Frosinone-Atalanta 0-5, le pagelle dei canarini

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di Roberto Mercaldo

Difficile, se non impossibile, scorgere qualcosa di positivo nella recita casalinga del Frosinone di Baroni, strapazzato dall’Atalanta al Benito Stirpe persino oltre il mortificante responso numerico. Il secondo 0-5 stagionale dei canarini ciociari è infatti figlio di una prova deficitaria di tutti i ragazzi in maglia giallazzurra, mai in partita e incapaci di trovare un sussulto che potesse in qualche misura addolcire un boccone amarissimo. Ma esaminiamo nel dettaglio la prima gara di ritorno del team frusinate.

SPORTIELLO 5,5

Trovare la forza di esprimere tutto il proprio potenziale quando la retroguardia ti lascia in balìa degli avversari non è semplice, ma se non altro l’estremo difensore giallazzurro ci ha provato, tirando fuori tre o quattro parate di pregevole fattura. E’ come mettere in una cantina buia dei Picasso , ma per il portiere di Desio è senz’altro un modo per riscattare la piccola incertezza sul primo gol orobico. Tra i meno colpevoli del disastro.

BRIGHENTI 4,5

Subito a disagio nel fronteggiare gli scatenati avanti bergamaschi, mette in fila fatali ritardi e incerti disimpegni, senza mai trovare il ritmo giusto per mettere in luce doti da combattente che stavolta restano negli spogliatoi.

GOLDANIGA 4

Doveva essere, per caratteristiche fisiche e tecniche, l’oppositore principale del Duvan Zapata extralusso di questa fase del campionato. Il colombiano invece lo sovrasta sistematicamente, anche in quei duelli aerei che dovrebbero essere il terreno di caccia del centrale milanese. Lo sognerà la notte, e sarà un sogno agitato…

KRAJNC 4,5

Stavolta la tenacia con la quale affronta gli avversari si rivela un’arma inefficace e poco apprezzabile, giacché dalle sue parti passano a doppia velocità il piccolo Gomez e l’eroe di giornata Zapata. Mai una chiusura degna, mai un sussulto, nel torpore di una gara da dimenticare in fretta.

GHIGLIONE 5

Inizia in modo confortante, ma tutte le volte che trova il modo di guadagnare una posizione vantaggiosa per il cross, deve arrendersi all’evidenza di 6 maglie nerazzurre a presidiare l’area, contro un solo compagno di squadra. Nel primo tempo si sarà chiesto più volte dove fossero finiti gli incursori frusinati, nel secondo avrà smesso di chiederselo, assoggettandosi al grigiore generale.

CHIBSAH 4,5

Avvio di gara promettente, con i soliti palloni catturati nella zona nevralgica del campo, ma quando capisce che i suoi sforzi probabilmente saranno vani, si adegua, confezionando insoliti errori di misura, corse vane e un campionario di distrazioni.

MAIELLO 4,5

Se anche il più autorevole stratega del gruppo giallazzurro ha perso la bussola, mostrandosi incapace di illuminare, sia pure con qualche bagliore improvviso, la scena ciociara, vuol dire che è stata davvero una gara speciale, in senso negativo. Augurandoci di rivedere subito il Maiello che conosciamo, annotiamo sconfortati la sua prova deficitaria, anche in interdizione.

VALZANIA 4,5

L’aveva immaginato sicuramente diverso, il suo esordio in maglia canarina contro la sua ex squadra. L’inizio a corrente alternata aveva autorizzato a sperare in qualcosa che poi il resto del match non ha evidenziato. Lento e prevedibile, è finito nella rete del centrocampo della Dea e si è arreso all’avverso destino.

CASSATA 5,5

Entra quando “i buoi sono scappati da un pezzo” e se non altro ci mette tanta grinta, quasi che la partita fosse ancora in bilico. E’ l’atteggiamento giusto, che dovrebbe animare sempre i portacolori di una squadra impossibilitata a metterla sul piano della tecnica pura.

MOLINARO 4

Tanti fischi al momento della sua uscita dal campo. Fossimo stati in Baroni, lo avremmo sostituito nel corso dell’intervallo per evitargli un’uscita di scena ingloriosa e ingiusta, perché sul piano dell’impegno nulla gli si può rimproverare. Il problema è che la brillantezza perduta resta un ricordo che nemmeno la maglia da titolare è riuscita a rendere vivo. Gli errori sono una conseguenza della condizione precaria, ma restano gravi e numerosi.

BEGHETTO 5

Non si poteva pretendere  che da solo cambiasse l’esito di un confronto ampiamente compromesso, ma certamente nemmeno lui è sembrato all’altezza delle prestazioni fornite nelle ultime gare del girone di andata.

CAMPBELL 4

La promessa di un domani che non diventa mai oggi. Da quel giorno a Ferrara ci siamo illusi che potesse mostrare il suo volto migliore, ma la indiscutibile tecnica è frenata puntualmente da estri troppo intermittenti per poter incidere in concreto, come quando confeziona un aggancio meraviglioso e poi sbaglia la direzione di corsa.

MATARESE NG

Entra quando il disastro è già confezionato in tutta la sua imbarazzante entità.

PINAMONTI 5

Suo l’unico guizzo offensivo dei ciociari, quando stoppa elegantemente un pallone lanciatogli da Maiello e cerca senza fortuna il pallonetto che valga il gol dell’onore. Per il resto una gara in cui i  risultati non sono stati proporzionali agli sforzi.

BARONI 4,5

L’arrendevolezza di una squadra di solito si ascrive, a torto o a ragione, al suo condottiero. E il Frosinone anti Atalanta è stato arrendevole oltre ogni logica. Il divario tecnico era enorme, ma  questa non è una sua colpa…

(Foto Frosinone Calcio)

Giornalista del quotidiano online “TuNews24.it”, è stato Caposervizio dei quotidiani “Ciociaria Oggi” e “Il Quotidiano della Ciociaria” e responsabile delle pagine sportive del quotidiano “La Provincia”.

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Roberto Mercaldo

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it", è stato Caposervizio dei quotidiani "Ciociaria Oggi" e "Il Quotidiano della Ciociaria" e responsabile delle pagine sportive del quotidiano "La Provincia".

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