Miracolo a Veroli. Anche gli atei alla riapertura della basilica. Forse perché la diretta televisiva era un’occasione per mettersi in mostra

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di Egidio Cerelli

Pontificale del vescovo diocesano mons. Ambrogio Spreafico
Novanta e non uno in più in chiesa sotto la regia dell’art director, rettore don Angelo Maria Oddi

Miracolo a Veroli! Anche qualche ateo/a presente alla Santa Messa in occasione della festa patronale. Ed anche in bella vista pur se dal volto coperto dalla mascherina. Forse tenendo conto del monito di Papa Francesco… “meglio vivere come atei che andare in Chiesa e poi odiare gli altri”. Niente a che fare con la parabola del fariseo e del pubblicano.
Comunque, molto sobrio il pontificale del Vescovo diocesano, mons. Ambrogio Spreafico concelebrato con Don Giacinto Mancini della Vicaria di Veroli e don Angelo Maria Oddi, rettore della Basilica. Cerimoniere don Andrea Viselli. Presenti anche i sacerdoti delle parrocchie di Veroli. La Cerimonia Eucaristica si è tenuta nella Basilica concattedrale dedicata a Santa Maria Salome in ricorrenza della festa. Novanta e non uno in più coloro che sono stati fortunati per essere presenti alla Santa Messa che comunque veniva irradiata in diretta da Teleuniverso con la regia di Danilo Costanzo. Non c’era il coro, ma un trio composto dal maestro organista Luigi Mastracci che accompagnava Giovanni Pagliaroli e Maica Pallisco. Insieme hanno animato la sacra celebrazione. All’improvviso nella Basilica ben addobbata con la statua della Santa Patrona e con il suo busto, con cui il Vescovo alla fine ha dato la benedizione che doveva essere impartita dalla loggia delle Benedizioni, all’improvviso, come dicevamo dalla navata centrale s’è registrata una “petalata” di rose che si sono posate sull’altare, sulla Confessione e qualche petalo anche sulla testa dei fedeli prossimi all’altare.

L’OMELIA DEL VESCOVO MONS. AMBROGIO SPREAFICO
L’omelia di mons. Ambrogio Spreafico dopo aver ricordato la domenica dell’Ascensione ha detto di “ritrovarci insieme come i discepoli a Gerusalemme dopo questo tempo in cui ci siamo uniti dalle nostre case alla celebrazione della Messa a causa dell’impossibilità ad incontrarci personalmente. Siamo contenti e ringraziamo il Signore per essere di nuovo insieme attorno alla mensa della sua parola e del pane di vita eterna. Qui infatti riscopriamo la gioia e la bellezza di essere cristiani, la famiglia dei discepoli di Gesù, non tanti io separati ma un “noi”, una comunità di sorelle e fratelli senza esclusione di nessuno. La mensa a cui siamo invitati è proprio la tavola della fratellanza. Siamo diversi, ma il Signore ci unisce, ci rende con il suo amore un popolo universale. Si, abbiamo sentito la mancanza di questo popolo, e non dobbiamo più dimenticare il bisogno di unirci alla nostra comunità nel giorno di Domenica”.

GIORNO SPECIALE PER LA FESTA DELLA PATRONA SANTA MARIA SALOME
“Lei donna che ha seguito Gesù fin sotto la croce ed è stata raggiunta dall’annuncio della resurrezione prima degli apostoli.Il Signore Gesù torna in mezzo a noi, come quel giorno tornò tra i discepoli a Gerusalemme. Anch’essi avevano le loro incertezze e paure, si domandavano quale sarebbe stato il loro futuro e quello del mondo, come noi ci chiediamo come sarà il futuro, soprattutto in questo tempo così difficile davanti alla pandemia che ha causato morte e sofferenza. Si aspettavano qualcosa di nuovo, di migliore, di diverso. Chi di noi non porta nel cuore l’attesa che cessi il male che ci affligge? Chi di noi non vorrebbe un tempo e un mondo migliori? Gesù conosce le nostre domande, anche le nostre paure e preoccupazioni, sa le nostre speranze e attese. Per questo ci parla, come ai discepoli, per rassicurarci mentre sale al cielo, verso il Padre celeste. Egli ci indica che questo è anche il nostro futuro, il cielo, una vita per sempre con il Signore”.

LE PREOCCUPAZIONI DELLA VITA CI ANGUSTIANO
“Il male mette paura e ci fa chiudere in noi stessi. Come possiamo allora essere già uomini e donne del cielo, che stanno con il Signore e vivono il Vangelo?  Maria Salome ci aiuta a trovare una risposta. Seguì Gesù, si mise al suo servizio, lo ascoltò, capì che quell’uomo le aveva donato un segreto di vita e di felicità che nessuno aveva. Per questo lo seguì fin sotto la croce e poi cominciò a annunciare agli altri il tesoro che aveva scoperto e vissuto fino a giungere a noi, come vuole la tradizione”.

QUESTO NUOVO INIZIO DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA CON LE NOSTRE COMUNITA’ SIA PER TUTTI UN VERO NUOVO INIZIO
Non uniamoci più a coloro che sanno solo lamentarsi, giudicare, prendersela con gli altri oppure a chi continua a litigare e a insultare pur in questo tempo di dolore, in cui ognuno dovrebbe guardare gli altri con più amore e rispetto. Lasciamoci guidare da Gesù, che sarà sempre con noi; ma noi dobbiamo accoglierlo, comportarci come se fosse con noi, senza dar ragione a noi stessi, lasciandoci interrogare e cambiare dalla sua parola che rende umani e felici. Consapevoli della forza del male, che abbiamo visto abbattersi in questo tempo in ogni parte del mondo, soprattutto su tanti anziani – non possiamo dimenticare che circa il 50% dei morti per il coronavirus sono anziani degli istituti, una vera vergogna! -, affidiamoci al Signore, che cammina con noi e ci avvicina a chi soffre. Continuiamo nell’impegno generoso per costruire sulla terra un pezzo di paradiso, non per godercelo da soli, bensì perché altri, a cominciare dai poveri, da chi soffre, da chi è solo, malato, anziano, lo possa gustare con noi. Papa Francesco ci sta mostrando che questo è il volto più bello della Chiesa, una Chiesa povera perché amica dei poveri, una Chiesa che riscopre la semplicità del Vangelo, una Chiesa forte perché prega e ama, un “ospedale da campo” che si prende cura di tutti senza esclusione. Questo sarà il cielo che noi cominciamo a preparare su quel pezzo di terra in cui viviamo ogni giorno, ma che vorrebbe abbracciare tutti, soprattutto chi soffre per la pandemia, chi si prodiga per loro, o anche chi soffre lontano da noi, per la guerra, la fame, i cambiamenti climatici, la mancanza di cure e di amore”

RIVOLGIAMOCI ALLA PATRONA
“La nostra Patrona ci sostenga e ci indichi la strada per vivere con Gesù nell’attesa del dono dello Spirito Santo che con gli Apostoli e con Lei aspettiamo nel giorno di Pentecoste”.
Anche il momento della Comunione è stato un attento rispettare delle normative impartite dalla CEI insieme al Governo. Per le autorità il sindaco Cretaro con buona parte di amministratori, era presente con il maresciallo Franzese e con il comandante della Polizia municipale. A destra ed a sinistra delle navate le sedie accoglievano i membri delle Confraternite. Con calma tutti fuori mentre l’organo potente emanava le note dell’Inno a “Madre Salome”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.