Veroli – Santa Messa concelebrata nella piazza di Santa Maria Salome

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Domenica mattina in occasione della chiusura dei festeggiamenti religiosi della Madonna Addolorata. L’idea è stata del Rettore don Angelo Maria Oddi dando così la possibilità ai fedeli di essere presenti perché troppi pochi i posti all’interno della Chiesa

di Egidio Cerelli

E’ stata un’dea bella ed interessante quella di celebrare la Santa Messa all’aperto davanti la Basilica della Patrona Santa Salome. Proprio in quella location che ad inizio agosto, giorno dell’entrata in vigore del controllo del Green Pass, ospitò la terza edizione del Premio Veroli alla memoria. Tutti seduti domenica mattina quelli che fortunatamente sono arrivati in tempo. Gli altri nella attigua piazza Palestrina chiusa in toto al traffico per l’evento religioso organizzato dal Rettore della Basilica don Angelo Oddi. Sul Belvedere la statua dell’Addolorata dal manto rosso e l’altare dove hanno concelebrato con don Angelo Oddi anche il parroco ed il suo vice con don Gianni Bekiaris. Il coro diretto dal maestro Luigi Mastracci ha animato la sacra celebrazione Eucaristica. Presenti insieme al sindaco Simone Cretaro, gli assessori Emanuele Fiorini e Patrizia Viglianti con la delegata alla Cultura Francesca Cerquozzi, suo marito Mauro Buschini ed il consigliere comunale Germano Caperna.


La location ideale dove spesso si svolgono anche spettacoli



Era la giornata della chiusura dei festeggiamenti religiosi in onore della Madonna Addolorata che è stata portata a spalla in mattinata dalla Concattedrale di Sant’Andrea sul Belvedere dai ragazzi della Basilica della Patrona, dove era stato posizionato anche il quadro del grande pittore verolano arch. Massimo Terzini.

Al termine della Santa Messa don Angelo Oddi con un piccolo corteo ha portato l’ostensorio con l’Ostia consacrata nella chiesa di Sant’Agostino che a giorni ospiterà di nuovo la statua dell’Addolorata. “Che sarà la sua nuova casa ristrutturata dalla Confraternita”- così don Angelo Oddi.

L’omelia del Rettore don Angelo Oddi

Nella sua breve omelia ha detto ai presenti che “questa statua racconta la nostra storia, perché essa è come se fosse tatuata nei nostri cuori. Lei, la nostra Madre che con la Pia donna mirrofora nostra Patrona che veneriamo nella omonima Chiesa qui davanti, deve essere per noi, come lo è stata tante volte, di soccorso e di aiuto. E’ lei che anche in questi tristi momenti che stiamo ancora vivendo ci toglie la nausea delle tristezze e ci permette di respirare qualcosa di diverso. E proprio per questo oggi la nostra Madre di dolore con la spada nel cuore, ci invita a ricostruire dentro di noi una vita nuova”.


Il miracolo di sabato sera

E poi meravigliando tutti, don Angelo ha quasi gridato….
”Ieri sera ho assistito ad un grande miracolo. Sì un grande miracolo! Insieme con il direttivo abbiamo pensato di inviare alcuni ragazzi nei Bar, in piazza per invitare quanti giovani incontravano a venire in Chiesa. Ebbene sino alla mezzanotte abbiamo accolto nella nostra Basilica tantissimi giovani, forse qualcuno non era mai entrato in Chiesa, e ne abbiamo visti tanti inginocchiarsi, pregare a modo loro e qualcuno che portava con sé anche un bicchiere di birra lo ha poggiato per terra per pregare. Sì questo è stato per tutti noi un vero miracolo. Grazie alle nostre donne Maria e Salome che hanno smosso i cuori dei numerosi giovani richiamando i loro figli quasi a riabbracciarli al Vangelo come vuole Gesù”.
Quale la nostra riflessione? “Apriamo il cuore all’amore che simboleggia questa immagine, con la sua sofferenza che ci insegna l’amore per l’altro, mettere la nostra vita al servizio degli altri. Ognuno con il proprio ruolo. Se necessario facciamo il mea culpa dando futuro al passato con quello che ci darà nostra Madre invitandoci alla carità, alla solidarietà e quindi alla gioia. Togliamoci di dosso gli abiti dell’egoismo ed indossiamo il mantello del buon samaritano perché la vera gioia è il sorriso del nostro prossimo quando lo incontriamo e se necessario lo aiutiamo”


La conclusione

“Madre chiediamo tutti insieme il bene di questa città e di tutti i cittadini e ti ringraziamo del dono di ieri sera di quel miracolo che ci ha permesso di vedere tanti giovani, magari anche incuriositi, ma alla ricerca di qualcosa di nuovo per la loro vita. E’ stato un vero dono di Dio così come la ristrutturazione di quella Chiesa, Sant’Agostino,sede della nostra Addolorata che possiamo definire il cuore religioso di Veroli, perché con la sua poca luce, con la sua poca confusione ma ricca di tanto amore ci permette momenti di riflessione per la nostra travagliata vita quotidiana”.
Al termine l’Ostia consacrata veniva accompagnata proprio nella chiesa di Sant’Agostino che era rimasta chiusa e senza il SS Sacramento da quando erano iniziati i lavori.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.