vero centro Covid superando con il vostro personale tutte le difficoltà che il Coronavirus faceva aleggiare su quel cocuzzolo sanitario di Veroli.

Il Covid ed i pazienti che abbiamo assistito, oltre 1700, hanno dimostrato la competenza, la dedizione e l’abnegazione di un personale straordinario quindi qualsiasi preclusione da parte del pubblico nei confronti della sanità convenzionata risulta errata. Ricordo peraltro che facciamo parte tutti del Servizio Sanitario Nazionale e che la differenza sta soltanto nella proprietà che in questo caso è privata.

Non solo Veroli ma anche la maggior parte delle vostre strutture sono state messe a disposizione della Sanità Pubblica. Non finiscono qui i vostri servizi sanitari in sinergia con il pubblico. A Veroli presso l’INI Città Bianca è da tempo quello della terza dose PFIZER

L’INI di Città Bianca fortemente voluta da papà con quel “cocuzzolo” si è mostrata anche in questo caso una visione lungimirante, infatti l’assistenza sul territorio è oggi l’argomento preminente nelle scelte della nuova sanità dopo il covid, il quale non può essere considerato completamente sconfitto ma che continuiamo a combattere al fianco della Regione Lazio somministrando la terza dose PFIZER.

Dunque, non vi siete fermati ma state continuando ad essere un importante supporto dell’emergenza Covid

Ad oggi l’aumento di nuovi casi ci vede pronti con l’eventuale apertura di nuovi reparti, augurandoci che non si renda necessario.

Eppure prima le vostre cliniche, almeno non tutte, trovavano difficoltà d’inserimento nel contesto sanitario pubblico.

Abbiamo incontrato difficoltà superandole però con la nostra volontà e con l’apporto delle Istituzioni ostacoli che ci hanno permesso di essere un Gruppo forte e attivo dimostrando di essere di grande supporto alla sanità pubblica

La lapide a firma del professor Faroni all’entrata della clinica verolana

Papà ha lasciato all’entrata di Città Bianca una lapide con cui, sintetizzo, si legge… il nostro interesse è quello di stare vicini alle persone, (nella fattispecie per città bianca agli anziani) che in tanti momenti si sono sentite abbandonate, e che da noi hanno sempre trovato una risposta.

La vicinanza al territorio, alla gente era un pensiero costante nelle scelte di mio padre come si evince dalle parole riportate sulla targa. Parole che fanno riflettere chiunque prova a fermarsi di fronte alla lapide e leggerle. Per lui l’anziano è parte integrante della famiglia e della società


Quando si parla di INI va ricordato, e per voi è un orgoglio, che è una, realtà sanitaria con 1200 posti letto e oltre 1900 dipendenti

Oggi Il gruppo INI con 1200 posti letto e più di 2000 dipendenti, consta di strutture in zone dove spesso si presentano difficoltà per il cittadino nel trovare l’adeguata assistenza sanitaria. Sono più di 70 anni che papà ha creato il gruppo che io, mio fratello e mia madre gestiamo con entusiasmo, guidati dagli insegnamenti che egli stesso ci ha lasciato oggi e tra i quali, il più grande è stato quello di superare gli ostacoli senza lasciarsi abbattere, ma cercando sempre una soluzione


Buon compleanno

Avete festeggiato tempo fa il compleanno dei settanta anni.
Un grande onore per tutta la nostra famiglia ma soprattutto per papà che ne è stato il fondatore


Per i figli Jessica e Cris un traguardo eccelso che adesso con mamma Nadia dovrete gestire con grande responsabilità.
Certamente ma siamo pronti a portare avanti quel grande progetto che papà cominciò nel 1947.


Voi fate parte di un sistema sanitario privato accreditato a volte con difficoltà. Ma nonostante tutto avete avuto la capacità di adeguarvi e modificarvi insieme all’evoluzione del sistema.
La plasmabilità del Gruppo, la capacità di adeguarsi sono figlie di questa filosofia.


Forse anche perché siete un gruppo solido che si è sempre distinto nell’ambito dell’acuzie, della chirurgia e della riabilitazione. Che è cresciuto di pari passo con l’evoluzione delle richieste, delle patologie e delle tecnologie.
La solidità del gruppo è dovuta per lo più alla grande attenzione nei confronti del paziente che, come il Fondatore ci ha insegnato, va seguito a 360 gradi e al quale va assicurato il servizio più attento possibile.


Servizi di alta qualità

Tanti i servizi che proponete anche a livello di macchinari di alto livello tecnico.
Voi arrivate senza liste di attesa dove spesso il pubblico rallenta

Ecco perché l’attenzione all’innovazione tecnologica, al fine di evitare liste di attesa eccessivamente lunghe per fornire risposte celeri al paziente e lo stiamo vedendo ogni giorno anche con i nostri ambulatori che sono il fiore all’occhiello di Foiano

Dietro l’angolo

Dottoressa, credo abbiamo detto tanto ed in modo molto esplicativo e direi persino esaustivo. Posso chiederle: dietro l’angolo che cosa c’è? Costa molto passare da comparsa ad attore?

Il grande insegnamento di papà è stato quello di trattarci tutti come attori protagonisti

Sinora lo avete comunque fatto già con numerosi investimenti.

Gli investimenti sono la vita del Gruppo ed è stata la vita di papà fino all’ultimo giorno in cui chiedeva notizie sull’andamento delle strutture del Gruppo e dei lavori in essere.

Non ci possiamo lasciare senza che lei non ci racconti un aneddoto di papà e quanto sente la sua mancanza ben consci che papà sarà il vostro… angelo custode

Spesso gli chiedevo come riuscisse a parlare e ricordare tutto di tutti e lui rispondeva: “Nella vita bisogna sempre ascoltare”.

Grazie, dottoressa; vorrei dedicare la nostra intervista a colui che per me è stato un grande amico, che ogni volta che saliva sul ‘cocuzzolo sanitario’ di Foiano presso la sua INI Città Bianca mi cercava.

Grazie professore, perché tu eri e rimani il ‘professore’.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.