Veroli – Papa Francesco: “Un applauso per i monaci martiri da oggi Beati”

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Dopo la celebrazione Eucaristica per la Beatificazione dei sei monaci alcune riflessioni del Cardinale, del Vescovo diocesano, dell’Abate di Casamari e del sindaco di Veroli. E’ stato un evento di cui tutto il mondo cattolico ha parlato dopo la Beatificazione avvenuta all’interno della Abbazia di Casamari

di Egidio Cerelli

Anche Papa Francesco domenica dalla finestra dell’Angelus, si è unito alla gioia di tutta la Comunità Cristiana per la Beatificazione dei sei martiri monaci cistercensi uccisi dai soldati francesi che risalivano la nostra penisola da Napoli. Così Papa Francesco, dopo il Regina Caeli, rivolgendosi ai presenti in piazza san Pietro (ndr mi mancava questa piazza, aveva detto appena affacciato alla finestra ) ed quanti lo seguivano davanti alla TV.

Papa Francesco dalla finestra del Vaticano

“Cari fratelli e sorelle, ieri nell’Abbazia di Casamari sono stati proclamati Beati Simeone Cardon e cinque compagni martiri, monaci cistercensi, di quell’Abbazia. Nel 1799, quando i soldati francesi in ritirata da Napoli saccheggiarono Chiese e Monasteri, questi miti discepoli di Cristo, resistettero con coraggio eroico fino alla morte per difendere l’Eucarestia dalla profanazione. Il loro esempio ci spinga a un maggiore impegno di fedeltà a Dio, capace anche di trasformare la società e di renderla più giusta e fraterna”. E poi con un grande sorriso che si notava sul suo volto ha invitato tutti in questo modo… ”Facciamo un applauso ai nuovi Beati”.
Dunque anche Papa Francesco ha voluto essere compartecipe alla Beatificazione dei martiri avvenuta all’interno della Abbazia di Casamari con una Celebrazione Eucaristica che è stata presieduta dal cardinale Marcello Semeraro di cui abbiamo già dato una piccola sintesi di ciò che ha detto nell’Omelia.

Mons. Ambrogio Spreafico

Oggi vogliamo proporvi anche una riflessione fatta dal nostro vescovo diocesano mons. Ambrogio Spreafico.
“Questi 6 uomini, monaci cistercensi, trucidati dai soldati francesi il 13 maggio del 1799 nell’abazia di Casamari, il giorno dopo la strage di Isola del Liri in cui i reparti d’oltralpe avevano ucciso più di 500 persone durante la ritirata da Napoli, risposero alla violenza con la mitezza, non si contrapposero al male con il male, anzi accolsero quelli che poi li avrebbero uccisi, li rifocillarono ed ospitarono prima che si scatenasse la ferocia insensata, immemore dei gesti di generosità. A quella mitezza dobbiamo ispirarci oggi, rifiutando ogni atteggiamento violento che può facilmente sfuggirci di mano e diventare incontrollabile. la mitezza di quegli uomini di 200 anni fa deve valere per noi oggi: sono martiri non per quei giorni ma per quello che possono insegnarci oggi. Anche noi possiamo trovarci di fronte ad atteggiamenti violenti che dobbiamo fronteggiare però con la mitezza e non con altra violenza, se vogliamo interrompere la spirale del male. Nessuno oggi ricorda i nomi di quei soldati francesi, tutti venerano le loro vittime”.

Una sintesi del ringraziamento dell’Abate di Casamari, dom Padre Loreto Camilli

“Che questi nostri sei confratelli fossero morti, per la testimonianza a Cristo, i monaci di Casamari lo hanno sempre percepito e creduto. Subito dopo il seppellimento dei loro santi corpi, una folla enorme di devoti affluiva dai paesi limitrofi e non solo, tanto è vero che il padre Bonaventura Trulli di Veroli, dei Minori conventuali, inviato dal vescovo di Veroli a prendersi cura della Comunità di Casamari, in attesa del ritorno dell’abate Romualdo Pirelli, credette opportuno raccogliere, con le dovute e necessarie certificazioni, i tanti miracoli che si verificavano sulle loro tombe. Ma la tristezza dei tempi e, forse, anche un certo modo di intendre la spiritualità monastica, non permisero di introdurre il processo canonico di beatificazione. Finalmente, il 20 agosto (solennità di san Bernardo) del 1859, con tutti i crismi di un processo canonico, le salme per la prima volta, per facoltà apostolica, vennero riesumate e, dopo la ricognizione sepolte in chiesa. Oggi finalmente, questo desiderio antico dei monaci, e non solo, è stato esaudito. Per questo rendiamo grazie a Dio, fonte e forza di ogni martirio, e ai nostri sei confratelli che, in nome Suo, hanno sacrificato la loro vita. Oggi, in nome mio e di tutti i monaci della Congregazione di Casamari, rendo un ringraziamento filiale al Santo Padre, Papa Francesco che ci ha ricordato domenica in occasione del Regina Caeli.

Gli siamo sommamente riconoscenti perché, qualche anno fa, in occasione dell’ottavo centenario della consacrazione della nuova chiesa del 15 settembre 1217, ci ha gratificati della presenza, come legato, del suo Segretario di Stato, Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Pietro Parolin. L’abbazia di Casamari è strettamente legata alla Sede Apostolica; dal papa cistercense, il beato Eugenio III fino all’approvazione delle Costituzioni (14 dicembre del 1929) è vissuta sotto l’ala sollecita e protettiva della Santa Sede. Questo senso di appartenenza è impresso non solo nelle diciture degli stemmi e delle stampe, ma, e soprattutto, nella coscienza di noi monaci: “Sedem Apostolicam vel soli defendere – Difendere anche da soli la Sede Apostolica”. La celebrazione solenne di oggi contiene anche un impegno preciso che la Chiesa universale ha voluto affidare in modo particolare a noi che viviamo nell’Abbazia: la fiamma della loro donazione a Cristo, deve risplendere anche nella nostra vita. Quello che i santi martiri hanno testimoniato con il loro sangue, noi lo dobbiamo testimoniare con la nostra vita. E questo impegno che riguarda in modo particolare noi monaci di Casamari, riguarda e impegna ogni battezzato”.

L’invito cardinale Marcello Semeraro

E, come ha detto il cardinale Semeraro… ’non abbiate paura. Il martirio dei monaci è lontano nel tempo ma questo non lo rende meno attuale. Viviamo con fraternità questo evento da lungo atteso e deve essere l’occasione per verificare la nostra fede e per crescere in quella fiducia verso il Padre che non ci dimentica e che sempre ci assiste”.


Il sindaco di Veroli

Il sindaco di Veroli Simone Cretaro: “Per noi verolani questo evento è un esempio di vera cristianità che i Cistercensi da sempre hanno saputo trasmettere al mondo. Oggi pur con tanta ristrettezza dovuta alla pandemia l’Abbazia di Casamari ha saputo offrire una immagine che inorgoglisce. Il neo abate padre Loreto ha saputo organizzare un alto momento religioso che persino Papa Francesco ha voluto ricordare prima della Benedizione chiedendo per i sei martiri divenuti Beati un grande applauso. La nostra città ripeto deve essere orgogliosa di questo evento così importante”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.