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Assicurare l’auto in Ciociaria: dove si colloca il Lazio nella classifica dei premi

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Chi rinnova la polizza in provincia di Frosinone lo fa dentro una delle regioni più costose d’Italia per la responsabilità civile auto. Nelle rilevazioni di giugno 2026 il premio medio nazionale calcolato sui preventivi si è fermato a 636,21 euro, con il Lazio a 686,20 euro, secondo soltanto alla Campania (1.000,02 euro) e appena davanti alla Puglia (682,01 euro). All’estremo opposto della graduatoria si trova il Friuli Venezia Giulia con 446,45 euro: fra la regione più cara e quella più economica il differenziale supera i 550 euro. Fonte dati: Facile.it.

Il dato regionale, però, dice poco di quello che accade in Ciociaria. Il Lazio è tirato verso l’alto dall’area metropolitana romana, dove si concentra la gran parte del parco circolante e della sinistrosità. Nelle stesse rilevazioni, a luglio 2026 la provincia di Frosinone registrava 608,19 euro, quasi il 6% sotto la media italiana e circa novanta euro sotto la media laziale, con un arretramento del 2,82% rispetto a dodici mesi prima. La provincia, insomma, paga meno della regione a cui appartiene, ma dentro un contesto di rischio che ha caratteristiche tutte sue.

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Il premio pagato e il premio preventivato non sono lo stesso numero

Le cifre che circolano sulla RC auto arrivano da due misurazioni diverse, e confonderle porta fuori strada. L’indagine IPER dell’IVASS, che rileva i prezzi effettivamente applicati sui contratti conclusi al netto di sconti e agevolazioni, indica per il primo trimestre 2026 un premio medio di 423,40 euro, in crescita del 3,2% su base annua. Le medie diffuse dai comparatori sintetizzano invece i preventivi richiesti dagli utenti di una piattaforma, cioè un campione autoselezionato di automobilisti che cercano un’alternativa alla propria polizza e che, con ogni probabilità, partono da una tariffa in scadenza più alta della media. Due grandezze utili ma non sovrapponibili: la prima misura quanto si paga davvero, la seconda quanto costa il mercato a chi lo sta interrogando.

Anche la traiettoria merita una lettura attenta. Il rincaro rilevato dall’IVASS sta decelerando: era del 7,2% nel primo trimestre 2024, del 4,1% un anno fa, oggi del 3,2%, che al netto dell’inflazione si riduce all’1,5%. La geografia però resta rigida. Metà delle province italiane supera i 395 euro, il quarto più caro va oltre i 427 e il divario fra Napoli, la più costosa, e Aosta, la meno cara, ammonta a 257 euro. Roma è fra le province con l’incremento annuo più marcato, +5,4%, dietro solo a Vercelli (+5,8%) e Milano (+5,6%): un movimento che si scarica sulla media regionale e spiega perché la classifica per regione racconti soprattutto la storia della capitale.

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Perché la provincia di residenza pesa quanto l’anzianità di guida

La tariffa di una polizza obbligatoria nasce da un calcolo attuariale che moltiplica due grandezze: la frequenza dei sinistri, cioè la probabilità che un assicurato provochi un danno nell’anno, e il costo medio del sinistro, cioè quanto la compagnia mette a bilancio per liquidarlo. I dati ANIA relativi al 2025 fissano la frequenza al 4,32%, in calo del 2,9% sull’anno precedente, e il costo medio a 2.269 euro, in aumento del 2,8% rispetto ai 2.207 euro del 2024. Entrambe le variabili si misurano su base provinciale, perché è a quel livello che i comportamenti di guida, la densità del traffico, la conformazione della rete stradale e la prassi liquidativa producono differenze stabili nel tempo.

Il fattore che più separa una provincia dall’altra è però l’incidenza dei sinistri con danni alla persona. Un tamponamento che si chiude con una riparazione di carrozzeria si liquida in poche centinaia di euro; una lesione con postumi permanenti comporta la valutazione medico legale del danno biologico, il ristoro della perdita di reddito e, nei casi più gravi, importi di ordini di grandezza superiori. Territori con una quota elevata di sinistri corporali reggono quindi premi più alti anche a parità di numero di incidenti. Sullo stesso piano incidono la velocità di liquidazione, che condiziona il costo finanziario delle riserve e la probabilità che una pratica si trasformi in contenzioso, e la diffusione delle frodi, che alimenta un onere ripartito sull’intera collettività degli assicurati di quell’area. Il disegno di legge annuale sulla concorrenza approvato dal Consiglio dei ministri il 24 luglio 2026 delega il Governo a riformare l’assicurazione obbligatoria per rendere i premi più proporzionati al rischio effettivamente assunto, migliorare il risarcimento diretto e contrastare frodi e veicoli non assicurati. Prima dei decreti attuativi serve però il passaggio parlamentare: nulla che si veda sulla rata del prossimo rinnovo.

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Sulle extraurbane meno incidenti, quasi la metà delle vittime

Qui si innesta la specificità ciociara. Il rapporto ACI-ISTAT sul 2025 conta in Italia 177.207 incidenti con lesioni, 2.868 vittime e 237.822 feriti, con i decessi sotto quota tremila per la prima volta dal 2021. La distribuzione per tipo di strada è il dato che conta per la tariffazione: le strade urbane concentrano il 72,9% degli incidenti ma il 41,2% dei morti, con un indice di mortalità di 0,9 vittime ogni cento incidenti; le strade extraurbane pesano per il 21,9% degli incidenti e per il 48,8% delle vittime, con un indice di 3,6; le autostrade si collocano a 2,8. Velocità più alte, carreggiate a doppio senso senza spartitraffico e soccorsi più lenti producono meno eventi ma con esiti mediamente più gravi.

Il Lazio riproduce lo schema. Secondo il focus regionale dell’ISTAT, nel 2024 la regione ha registrato 21.240 incidenti, 319 morti e 27.694 feriti: sulle strade urbane, dove avviene il 77,5% dei sinistri, l’indice di mortalità si ferma a 1,1, mentre sulle altre strade sale a 3,5. La provincia di Frosinone ha contato 1.178 incidenti, 32 vittime e 1.865 feriti, con un tasso di mortalità stradale di 6,9 morti ogni centomila abitanti contro il 5,6 regionale e il 5,1 nazionale. Meno frequenza e più severità si traducono in un costo medio del sinistro superiore e in una quota più alta di pratiche con danni alla persona: le variabili che le compagnie leggono per costruire la tariffa provinciale.

Un parco circolante anziano e chilometri che non si comprimono

L’ultimo tassello riguarda i veicoli. L’Annuario statistico ACI 2025 fotografa un parco italiano con un’anzianità mediana di 13 anni e circa un quarto delle vetture ancora nelle classi Euro 0-3. In Ciociaria il quadro è più accentuato: le elaborazioni del Research Center di AutoScout24 su dati ACI, diffuse a giugno 2026, indicano 373.867 autovetture in provincia, di cui il 53,3% appartenente alle classi Euro 0-4, la quota più alta del Lazio a fronte di una media regionale del 40,9% e del 37,6% della città metropolitana di Roma. Le Euro 6 si fermano al 30,7%, le ibride al 4,2% contro il 10,9% regionale. Un’auto immatricolata prima del 2015 difficilmente monta frenata automatica di emergenza, mantenimento di corsia o allerta anticollisione, i dispositivi a cui l’ANIA attribuisce buona parte della flessione strutturale della frequenza dei sinistri.

A questo si somma la percorrenza. La provincia vive di spostamenti lunghi su asse extraurbano, verso Roma lungo l’A1 e la Casilina e verso il polo industriale di Cassino, con la superstrada Sora Frosinone a fare da collettore interno. I cantieri sulla linea ferroviaria Roma Cassino, che nell’agosto 2026 hanno imposto lo stop del servizio, ricordano quanto quel bacino di pendolari resti dipendente dall’auto. Più chilometri annui su strade extraurbane significano maggiore esposizione al rischio a parità di comportamento di guida: è questa combinazione a spiegare perché la Ciociaria non segua semplicemente la curva romana.

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