CALCIO – Il punto sulla Serie B

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di Roberto Mercaldo

Il primo fu Lalas, difensore centrale di buona caratura e dai look stravaganti. Erano gli anni 90 e gli Stati Uniti, pronti ad ospitare il loro primo mondiale di calcio, cominciarono ad esportare i prodotti del “soccer” anche nel Vecchio Continente. Da allora in verità non sono stati molti gli atleti stelle e strisce capaci di lasciare il segno nel campionato italiano. Trent’anni dopo, ad invertire la tendenza ci prova il centravanti del Frosinone, Andreji Novakovic, che pagato l’inevitabile dazio dell’ambientamento, sta diventando a suon di gol il nuovo idolo dello Stirpe.
Anche contro la Salernitana il ragazzone made in Usa ha tolto le castagne dal fuoco canarino, girando di testa un cross di Haas alle spalle di Micai.
E i giallazzurri hanno fatto 6, non già al Superenalotto, ma alla rutilante lotteria di un campionato cadetto che ora li propone quale seconda forza, con un margine non più simbolico, ma di una certa consistenza, sulle immediate inseguitrici.


LA PARTITA


Prosegue l’imbattibilità di Bardi, che evita capitolazioni dal 56’ di Frosinone-Pordenone, quando Pobega realizzó il gol del momentaneo vantaggio friulano. Da allora, sei gare intere a porta inviolata ed altrettanti successi (5 per 1/0 e uno per 2/0), ad esprimere in cifre, in modo sin troppo eloquente, le ritrovate certezze del pacchetto arretrato. La temuta Salernitana di Ventura ha fatto davvero poco per insidiare la porta ciociara, tanto che Bardi si è limitato a svolgere l’ordinaria amministrazione. Ordinata e manovriera fino alla trequarti, la pattuglia campana ha mostrato limiti evidenti negli ultimi 25 metri, presidiati con ferocia dai centrali canarini, adeguatamente supportati dai compagni di reparto e dal pacchetto centrale.
La produzione offensiva dei ciociari non è stata in verità pari alle legittime aspettative, ma il gol di Novakovic, giunto nel momento di maggior spinta, è stato il giusto premio a una buona volontà non sempre supportata da geometrie adeguate.


IL CINISMO


“Non siamo belli, ma va bene così”, è l’affermazione cui risulta arduo recar torto di mister Nesta a fine gara. Nelle prime sette giornate del girone di andata il Frosinone aveva messo in cascina solo 6 punti, nel ritorno i punti sono 19, al cospetto, ovviamente, degli stessi avversari. Il cammino verso la verità è, a detta dei saggi d’Oriente, disseminato d’insidie ed equivoci; quello verso la calcistica quadratura del cerchio non è dissimile, ma pare che il Frosinone abbia trovato un assetto plausibile per procedere, senza eccessivi timori d’inciampi. Il tutto a dispetto di assenze rilevanti, che costringono Nesta a scelte pressoché obbligate in ruoli nevralgici.


LE AVVERSARIE


Con il conforto della matematica, sembra che il Crotone possa ambire al ruolo di principale antagonista dei canarini nella corsa alla promozione diretta. I calabresi hanno ribadito il concetto lontano dallo Scida, andando a violare il terreno della Virtus Entella nell’anticipo del settimo turno, sicuramente condizionato dal gol lampo degli ospiti.
È in gran forma, gioca un buon calcio e suscita grande rispetto anche lo Spezia, che però ha dovuto arrestare la propria rincorsa al cospetto della famelica capolista Benevento. Gli uomini di Inzaghi hanno stracciato dal loro vocabolario la pagina recante la parola “appagamento” ed hanno così reagito con agonistica ferocia allo svantaggio maturato nella fase iniziale del match. Agevolati senza dubbio dal doppio giallo che ha estromesso dalla contesa Mora, i giallorossi hanno rifilato tre sberle all’undici di Italiano, compiendo un altro passo importante verso la matematica certezza della massima serie.
Non è andato al di là dello 0/0 casalingo il Cittadella, che in un match a porte chiuse ha trovato nella coriacea e delusa Cremonese un osso troppo duro da mordere. Poche emozioni e salomonica divisione della posta, risultato che in verità non appaga nè le voglie d’alta classifica dei veneti nè le ansie di tranquillità dei lombardi.
A quota 39, con la Salernitana sconfitta allo Stirpe, c’è il Pordenone, capace di riprovare l’ebbrezza del successo esterno sul campo minato dell’Empoli.
I ragazzi di Tesser si sono sbloccati nel momento più difficile, fermando perentoriamente la corsa di una squadra indicata dai più quale favorita della post season per la gloria. In zona play off però l’Empoli deve ancora approdare, perché al momento l’ottavo posto è di proprietà di un’altra grande delusa di giornata, il Chievo.
I veronesi, disattendendo ogni logica previsione, sono stati battuti sul campo amico dal quasi condannato Livorno, che domani proverà a stupire anche contro il Frosinone.
Boccata d’ossigeno per il Pescara, che grazie alla pennellata di Memushai ha steso l’Ascoli di Stellone e ha rilanciato le proprie ambizioni d’ingresso nella griglia playoff.
Ora però tutti di nuovo in campo, per un turno infrasettimanale che promette grandi emozioni.

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Roberto Mercaldo

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it", è stato Caposervizio dei quotidiani "Ciociaria Oggi" e "Il Quotidiano della Ciociaria" e responsabile delle pagine sportive del quotidiano "La Provincia".

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