Marco Sciandrone – Il privilegio di essere nato e cresciuto a Veroli

Condividi la notizia!

Intervista con il professore verolano, ordinario di Ricerca Operativa dell’Università di Firenze. Due i suoi progetti,  la Summer School on Optimization, Big Data and Applications di Veroli e l’Algoritmo per Visit Veroli

di Egidio Cerelli

Marco Sciandrone è nato a Veroli il primo giugno 1965. Si è laureato in Ingegneria Elettronica nel dicembre 1991 presso la Sapienza, Università di Roma. Nel luglio 1997 ha conseguito, presso lo stesso ateneo, il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria dei Sistemi. Dal 1998 al 2006 è stato ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel 2006 si è trasferito presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Firenze, dove è professore ordinario di Ricerca Operativa. La sua attività di ricerca riguarda principalmente la matematica applicata e l’intelligenza artificiale, ed è documentata da circa 60 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. E’ coautore di un libro adottato nelle principali Università italiane e sta completando la stesura di un altro destinato a Università e centri di ricerca internazionali.

Chi non ricorda il suo papà, il professor Calogero Sciandrone?

Per i verolani e non solo, sei un vanto culturale di grande spessore
“Mi sento un privilegiato ad essere nato e cresciuto a Veroli, ricevendo insegnamenti formativi a 360 gradi che mi aiutano e mi sostengono nelle sfide quotidiane”.
Anche perché papà tuo insieme a mamma sono state due colonne della scuola verolana.
In famiglia siamo in due ad esserne orgogliosi.
“Le tue belle parole mi gratificano e mi commuovono. Qualunque mia scelta è guidata dalla loro saggezza, bontà, cultura, educazione e generosità”.
Un piccolo ns ricordo…Basti pensare che l’irrequietezza degli alunni era a volte eccessiva, ma quando entrava papà Calogero, il professore, il suo sorriso bloccava qualsiasi voglia di essere maleducati
“Il tuo ricordo descrive alla perfezione la figura austera ma buona di papà Lillo (in famiglia è sempre stato chiamato così)”.
Oggi, dicevamo, sei il vanto di Veroli pur se lontano dalla tua città per motivi di lavoro, dove però immancabilmente torni spessissimo. Sei uno dei pochi che non dimentica il borgo natio della sua nobil patria.
“Sono legatissimo a Veroli e agli amici verolani, che poi sono quelli di sempre. Per lavoro mi divido tra Roma e Firenze, ma mi sento a casa solo a Veroli”.

Tanti ancora gli amici verolani

Anche per incontrare gli amici di una volta con cui hai condiviso partite di basket ed anche di calcetto. Quanti ricordi!
“Sì, quando parlavo di insegnamenti a 360 gradi, mi riferivo anche a quelli ricevuti durante gli anni dedicati al basket, nei quali ho avuto maestri come Giovanni Coccia, Costantino Di Clemente, Fabrizio Iannarilli, per citarne solo alcuni, ma anche tanti altri. Per quanto riguarda il calcetto, siamo fermi da un anno causa Covid, ma, appena possibile, riprenderò le partite del “sabato” con gli amici di sempre, Lanfranco, Umberto, Andrea, Massimetto, Ruggero, Nicola e gli altri”.


Abbiamo una cosa in comune: fare le pagelle ai nostri amministratori. Come mai questa idea che peraltro apprezzano in molti?
“L’intento è di pungolare con ironia un’amministrazione che viaggia spesso con il freno a mano tirato”.

Due appuntamenti di elevata cultura

Gli ultimi due, Summer Scool e Algoritmo ti hanno portato a salire ancor più alla ribalta per la nostra anzi per la tua Veroli
Come ti è venuta l’idea della Summer School con cui per un paio di anni hai portato in città una cinquantina di studenti da tutto il mondo.
Quale è stato lo scopo principe?
“L’idea è nata in una conversazione in macchina con la mia metà, Stefania, anche lei verolana e con la passione per la matematica e per Veroli come me. Parlavamo dei convegni scientifici che vengono organizzati ad Erice. Osservavo che secondo me è sopravvalutato come luogo. A quel punto Stefania si è illuminata e mi ha illuminato: perché non organizzi un convegno internazionale a Veroli? E la prima cosa che facemmo fu quella di andare a visionare l’Hotel Filonardi, che aveva appena riaperto i battenti, apprezzandone in pieno la bellezza. E così, con la regia costante di Stefania, nacque e si avviò la Summer School on Optimization, Big Data and Applications di Veroli, che è diventato un appuntamento biennale riconosciuto a livello internazionale”.


Due edizioni che hanno dato lustro alla nostra città e diremmo a tutta la Ciociaria.
“Le prime due sono state un successo straordinario, grazie anche alla collaborazione volontaria di tanti amici. Cito Pietro Zeppieri ma ne potrei nominarne tanti altri, a cui sono davvero grato. La terza edizione, prevista per luglio 2021, causa Covid è stata spostata al 2022. E’ già organizzata, con l’adesione di 4 docenti di livello mondiale. Il mio obiettivo è di realizzare a Veroli un Conference Center internazionale, con conferenze e workshop organizzati in tutti i mesi dell’anno. Questo darebbe un impulso importante anche all’economia verolana”.

Quante le presenze di studenti ‘mondiali’ a Veroli con la Summer School!

Mi piace riportare alcune tue riflessioni scritte con amici, come una giornata che i partecipanti della Summer School non dimenticheranno mai. Quella della scalata di San Giacomo con 40 gradi e magnifica sorpresa in cima: rinfresco con birra, vino, prosecco, formaggi, salumi e tante altre cose.
“Sono stati momenti belli condivisi con tanti amici, persone vere, perbene che sanno insegnare “la vita”. E questo in un clima magnifico di condivisione e amicizia tra cinesi, tedeschi, inglesi, russi, turchi, brasiliani, romani, toscani, calabresi e verolani”.
Un altro spaccato si è registrato nella parte più alta del borgo di san Leucio
Quando al ritorno hai visto tre turchi che si godevano il panorama ascoltando con il telefonino “Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano”
“lasciatemi cantare SONO UN VEROLANO”.
“La settimana della Summer School è intensa, non solo da un punto di vista scientifico. Si crea quel clima di condivisione che ti fa sentire cittadino del mondo. Sono tanti i ricordi e le emozioni che Veroli, con la sua “grandezza”, dona ai partecipanti”.

Algoritmo per “Visit Veroli”, un progetto di grande attualità

Avevi, anzi avevate cominciato con Caperna e Cerquozzi e poi non si è saputo più niente. In buona sostanza in che cosa consiste il tuo progetto per Veroli?
“L’idea geniale è stata di Germano Caperna: gestire l’emergenza con metodi quantitativi, ossia con la matematica. Francesca Cerquozzi ha contribuito alla realizzazione del progetto che è stato sviluppato dal mio gruppo di ricerca del dipartimento di Firenze. In buona sostanza, abbiamo sviluppato un algoritmo che riceve in ingresso il numero di turisti in arrivo in un qualsiasi giorno a Veroli e definisce in modo ottimale le visite nei siti del centro storico, tenendo conto che la capienza è ridotta a causa dei vincoli di distanziamento. Questo della distribuzione ottimale è un problema matematico “difficile”, non risolvibile a mano. Per questo è stato necessario sviluppare un algoritmo ad hoc. Senza l’ausilio dell’algoritmo e dovendo rispettare i vincoli di distanziamento sarebbe impossibile gestire l’arrivo contemporaneo, per esempio, anche di soli due gruppi con una quarantina di turisti”.
Eppure il Covid paradossalmente avrebbe dovuto darvi una mano
“E’ tutto pronto, non appena le condizioni lo consentiranno faremo una conferenza stampa in cui presenteremo l’algoritmo sviluppato mettendo in evidenza l’importanza fondamentale in un contesto post emergenza e dando risalto al fatto che Veroli è la prima città italiana a dotarsi di uno strumento di questo tipo. Sto insistendo da mesi con gli amministratori per presentare alla stampa il progetto dell’algoritmo, perché darebbe grande visibilità a Veroli facendola diventare un modello da seguire a livello nazionale.
A fine aprile una mia tesista del corso di laurea in ingegneria informatica discuterà la tesi sul progetto “Visit Veroli”, e la cosa mi inorgoglisce sia come docente che come verolano”.

Un ricordo della gioventù

Senti, puoi raccontarci un bel ricordo, ne avrai tanti della tua Veroli, degli anni giovanili?
“Uno divertente da vita sana di paese. Quando da ragazzino sconfinavo a Santa Croce o a San Leucio, accadeva spesso che qualche signora seduta sull’uscio della porta mi chiedesse: a chi sì figlio? E io rispondevo: a Sciandrone.
A quel punto, si verificano queste due possibilità:
1) il caso facile, la signora conosceva papà e diceva: ma chi, lo professoro? E io tranquillizzato e gratificato rispondevo di sì e potevo superare il posto di blocco;
2) il caso difficile, la signora non conosceva papà e il cognome non le suonava affatto familiare, e chiedeva: acchine? Ripetevo il cognome e la signora iniziava a scuotere la testa esprimendo diffidenza e cambiando domanda: de nome accome se chiama? Calogero rispondevo. A quel punto il livello di diffidenza esplodeva, io riprendevo a camminare sentendomi esule, straniero in terra mia (come recita una poesia di papà).”

Una mail alla Presidenza del Consiglio

Eccone il contenuto
“Sto seguendo con apprensione da mesi, anche da padre,
le notizie sulle strategie da mettere in campo per il rientro
a scuola, fondamentale, di milioni di studenti.
Una strada che ritengo percorribile è quella della riapertura graduale basata sulla didattica mista.
A rotazione, si inizia con 30% in presenza e 70% a distanza, per progressivamente aumentare la percentuale in presenza e diminuire quella a distanza.
Per definire una soluzione di questo tipo servono competenze di modellistica matematica che in Italia abbiamo in abbondanza.
In particolare, la start up DEIX che ho costituito a giugno insieme a 3 colleghi,
mette gratuitamente a disposizione delle scuole soluzioni del tipo descritto
Saremmo lieti di mettere a disposizione del Paese le nostre competenze decennali di logistica e ottimizzazione.”
E poi?
“Avevo contattato la Presidenza del Consiglio già a inizio pandemia, mettendo a disposizione del Paese le competenze in logistica mie e di numerosi colleghi di varie università italiane. Fui contattato telefonicamente dalla segreteria del Presidente del Consiglio ma poi la collaborazione non si concretizzò per motivi a me non noti”.
Con il professor Marco Sciandrone ci siamo dati appuntamento alla conferenza stampa quando presenterà il suo progetto che darà ancora più lustro alla nostra Veroli. Una cosa è certa parlando con te… ami la tua terra e sai farla conoscere con il tuo modus vivendi. Bravo e grazie di ciò che fai per tutti noi!

Condividi la notizia!

Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.