LA SETTIMANA DI VEROLI – Una vera ‘intossicazione’ di filosofia

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Platea e palco dominati da uomini e donne del PD. La sonnolenza con il ‘cocchiero-scudiero’ di Craxi

di Egidio Cerelli

La filosofia è stata la riscoperta della teoria geocentrica del PD: tutto ruota intorno a noi, il Pd bifronte come il Giano romano. La valvola d’accensione non è stata diesel essendo il motore a scoppio già stracolmo di benzina super. Galimberti, quello stesso maître à penser che nel 2007 cinse l’alloro del campione del copia e incolla detto anche plagio dell’altrui pensiero, ha riempito due piazze, quella di Santa Salome e il cosiddetto Orto del Vescovo. Da una delle due addirittura in diretta live ad irradiare il suo “verbo” tramite streaming sul maxi schermo posizionato ad una cinquantina di metri, dove lo sguardo attento di spettatori seduti, un centinaio, ed altrettanti in piedi, pendeva dalle labbra del filosofo dispensatore di concetti che solamente gli addetti ai lavori (forse i soli  “illuminati” uomini del PD arrivati da lontano) riuscivano a rivedere in moviola nelle proprie menti. 

APPLAUSI AI NON FILOSOFI ACCOMPAGNATI DALLA ‘MASCHERA’ DI TURNO

Applausi più ai personaggi del PD che contano appena arrivati in piazza che allo stesso uomo del filosofeggiare con buona parte di pensieri ‘rubati’ ad altri presunti colleghi. Tutti seduti in una piazza già gremita ancor prima che il Platone di Repubblica (il giornale) attaccasse a speculare mentre i ritardatari, superate le forche caudine del termoscanner, alloggiavano sul Belvedere. Ovviamente in barba al distanziamento ed alla normativa del DPCM. 
Gloria e foto ricordo tra l’organizzatrice di turno, sempre più bionda che mai, e l’uomo principe di un’altra serata, quella che ha visto protagonista l’ex delfino (sempre rimasto tale) di Bettino Craxi, un ingrigito e imbolsito Claudio Martelli. Martelli è stato intervistato dal presidente del consiglio regionale, la cui mancata verve è stata rimarcata dallo stesso intervistato, che ha invitato l’intervistatore a “venire al sodo”.

Cena scontata al Filonardi dove maitre Mario si è divertito a scodellare menù ricchi di leccornie di casa. E a proposito di magnate, tranquillo popolo: pranzi e cene con gli ospiti del Festival della Filosofia non rientrano nel budget di undicimila euro stanziati e già liquidati al direttore artistico della prima edizione della kermesse.

LUCI STROBOSCOPICHE PER LAVIA

Palchi, palchetti e luci stroboscopiche hanno fatto da set, e siamo a un altro appuntamento del Festival, al monologo di Gabriele Lavia. Una scenografia che qualcuno ha avvicinato a Tesla, con tutti quei riferimenti a sagrati, sedie, luci ed ombre da far uscire una sorta di magnetismo di auto a corrente alternata. Va riconosciuto che, con Leopardi, Lavia (grande attore) ha saputo toccare le corde più sensibili del pubblico, ma come direbbe Di Pietro l’ex marito della Guerritore, con la filosofia che c’azzecca? 

CHIUDERA’ EMMA BONINO ALL’EX CHIOSTRO

Comunque tranquilli: ci rifaremo nella serata di chiusura quando il palco sarà tutto per Emma Bonino, la radicale che ere geologiche fa venne a Veroli a parlar male della Chiesa. Oggi, questa politica buona per tutte le stagioni, scatenata fautrice della libertà di aborto e di divorzio, torna nella Veroli cattolica parlando stavolta di migranti. Per dire cosa, non è difficile prevedere.     
Il paniere del festival è composto anche di questi ‘dolcetti’ che sanno di ‘trasformismo politico’ per cui Pannella di sicuro si sta rigirando dentro la tomba. La chiusura del Festival, anziché a Santa Salome, si farà nell’ex Chiostro di Sant’Agostino. Perché ‘ex’ non è dato sapere. Non di certo sconsacrato. Eppoi il collega de Il Tempo e di Libero, Alberto Fraja ha ben evidenziato che un evento del genere avrebbe meritato pluralità di interventi filosofici, ma la sinistra è affezionata ai paraocchi che ha voluto indossare anche in questa occasione. 

INSIEME A BUGNO ARRIVATO NEMBO KID, MENTRE RICCARDO CUCCHI PRESENTA IL SUO LIBRO

A Veroli poi, ma non per parlare di filosofia ma assai più semplicemente di sport, è arrivato Nembo Kid. Ho avuto l’onore di lavorare come telecronista per due anni al suo fianco. Ebbene questa volta così come l’anno scorso lorsignori di Tesla hanno negato al sottoscritto di porre qualche domanda. Preferiscono portare amici giornalisti anche più bravi ed importanti, per l’amor di Dio, ma uno ‘spicchio’ di spazio forse l’avrei meritato anche io. Nec quisquam sumat sibi honorem… 

NESSUN TG HA PARLATO DEL FESTIVAL E DEI SUOI CONTORNI

A questo punto concedete a un vecchio organizzatore di eventi come chi scrive una riflessione a voce alta. Amici lettori che seguite questo cocciuto scribacchino degli annales verolani dal lontano 1973, secondo voi è possibile che in una così ‘importante’ manifestazione manchi una telecamera che possa irradiare nei TG locali ed in Rai regionale gli eventi più importanti? Vi rendete conto che non bastano le foto postate su Facebook con organizzatori ed attori serali che ridono a trentadue denti? Nessuno sa in giro, se non quelli PD e i loro amici della parrocchietta, quanto si sta facendo a Veroli. Ci meraviglia anche che coloro che hanno erogato contributi e patrocini non abbiano preteso una sorta di pubblicità e non di soli comunicati dell’addetto stampa del Comune. Meditate gente!

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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