Antonello Riva: “Torno a Veroli, dove ho vissuto due anni di gloria con tanti bei ricordi”

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Hines? Lo scoprimmo con Trinchieri a Las Vegas, dispiace non vedere più il Basket Veroli tra i professionisti con un Palacoccia così saremmo stati in Lega1

di Egidio Cerelli

Antonello Riva torna questa sera nella sua Veroli. E’ stato chiamato dagli organizzatori della due giorni di sport per poter raccontare le sue gesta e si spera di poter sentire ancora dalla sua voce in diretta, che ne so, come era riuscito con Andrea Trinchieri e con il presidente Leonardo Zeppieri a portare a Veroli tale Kile Hines, quest’anno con l’Olimpia Milano. Per sentire in diretta perché si persero due finali per la A/1, del perché il Veroli non ha più una squadra di Basket dopo il suo ‘fallimento’ di cui non se ne conoscono ancora bene i motivi. E poi se un quintetto base come quello ‘inventata’ da lui che ruolo avrebbe potuto giocare oggi vedendo squadre di basso livello in A/1. Domande queste che io che per dodici anni ho fatto il telecronista del basket verolano e del Ferentino avrei voluto rivolgergli questa sera. Ubi maior minor cessat! I poteri politici non hanno un peso relativo ma assoluto. Ed allora azzardo riproporre una intervista che gli feci qualche mese fa non prima di rivolgergli qualche domanda e fare insieme a lui qualche riflessione.


Tornare a Veroli non da manager ma come ospite per raccontare parte della tua vita che effetto ti fa?
“Direi torno con tanta emozione in una città che mi ha dato molto”

Ritrovarti in una piazza che tu conosci bene e che una volta gridava il tuo nome.
“La gente di Veroli è stata sempre molto calda per cui non è facile dimenticarla”

Sai che forse a Veroli verrà a giocare la Stella Azzurra in A/2. Potrà riportare un po’ di entusiasmo per il Basket di Veroli che fu?
“Mancando la squadra con il nome di Veroli di certo sarà un ripiego, ma l’appassionato di Basket potrà assistere di nuovo a partite che contano. Veroli è stata una tappa molto bella ed emozionante della mia vita per cui di certo non scorderò facilmente quei momenti”.

Avrei voluto essere seduto ad una poltroncina sul palco al tuo fianco per porti qualche domanda, ma qualcuno non ha voluto. Non fa niente. Basterà Nembo Kid a fare qualche tiro oltre il perimetro come piaceva fare a te.
“Bastano i ricordi delle tue accorate e bellissime telecronache”.

INTERVISTA AD ANTONELLO RIVA

Antonello Riva arrivò a Veroli nel 2008. Aveva chiuso con Rieti perché si accorse che la società non aveva quella solidità necessaria per andare avanti.
“Sì, ero a Rieti come GM dopo aver appese le scarpette al chiodo, ma si navigava in brutte acque a livello finanziario. Tant’è che dopo un po’ fallì”.
Nel frattempo venisti a conoscenza che la società del presidente Zeppieri, Basket Veroli, cercava un manager con cui lavorare seriamente. “Quando venni avvicinato non ci pensai su due volte. Accettai”.

Si cominciò a fare qualche nome sul coach e tu ne proponesti due.
Fu una sorta di rivoluzione per tentare la scalata alla Lega A/1 dopo aver conquistato la A/2.

“Con la società seguimmo tutti i consigli tecnici del nostro coach e non sbagliammo, perché va ricordato che si devono sempre condividere le idee dell’allenatore”.

Il primo anno fu eccezionale con Kyle Hines.
“Vincemmo la Coppa Italia e ci giocammo la promozione in Lega due a Varese, con l’handicap dell’assenza forzata di Robinson. Senza il suo infortunio saremmo di sicuro saliti in Lega 1”.

Con la squadra giocava tal Kyle Hines, uno sconosciuto scoperto negli USA. Come lo conosceste?
“Ci recammo negli Stati Uniti pe la Summer Legue. Ci avevano fatto questo nome, Kyle Hines, prima ad Orlando. Era un’ala piccola e la prima impressione fu negativa anche perché impiegato lontano dall’area pitturata. Non era il suo ruolo”
Non demordemmo, seguimmo la sua seconda gara giocando questa volta vicino al canestro. La squadra non stava giocando bene. Entrò lui ed il gioco cambiò e ce ne innamorammo”.

Fu una scommessa che insieme vinceste.

“Anche perché con i buoni uffici di Trinchieri avemmo notizie positive e non potendo giocare in NBA l’Europa gli stava bene ed avrebbe avuto successo”.

Tant’ che anche per la Nba Kyle era troppo basso. Che successe?
“Come ti dicevo prima la delusione per Kyle era tanta- Ma durante la Summer League di Las Vegas il suo agente , 2008, lo informa che un coach italiano lo attende al McDonals al Palms Casino Food Court. Quel coach era Andrea Trinchieri”.

Kyle spiega perché scelse Veroli

“Mentre mangiavamo entrambi cheeseburger e torta di mele- racconta l’ex centro verolano- il coach mi spiegò le grandi ambizioni della sua squadra per la stagione in corso. Parlò della bella atmosfera in città e di come mi sarei trovato bene. Parlammo per un’ora, e dopo la nostra conversazione decisi subito: chiamai il mio agente e gli dissi che volevo andare a Veroli e giocare per coach Trinchieri”.
Con Veroli sono due anni di gioie, e qualche dolore. Nella Legadue italiana Kyle non può che lasciare il segno, mettendo in fila due Coppa Italia e un titolo di mvp, ma mancando sempre la promozione.
Nella seconda annata, con Massimo Cancellieri in panchina, arriva la sconfitta nell’ultimo atto con la Dinamo Sassari.

Che grandi giocatori!

“Come si fa a dimenticare il roster con Robinson, Hines, Afik Nissim, con il trio italiano composto da Gatto, Mian e Rosselli e con altri ottimi giocatori?! -risponde Riva-. La finale a Sassari andammo a giocarci la promozione in A/1 e per un millimetro non ci riuscimmo. Ricordo che avevamo al seguito, come sempre i nostri magnifici della Brigata Ciociara e non solo”

Kyle Hines torna in Italia, all’Olimpia Milano
Sette anni in Europa diventando campione per 4 volte di Eurolega. La notizia di questi giorni è che Kyle Hines è pronto ad arrivare a Milano.
“Nel CSKA ha avuto come coach Messina che lo conosce bene ed ecco la sua scelta per l’Olimpia”.

Avrà con Messina il suo minutaggio sarà importante?
“Io che con Trinchieri lo scoprimmo negli States sono orgoglioso della sua carriera eurolega . Vorrei aggiungere che vederlo realizzato il grande merito è solo suo. Ha lavorato sempre in maniera profonda”.

La Ciociaria ed in particolare Veroli, ha detto il centro americano, ce l’ha nel cuore. “Se permetti, e ne sono orgoglioso, lo stesso sentimento vale anche per me”.

Ormai sono sei anni fuori dal Basket. Dopo Veroli approdasti a Caserta e quindi a Roma.
Ora?
“Dopo che ho notato che il Basket non garantiva più un buon lavoro, mi sono guardato intorno ed ora sono un distributore di prodotti per il benessere. Ma non si posso dimenticare i due anni di Veroli, dove il calore dei tifosi e della società era immenso”.

Con chi ti senti spesso? “Sino a qualche anno fa anche con il presidente Zeppieri. Adesso il lavoro mi porta via molto tempo e poi, se permetti, finalmente ho il tempo anche per la famiglia con i miei due nipotini, Rodolfo ed Olivia figli rispettivamente di Francesca e di Ivan”.

Non vedere più la tua Veroli in campo professionistico che effetto ti fa?
“Dispiace tanto! Come fa una grande realtà come Veroli all’avanguardia ed ammirata in tutta Italia oggi a non far parte della famiglia del Basket che vale fa veramente male. Ci sono tante società che con quella del presidente Zeppieri non avevano nemmeno i… calzini ed ora le vedi protagoniste, si fa per dire, nel professionismo”

Tanti giocatori che tu portasti a vestire la casacca giallorossa si vedono ancora su parquet importanti. “Ribadisco che ancora non posso crederci che a Veroli non esista più il basket che conta”.

Il ricordo di Franco Lauro

“Un giornalista amico che seguiva sempre la nostra Veroli non vederlo più in campo. Per me è stato sconvolgente quando di prima mattina venni a conoscenza della sua morte. Era un giornalista serio che conosceva il mestiere anche perché lui veniva dal mondo del Basket”

Mai ti è stata fatta una proposta di tornare a fare qualcosa di importante a Veroli che ora ha un palazzetto da… Eurolega ma senza una squadra
“È un vero peccato pensare che se avessimo avuto in quegli anni un impianto del genere avremmo visto Veroli non già nell’oblio ma di certo in Seri A/1”.

Da anni sto pensando ad un progetto che comunque non ho mai abbandonato. L’idea sarebbe quella di organizzare presso il nuovo Palacoccia due giorni di festa, di rentrée dei tanti giocatori che hanno indossato la casacca giallorossa. “E’ un progetto bellissimo. Sarebbe una bella Old star game. Ti garantisco che se riuscirai a portarlo avanti io sarò al tuo fianco. Rivedere tanti amici che per anni abbiamo condiviso soprattutto tante soddisfazioni è straordinario”.

Un saluto agli amici del Basket Veroli.

Nembo Kid è sempre lui e non si smentisce
“Ho trascorso momenti di grande felicità con loro ed il mio cuore è ancora tra coloro che componevano la famosa Brigata ciociara che tanto si è distinta sulle tribune dei palazzetti italiani. Di sicuro con loro gli anni passati insieme rimarranno nel mio cuore perchè mi hanno dato tanta esperienza che ha arricchito il mio bagaglio. A tutti un forte abbraccio”.

Le vette per te sono sempre più vicine e qualcuna anche con un verolano. “Ti riferisci a Raffaele Cerelli e questo è vero. Ci sentiamo spesso ed approfitto di Tu News per salutarlo. Insieme abbiamo sfidato il Cervino oltre alle tante montagne della Ciociaria e dell’Abruzzo. E poi come non ricordare le fettuccine della mamma che erano tanto squisite”.

Come è andata con il Coronavirus?
“Noi che lavoriamo in buona parte online non abbiamo avuto problemi se non quelli che tutti gli italiani stanno ancora sopportando. Ce la faremo”.
Ed allora… arrivederci a Veroli per un gran galà del Basket nel sangue della vostra e nostra città. “Sarò al tuo fianco”.
Intanto questa sera ti rivedremo in città dove ritroverai tanti amici.
Ciao amico e grazie di tutto

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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