Si è conclusa da pochissimi minuti, a Palazzo Munari, l’attesa e concitata riunione dei capigruppo di maggioranza, convocata a margine del vertice di governo in cui il sindaco Riccardo Mastrangeli aveva rassegnato le sue comunicazioni. Un confronto dai toni serrati a cui il primo cittadino, come annunciato, non ha preso parte, lasciando la sede municipale subito dopo aver tracciato la rotta e lasciando ai vertici consiliari il compito di trovare una via d’uscita.
Possiamo rivelarvi in esclusiva le principali carte scoperte sul tavolo politico nel corso di questo primo e delicato vertice di mediazione.
Le opzioni sul tavolo: il nodo Fanelli, l’ipotesi rimpasto e la pista Fabrizi per la Lista Ottaviani
Nel corso del dibattito interno alla coalizione sono emersi orientamenti differenti, destinati a ridisegnare gli equilibri di Palazzo:
- La proposta di Fratelli d’Italia su Paolo Fanelli – Il partito della premier ha sorpreso gli alleati proponendo per la presidenza dell’aula il nome del consigliere comunale ed ex sindaco Paolo Fanelli. Una mossa strategica che farà discutere, considerando che Fanelli, nelle ultime settimane, si è reso protagonista di durissime prese di posizione contro l’operato della Giunta, arrivando a promuovere conferenze stampa, manifestazioni di piazza e persino formalizzando al Prefetto la richiesta di scioglimento del Consiglio comunale. Il tutto senza che da parte dei vertici locali del suo partito giungesse alcuna censura o presa di distanza formale.
- Il ritorno alla Lista Ottaviani con Giampiero Fabrizi – Tra le altre opzioni emerse c’è la proposta di riaffidare la presidenza del Consiglio comunale alla stessa civica che la deteneva in origine, ovvero la Lista Ottaviani. Poiché l’ex presidente Massimiliano Tagliaferri (dimissionario mesi fa) apparteneva proprio a questa compagine, sul tavolo è tornato con forza il nome del consigliere ed ex assessore Giampiero Fabrizi, figura già emersa nelle trattative dei mesi scorsi per garantire la continuità dello scacchiere iniziale.
- L’asse del “rimpasto e pari dignità”- Sul versante opposto è emersa una controproposta avanzata dai gruppi che chiedono di ridisegnare complessivamente gli assetti dell’esecutivo. L’idea guida è quella di garantire pari dignità politica a ogni lista civica e partito che ha sostenuto Mastrangeli fin dal primo turno delle Amministrative di quattro anni fa. Il piano prevede un rimpasto di Giunta con la redistribuzione delle deleghe assessorili per bilanciare i pesi politici: in questo scenario, la casella della Presidenza del Consiglio diventerebbe meno divisiva e facilmente sacrificabile o concordabile, dal momento che ciascuna forza vedrebbe garantita la propria rappresentanza nell’esecutivo.
Resta da registrare il silenzio tattico di altri gruppi della coalizione, che non hanno preso la parola riservandosi di formulare nuove controproposte nelle prossime ore.
Nessuna proroga: sabato conferenza stampa e commissariamento
I tempi per ricucire lo strappo, tuttavia, restano ridotti al lumicino. La clessidra attivata da Mastrangeli ha già avviato il suo inesorabile conto alla rovescia. Come anticipato in esclusiva dalla nostra testata subito dopo pranzo, il limite temporale è fissato perentoriamente alle ore 18:00 di venerdì, e per questo scenario non è prevista alcuna proroga.
Il primo cittadino ha chiarito di non voler attendere la scadenza ordinaria dei 20 giorni previsti dalla legge per il ritiro delle dimissioni. Se entro venerdì pomeriggio non verrà depositato un accordo vincolante su un nome condiviso per la presidenza dell’aula, la crisi vivrà il suo epilogo istituzionale: per sabato alle ore 12:00 è già stata formalmente convocata una conferenza stampa in cui Mastrangeli convertirà le dimissioni da temporanee a irrevocabili.
Un atto d’accusa e di resa che metterebbe la parola fine all’esperienza della Giunta Mastrangeli, aprendo le porte del Municipio al commissario prefettizio che dovrà traghettare la città di Frosinone verso le elezioni nella primavera del 2027.


