Cassino, rigenerazione urbana: summit tra amministrazione e ordini professionali

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Su invito dell’Assessorato all’Urbanistica si è tenuto, nella sala Restagno del Comune di Cassino, un incontro con gli Ordini Professionali sul tema della rigenerazione urbana.

I presenti

Erano presenti: l’arch. Paolo Vecchio, presidente dell’Ordine degli architetti; l’ing. Mauro Amorelli, per l’Ordine degli Ingegneri; il geom. Raffaele Ruscillo, per il collegio dei Geometri; il presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Angelo Libero Massaro.

Per il Comune, l’assessore Emiliano Venturi, il consigliere Riccardo Consales, particolarmente impegnato nello studio della problematica, l’architetto Federico Pisani. Di ritorno dall’assemblea della Saf, il sindaco Enzo Salera, il quale, nel rivolgere il saluto ai presenti, ha detto che è intendimento dell’Amministrazione procedere con passo spedito per arrivare alla fase attuativa prima possibile, nella consapevolezza che in materia urbanistica le questioni affrontate solitamente richiedono tempi non brevi. 

L’assessore Venturi ha richiamato il percorso urbanistico avviato dal Comune di Cassino, che ha portato all’approvazione della cartografia (Si ricorda, approvata con larga maggioranza dei presenti: 17 voti favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto), atto preliminare agli interventi previsti dalla legge regionale n.7 del 10 luglio 2017, nonché la pubblicazione dell’avviso relativo alle proposte di interventi ex art. 2 e 3 della medesima disposizione normativa. 

Gli interventi

L’incontro – ha detto Venturi – è la prosecuzione del momento di confronto già avviato con il convegno ‘Rigenerazione Urbana: rigenerare la città per rigenerare il futuro’, dello scorso mese di novembre”. Ha ricordato che quello di ieri è stato il secondo momento di confronto ed ha auspicato di poter trasferire le proposte in atti concreti in Consiglio comunale entro l’autunno prossimo.

 Anche Riccardo Consales ha posto l’accento sull’importanza del confronto al fine di recepire suggerimenti, osservazioni, proposte. Ha rimarcato altresì come, avvalendosi del prezioso studio fatto dall’urbanista Vezio De Lucia con il documento preliminare di indirizzo approvato a suo tempo in Consiglio, si sia proceduto con una rigorosa applicazione delle linee guida cartografiche. Esse sono state sottoposte a un informale esame dell’Ufficio di Piano della Regione e c’è stato il via libera in quanto perfettamente coerenti con la norma. Il consigliere Consales ha quindi richiamato poi le aree urbanizzate da riqualificare (San Bartolomeo, via Casilina sud, collegamento con l’Università, zona Folcara, nonché le zone sottoposte a vincolo assoluto, da salvaguardare, quali le sorgenti del Gari).

Sempre riguardo alla partecipazione delle scelte, la legge obbliga i Comuni a coinvolgere i cittadini e i soggetti pubblici all’elaborazione del programma di rigenerazione urbana. Non solo: obbliga anche a documentare i momenti della loro partecipazione. Quella di ieri è stata un’altra tappa di questo percorso. 

L’architetto Federico Pisani, professionista di riconosciuta competenza, ha fornito delucidazioni riguardo ad alcuni aspetti interpretativi della legge sulla Rigenerazione Urbana, ha ricordato che si è nella “fase partecipativa” ed ha sollecitato proposte soprattutto in merito alla possibilità di poter delocalizzare ai sensi dell’art.3 della legge.

 I professionisti presenti hanno assunto un impegno in tal senso. E’ stato infine il presidente dell’Ance, Angelo Massaro, a suggerire di individuare anche “ambiti” all’interno del centro urbano ove pure non mancano elementi, strutture edilizie da riqualificare. Ha elogiato l’Amministrazione: “La prima – ha detto – a muoversi concretamente in Provincia per fare quanto previsto dalla Legge n. 7 del 2017”. 

Una Legge che dà ampi margini ai Comuni per svolgere in pieno il loro ruolo specifico, ovvero quello della programmazione con scelte che mirino alla salvaguardia e alla valorizzazione del proprio territorio, avendo particolare attenzione al recupero dell’esistente e alla riqualificazione urbanistica degli “ambiti” compromessi e carenti di standard e servizi.

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