Patrica – “Illusioni” in mostra a Palazzo Moretti dal 7 al 15 agosto. Intervista a Simona La Mattina

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Mostra personale di Arte visiva a Palazzo Moretti di Patrica dal 7 al 15 agosto, dalle ore 18.30 alle ore 23.00. Vernissage il 7 agosto ore 18.30. In mostra “Illusioni” di Simona La Mattina, che abbiamo intervistato per l’occasione.

La tua pittura fa emergere tre elementi in particolare nella struttura compositiva: la prospettiva, la figura femminile e un avvenimento “esterno” che sta per accadere. Ce ne parli?

“Non amo descrivere i miei dipinti, ho sempre paura, dando delle “definizioni”, di togliere la magia della libera interpretazione che un lavoro artistico deve avere.   Ma per cominciare con una contraddizione ti rispondo:   i tre elementi sono sempre “in gioco” fra loro   1- Il fuoco della prospettiva è il punto di vista dell’osservatore   2- la figura (quasi sempre femminile) diventa     l’altro  “punto di vista”, quello di chi è collocato, “illusoriamente”,  dentro la scena e   3- ciò che sta per accadere o ciò che sta già accadendo, ( è  solitamente fuori inquadratura), ed è ciò che  rimette in discussione le posizioni dei due soggetti principali. Riconosco I “punti di vista”, solo come una limitazione di una realtà che è   molto più vasta, anche se assolutamente necessari per la sopravvivenza”.

Hai una formazione accademica, ma chi sono i tuoi punti di riferimento in ambito figurativo?

“Nell’ambito figurativo amo i contrasti di luce caravaggeschi, come quelli del grande Hopper;    l’arte giocosa applicata anche nelle architetture di Hundertwasser,    gli incarnati lividi di Klimt come quelli abominevoli di Jenny Saville    o quella sensazione di “altro” che solo Anselm Kiefer riesce a darmi. Per me è l’ultimo dei “romantici”, che in un’immagine riesce a suscitarmi sensazioni multiple e riflessioni a catena!”.

Cos’è per Simona La Mattina l’arte contemporanea, oggi?  

 “Troppo spesso l’arte contemporanea è una ricerca spasmodica di un nuovo linguaggio e invece mi risulta     essere un semplice “deja vu”.  Credo che negli anni ’70/ ’80, dello scorso secolo, abbiamo finito la sperimentazione di linguaggi.    Amo pensare che più che una tecnica o un linguaggio che comunque rimane compreso da pochi, l’arte possa oggi tornare ad essere un modo ludico per dare e ricevere messaggi importanti.    L’arte è uno strumento forte proprio perchè non ha un linguaggio univoco ma parla diverse lingue, per trasformare e far riflettere la società su dove si sta vergendo

Che ne pensi dell’Iperrealismo in arte, ultimamente piuttosto dilagante?   

“Immagino sia divertente per un pittore realizzare un’opera iperrealista    e come osservatore sia affascinante il suo virtuosismo. Posso fermarmi con stupore dinanzi un’opera di perfetta riproduzione ma se non ha dell'”altro” mi chiedo: che senso ha? …e se non ha dell'”altro” che arte è?    L’arte per me è il pensiero creativo e spesso anche un bozzetto può avere dignità d’opera d’arte, e quindi a volte mi chiedo: perché scegliere di guardare o fare un dipinto iperrealista anziché una buona fotografia? e che differenza c’è fra un bel vaso o un viso perfettamente riprodotto? Nulla.”

Nel mondo dell’Arte in generale c’è qualcosa che ti stimola particolarmente?   

L’arte per sua natura è tutto ciò che c’è di vitale nel mondo che conosco. L’arte in sé è stimolante. Posso citare una frase di Einstein? “L’arte è l’espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice”.

La tua è una pittura riflessiva, interiore, che riflette anche problematiche importanti.      Che ne pensi dell’arte che invece tende alla provocazione?   

Che ben venga l’arte provocatoria… adoro il gioco purché non sia fine a se stesso ma propedeutico ad una reazione!

Qual è il messaggio che vorresti giungesse immediatamente a chi guarda i tuoi lavori?

Vorrei che i miei dipinti riflettessero questo mio pensiero:

che tutto non è come sembra… che esistono apparentemente più realtà ma che in fondo è solamente un’illusione. Noi facciamo parte di un tutto che appartiene a tutti gli esseri viventi per quanto differenti siano rispetto a noi che li osserviamo e che pertanto dobbiamo sforzarci di capire, tollerare e salvaguardare, come espressione di vita e parte di noi stessi.

Un “punto di vista” serve soltanto per semplificare la nostra percezione, non per questo è l’unico e vero; fa solo parte di una verità più assoluta di cui ancora non sappiamo molto ma di cui a volte abbiamo una percezione (…).

    Mi piace citare W. Blake:

   “Se le porte della percezione fossero sgombrate ogni cosa apparirebbe così com’è: infinita”.

C’è qualcosa che sta al di sopra dell’Arte?

La vita… è al di sopra di tutto e se è rispettata lei l’arte comunque rimane la sua espressione, per me, massima!

Qual è la tua più importante fonte di ispirazione?

La mia fonte di ispirazione deriva da ciò che non accetto.

Maria Peritore

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