Caritas – La pandemia ci ha resi più poveri

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Conferenza stampa presso la Curia vescovile della Diocesi Frosinone-Veroli-Ferentino. Presenti il Vescovo mons. Ambrogio Spreafico ed il direttore della Caritas diocesana Marco Toti

di Egidio Cerelli

Uno sguardo al passato con tutte le problematiche che il 2020 ha evidenziato causa la pandemia ma anche con la speranza di guardare verso un futuro di rinascita su un binario dove non l’io, ma il noi cammina insieme verso un mondo migliore. La conferenza stampa tenuta presso la sede vescovile della diocesi non doveva essere l’illustrazione del resoconto di un bilancio da approvare come fosse una seduta consiliare, bensì rendersi conto insieme di ciò che è stato e che potrà anzi dovrà essere il futuro. Raccogliendo ovviamente in unità seppur con riservatezza tutte le espressioni che non possono essere salve da soli ma insieme da qui l’incipit del direttore della Caritas Marco Toti. “Dietro una famiglia in difficoltà- così Marco Toti- ci sono diverse storie vissute, tanti momenti di un popolo che cerca solidarietà in un pianeta vasto che ramifica soprattutto nel mondo del lavoro in caduta libera creando grosse difficoltà di sopravvivenza”.

Il Vescovo mons. Ambrogio Spreafico

“C’è bisogno di ricostruire un tessuto familiare, sociale sfilacciato – mons. Ambrogio Spreafico – E questo perché è ancora possibile la convivenza umana con tutte le diversità e noi siamo fatti tutti indistintamente ad immagine e somiglianza di Dio. Mettiamo da parte noi cristiani le polemiche perché sono dannose a tutti. Noi non abbiamo mai chiuso le porte a nessuno e nemmeno nessuno di noi deve dimenticare di dare a chi è al nostro fianco. Dalla nostra noi abbiamo Gesù che ha voluto al suo pranzo un ricco come Zaccheo, il quale ha capito che non poteva capire che non poteva godere della sua ricchezza da solo, ma era necessario condividerla. La Caritas ha operato in tal senso tenendo soprattutto conto che è questa, dove ha mangiato anche Zaccheo, la tavola della fraternità, come Papa Francesco ci ha indicato più volte come un modo di vivere della Chiesa e che nella Fratelli tutti è diventato un messaggio universale”. Non ha quasi mai usato ‘io’ ma ‘noi’ mons. Ambrogio.

Che triste esperienza il 2020!

Il direttore della Caritas ha anche ricordato che ‘l’inedita esperienza vissuta nel 2020 ha scosso profondamente le persone, le famiglie e le comunità. La quotidianità è stata invasa da incertezza, smarrimento e paura. Molte famiglie si sono trovate nella condizione nuova di dover chiedere aiuto per far fronte alle necessità quotidiane del cibo, dei servizi domestici essenziali (energia elettrica, combustibile per acqua calda e riscaldamento) o di avere strumenti per garantire la scuola ai figli. Da qui è partita lavorando la rete capillare delle diverse realtà ecclesiali (parrocchie, centri di ascolto, mensa diocesana, centri di accoglienza, associazioni, gruppi e movimenti) presenti in ognuno dei 21 Comuni della nostra Diocesi, che ha consentito di avvicinare moltissime famiglie, soprattutto quelle che non erano abituate e rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto”.
Il futuro? Tutto ciò che è stato donato rimarrà in eterno nel cuore di ognuno che ha ricevuto il dono e moltiplica in loro la gratuità per trasmettere il dono della vita”- la conclusione di Marco Toti.

Ed in alcuni casi molto è stato fatto con riservatezza

Lo stesso Vescovo ha inteso aggiungere che ‘non è infrequente tra le persone che si rivolgono alla Caritas registrare atteggiamenti di vergogna che non vanno interpretati solo come segni di malessere, ma anche come una difesa comprensibile e fisiologica da parte soprattutto dei nuovi poveri. Oltre che dalla CEI lo slancio donativo è arrivato dalle Istituzioni locali, dalle aziende del territorio, da privati cittadini”.

Uno sguardo d’insieme

Lo sguardo d’insieme che si è registrato nell’incontro del direttore della Caritas e del Vescovo ha evidenziato punti importanti come i centri di ascolto che sono luoghi di incontro fraterno, le Caritas parrocchiali, con le comunità accoglienti, la mensa dei poveri, porta aperta sulla città, il programma ‘viva gli anziani, mai più soli’, i dormitori per persone senza dimora, l’accoglienza che cura le ferite’, il centro di ascolto in carcere, con la facoltà di raggiungere i più lontani, il centro anti-violenza e la casa protetta, mai più ferite ed infine la fondazione antiusura GOEL, un faro nella notte più buia’.

Alcuni dati del ‘bilancio 2020’


Se proprio vogliamo parlare di bilancio consuntivo del 2020 allora possiamo scrivere che le persone cointeressate dalla solidarietà sono state circa 7500, in buona parte dovute anche dal Covid che con la pandemia ha esasperato le condizioni di molte famiglie di cui una su due non aveva mai chiesto aiuto alla Caritas, mentre l’anno scorso ad esempio durante i mesi del lockdown la mensa ha fatto registrare un aumento di cinque volte superiore agli altri anni.

La chiusura del Vescovo

“Vorrei esprimere la mia gratitudine a tutti coloro che si sono messi a disposizione donando tempo vicinanza solidarietà attenzione. Insieme abbiamo sperimentato la gioia del dare che rende la vita e il mondo migliori e più umani”. E concludendo… “abbiamo scoperto che tutti anche in modi diversi possono mostrare attenzione e vicinanza nel momento del bisogno a volte anche con la semplicità di una telefonata o di una videochiamata ad un anziano solo o a una famiglia in difficoltà o a un malato. Tutti abbiamo bisogno di vicinanza e di attenzione ma l’amore cresce nella misura in cui viene donato. Questo, amici, è l’insegnamento del Vangelo di Gesù che ha donato la vita per noi”

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.