Una banale discussione nata per motivi futili rischia di trasformarsi in tragedia, ma il tempestivo intervento dei militari evita il peggio. I Carabinieri della Stazione di Trevi nel Lazio hanno denunciato in stato di libertà due uomini del posto ritenuti responsabili di una violenta discussione, culminata in gravi minacce e nell’uso di armi bianche.
Quella che doveva essere una semplice lite verbale è degenerata in pochi minuti in un’aggressione fisica violenta. La situazione è precipitata quando uno dei due contendenti ha estratto una roncola di 40 centimetri e un coltello a serramanico lungo 20 centimetri, brandendoli contro l’avversario. L’immediato arrivo sul posto dei carabinieri ha impedito che lo scontro avesse conseguenze più gravi: i due uomini sono stati allontanati l’uno dall’altro, riportando la calma.
Al termine degli accertamenti per i due uomini è scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria. Dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di minacce, lesioni personali e porto abusivo di armi. Oltre al sequestro penale della roncola e del coltello utilizzati durante il diverbio, i carabinieri, in via preventiva, hanno infatti ritirato tutti i fucili da caccia che i due soggetti detenevano regolarmente nelle proprie abitazioni, a causa della perdita dei requisiti di affidabilità necessari per il possesso di armi.
È obbligo rilevare che gli indagati, destinatari della misura cautelare, sono, allo stato, solamente indiziati di delitto e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.


