CALCIO – Mister Carlini: “Ceccano, prima la salute ma c’è tanta voglia di tornare a giocare”

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Anche se la luce in fono al tunnel sembra intravedersi per quanto riguarda la lotta al Coronavirus, la ripartenza di tutta l’attività calcistica soprattutto a livello dilettantistico è ancora tutta in alto mare. Tutte le gare sono state da tempo sospese a tempo indeterminato, in attesa che cessi il Coronavirus e delle decisioni che adotteranno gli organi competenti sia sanitari che governativi. Al momento sembra che solo la serie A possa riprendere a giugno, anche se restano molti dubbi. Tutto il resto è in alto mare, specialmente, come detto, a livello dilettantistico. Anche il Ceccano, come tutte le squadre, ha sospeso quindi l’attività. Tra l’altro erano state anche fissate le celebrazioni per il centenario della fondazione della società rossoblù. I festeggiamenti si sarebbero dovuti tenere a giugno con l’estrazione di una lotteria fissata al 13 dello stesso mese alle ore 20,00 allo stadio “Dante Popolla” e rimandata esattamente al 13 giugno dell’anno prossimo. Sull’attuale situazione è intervenuto il tecnico Mirco Carlini. “Diciamoci la triste e cruda verità – esordisce l’allenatore rossoblù – Fin quando non sarà attivo il vaccino anti Coronavirus ho la vaga impressione che tutto resti fermo. In effetti, anche se dal 4 maggio si potrà allentare il cordone e riprendere un tantino la vita normale, resteranno attive alcune restrizioni come il distanziamento sociale, il lavaggio continuo delle mani, l’uso delle mascherine e altro. E’ chiaro che, stando così le cose, diventa impossibile far giocare gare di calcio o altri sport di squadra dove il contatto fisico tra soggetti è evidente. Non si può quindi rischiare la salute della gente”.


Mercoledì c’è stato l’incontro tra il ministro Spadafora e i vertici del calcio.
“La serie A sembra possa ripartire, tutto il resto è da vedere. Il calcio professionistico, in particolare serie A e B, vede coinvolti interessi economici di notevole portata. Rappresenta un indotto di grandi proporzioni e quindi le perdite in termini economici sarebbero devastanti. Lo stesso ministro ha dichiarato qualche giorno fa che “lo sport non è solo il calcio e il calcio non corrisponde soltanto alla Serie A. Dopo quest’emergenza dovremo riorganizzare questo settore, per garantire ai collaboratori sportivi un bonus che permetta loro di essere trattati alla pari di tanti altri lavoratori. Mercoledì ho incontrato tutti i rappresentanti del mondo del calcio e della Figc. C’è la necessità di ripartire per quello che è l’enorme valore economico e sociale del mondo dello sport. Da parte nostra c’è grande volontà di spingere per la ripartenza, ma il primo obiettivo è quello di garantire la tutela della salute dei nostri cittadini. È nostra intenzione allora studiare un programma che permetta di ripartire con gli allenamenti dal prossimo 4 maggio, per poi ragionare sulla ripresa dei campionati, mettendo sempre in cima ai nostri pensieri la salute degli addetti ai lavori”. In questo momento, a mio avviso, bisogna rispettare le oltre 25 mila famiglie che, in questo periodo, hanno perso i propri cari. Nei prossimi, sperando che il vaccino arrivi presto, ci sarà da affrontare il problema economico che in molte famiglie questa epidemia ha prodotto”.
Quali soluzioni auspicate quindi per quanto riguarda il calcio dilettantistico?
“E’ legato sicuramente alle risorse economiche che il presidente della lega nazionale dilettanti Sibilia riuscirà ad ottenere dal governo per dare un tantino di ossigeno alle società dilettanti. Si dice in giro che, con questa situazione che si è venuta a creare, diverse società attuali potrebbero scomparire. Secondo me potrebbero non farcela massimo il 10 per cento proprio perché si ritroverebbero in drammatiche difficoltà. A questo punto bisogna solo rassegnarsi e aspettare che tutto ciò cessi quanto prima e sia attivo il vaccino. Poi aspetteremo fiduciosi le decisioni che verranno adottate a livello regionale”.
Resta il nodo però su come concludere questa stagione tra promozioni e retrocessioni?
“Bisognerebbe congelare il tutto. Sentendo in giro qualche opinione sembra si possa dare la possibilità alle prime classificate dei gironi dei vari campionati di salire di categoria e permettere alle seconde, dal momento che vi saranno sicuramente, come accade da tanti anni, tante rinunce ad iscriversi, di essere ripescate specialmente quelle che ad oggi sono a pari punti in vetta. Per il resto nessuna retrocessione e ripartire con il nuovo campionato, sempre che intanto si sia provveduto a mettere tutto in sicurezza, specialmente con la somministrazione del vaccino”.


Infine come si sta vivendo nell’ambiente rossoblù questo momento? “Siamo consapevoli che si possa riprendere solo in uno stato di totale sicurezza sanitaria – conclude Mirco Carlini – Spesso sento i giocatori che si allenano a casa seguendo le mie direttive. Ormai, d’intesa con il direttore generale Sergio Milo, si sta già pensando a come allestire la squadra per la prossima stagione, una volta conservata la Promozione, coinvolgendo forze sane e imprenditoriali della città desiderose di dare il proprio contributo alla società calcistica, puntando soprattutto al riscatto della stagione in corso fin qui non proprio esaltante. Ma occorre anche segnalare alcune situazioni che stanno emergendo, soprattutto per quel che concerne la manutenzione delle strutture. Mi riferisco in particolare al “Popolla”. Dall’ultima gara disputata lo scorso 23 febbraio con il Real Cassino l’impianto versa in un totale abbandono con l’erba alta fino a mezzo metro. Mi domando. Ma quando si tornerà alla normalità, sperando che avvenga quanto prima, dove si allenerà e giocherà il Ceccano? Da tifoso rossoblù e soprattutto da ceccanese, penso di rispecchiare il pensiero di tutti gli sportivi rossoblù perché una società come la nostra, con una tradizione centenaria e grazie ai grandi sforzi societari, dopo anni è tornata a disputare il campionato di Promozione regionale. Non è ammissibile quindi lasciare in questo stato pietoso il mitico Comunale Dante Popolla”.

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