La settimana – Veroli s’illumina d’immenso

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In Centro niente mercatini come gli anni precedenti o anche momenti dedicati ai bambini ed alle famiglie, ma…

Natale diverso ma più raccolto in quella piazza ricca di luci dove nel 1999 suonarono i Dik Dik ed ora Pepe è salito in cielo a cantare… Senza luce

di Egidio Cerelli

Veroli by night è più bella che mai. Anzi più splendente che mai! Parliamo del Centro storico che propone il suo showroom di ‘babbo natale’ in piazza Mazzoli, dove il curioso è peraltro non certo in assembramento ma passeggia sì con la mascherina ma con gli occhi sgranati a rimirar le luci dei fari posizionati ad arte negli angoli che formano il rettangolo della storia monumentale della cittadina ernica. Quasi a ridosso verso via del Vescovado pavoneggia l’Albero Grande, quello per intenderci della beneficenza, meglio scrivere della solidarietà, per distinguerlo da altre opere benefiche. E poi sino al Belvedere di piazza Santa Salome luci ed ancora luci che tra qualche anno, se va avanti così, potrebbero rubare la gloria delle luminarie di Salerno. Fiat lux! Siamo a Natale ed allora pur con i tanti ribaltoni dovuti alle piogge di DPCM si festeggia virtualmente la nascita del Bambinello illuminando la strada che conduce alla grotta.


E’ uscito il calendario ecclesiale

In Chiesa la settimana della vigilia con preghiere e prediche cui assisteranno le quattro vecchiette verolane. Si accettano scommesse sui giovani e sulle famiglie numerose presenti. A proposito summit dei preti di casa con qualche cronista per poter comunicare alla stampa, ma non a tutti, le cose fatte nelle Chiese con le raccolte dei fedeli. Sarebbe il minimo. Anche perché nel 1700 c’erano i carretti che arrivavano in Centro (vedere a proposito le colonnine dimezzate che si notano in qualche tratto del centro che servivano appunto a regolare il cammino dei carretti tirati dai cavalli) oggi invece c’è la ZTL in tempo di Covid ed i ‘cavalli’ dei motori delle auto non caricano fedeli per recarsi in Chiesa. Ma la luce che illumina il centro storico c’è. E ci sono pure i fondi, ovviamente regionali, che non vanno ad intaccare le casse comunali. Mancano solo le caldarroste che avrebbero dato un tocco in più alla euforia natalizia. Quantomeno per riscaldarsi un po’ le mani oltre che gustare un prodotto tipico di questo periodo. Ma è festa ed allora anche il palazzo comunale rimane chiuso per il cittadino.
Tante le beneficenze anche se qualcuna arrivata con cronista e telecamera per pubblicizzare la donazione fatta. Non però per chi con tanto di telecamere e di compiacenti resocontisti poetici salgono in Aula consiliare per donare beneficenza per indigenti verolani. E sì perché come si dice ‘non sappia la destra ciò che dona la sinistra’ a Veroli non è di casa, pur dichiarandosi almeno lettori del Vangelo. Tant’è che anche le pose per la foto ricordo di cotanto bene vengono studiate su misura nella terrazza comunale con i soliti amministratori che son passati prima dal coiffeur pour home e pour dame per togliere qualche ruga o per una pettinata cotonata per la foto. Bravi. Questa è anche una parte del prisma della beneficenza. Che però devono vedere e sapere tutti.

Cittadini di casa ed extra moenia. Altrimenti che beneficenza è se non lo sa nessuno. Bravi. Ed allora la foto ricordo diventa un quadro per i ricordi della amministrazione Cretaro sempre pronta a dare al cittadino (in questo caso indigente per la fame) un tozzo di pane come quello dato al cane di San Rocco. Meno appariscente ma più meritevole la donazione di beneficenza della CRI.


Dovrebbe esserci in arrivo intanto un’altra seduta consiliare. Non certo in Aula comunale, bensì in Aula Magna del Sulpicio.
Ed i regali che vengono elargiti ai dipendenti insieme agli auguri? Beh, loro non sono proprio indigenti, anche se il mormorio di qualcuno lascia intendere che se D’Onorio era un rigido, Cretaro è un misto tra Campanari e D’Onorio ma che non lascia il minimo distinguo a nessuno.

Chi si rivede. La Pro Loco. Ma solo per foto ricordo

C’è anche la Pro Loco che con il suo super presidente manager riesce a portare di tanto in tanto in città personaggi ‘mordi e fuggi’ per una foto ricordo. Così da immortalare su FB le gesta della Verulae che non agonizza ma vegeta sui ricordi di ciò che fu.

‘Disordine’ propone a Natale un ‘ordine’ poetico culturale di alta qualità

Abbiamo acquistato e sfogliato per ora il “Disordine” della coppia Monia Lauroni e Gianpiero Casoni. La Prima autrice ed il secondo critico recensore d’alto bordo. E’ una vera opera d’arte in silloge poetica, tra il ‘disordine’ di un carme, di una lirica, forse più di una poesia interfacciate con pregiate foto del maestro Antonio Grella che mixa tra il bianco e nero con penombre colorate immagini di una Veroli che ancora vive forte nelle menti umane. Bravi, poiché simili iniziative offrono ancora riflessioni di una cultura che non si perde nelle solite frasi o racconti poetici triti e ritriti ma che lasciano alla immaginazione un sorriso che ci coglie, come nel caso, un po’ impreparati, ma che ci rende felici. Bravi al trio Monia, Gianpiero, Antonio. Ed anche se ancora Maria la Madonna non ha compiuto il nono mese, manca qualche giorno, per la sua storica partorienza, diamoci gli auguri anticipatamente.

Il ricordo dell’amico Pepe dei Dik Dik

Se permettete qualche riga per un amico che è salito in cielo anche lui. Pepe dei Dik Dik che ebbi l’onore insieme a Sebastiano Pullo ed a Daniele Mignardi di averlo a Veroli per quattro volte divenne subito un grande amico ed aggiungo che qualche mese fa gli avevo persino chiesto una intervista. L’altro giorno comunque nell’intervista a Mario Lavezzi vi ho nominati per la sua e vostra ‘il primo giorno di primavera’. Proseguiamo con i ricordi. Quando Pepe venne a Veroli nel 1996 in piazza Mazzoli, dopo che era già stato al Crocifisso, mi invitò ad entrare in Chiesa ed inginocchiati tutti e due vicini in un banco recitammo un Padre, Ave e Gloria, Ci segnammo dandoci mano e tornammo vicino al palco. Aggiungo che quella sera al termine del concerto degustammo spaghetti nell’appartamento di Enrica Moraldi che era di fronte. Quella stessa sera con alcuni amici decidemmo di provare a formare quello che poi diventò la prima band tutta di casa denominata gli Evergreen che nel tempo si cimentò a suonare e cantare dal ‘Primo giorno di primavera, a Senza luce, da Sognando California all’Isola di Wight e tutte le altre. Ci rivedemmo dopo tre anni (1999) al Polivalente con Daniele Mignardi e ci riabbracciammo. Tante le foto di quei momenti. Ne propongo una con dedica proprio di Pepe, mentre io in casa, da solo recito quella prece a noi cara. Ciao Pepe, salutami le stelle ora che hai raggiunto in cielo la tua pace mentre ancora, spero per qualche anno. Io mi fermo qui.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.