Bagarre in Comune dopo l’ultimo Consiglio comunale. In seguito alla revoca delle deleghe ai Servizi Sociali al consigliere Umberto Santoro e al Decoro Urbano alla consigliera Martina Gatta si è innescato un acceso botta e risposta tra maggioranza e opposizione che sta calamitando l’attenzione di molti.
In seguito al Consiglio il Sindaco Cianfrocca è subito intervenuto: «In questi anni non ho mai pensato di togliere una delega a nessuno, neppure quando si sono verificati episodi che, oggettivamente, avrebbero potuto giustificare una scelta del genere. Chi ha scelto di amministrare una Città deve avere la consapevolezza del ruolo che ricopre e della responsabilità che si è assunto davanti ai cittadini. Ricattare nella sala della Massima Assise cittadina è la cosa meno vantaggiosa per chi pensa di poter utilizzare simili metodi. Non si amministra con i ricatti, ma con il senso del dovere e con il rispetto delle istituzioni. Esistono sedi ben più adeguate per affrontare confronti, divergenze o difficoltà: le riunioni di maggioranza per esempio. È lì che si discutono le questioni politiche, non nell’aula del Consiglio comunale».
Non si è fatta attendere la replica da parte dell’opposizione. Ha tuonato Di Fabio: «È semplicemente paradossale che i due consiglieri di Patto civico siano stati “defenestrati” dal Sindaco e dalla sua maggioranza, con l’accusa di essere dei “ricattatori politici”, quando l’Amministrazione Cianfrocca è nata ed è rimasta, sin dal primo giorno, immersa nel “brodo di coltura” del ricatto permanente: ora usato da una parte contro l’altra, ora viceversa. Sono anni che si “ricattano” a vicenda per uno “strapuntino” in più ed oggi si strappano le vesti come i farisei! Curioso, poi, che a scagliare la prima pietra sia stato proprio quel Giuseppe Pizzuti che aveva “promesso” allo stesso Dario Ceci di abbandonare la maggioranza quasi per gli stessi motivi per cui, poi, lo hanno fatto Santoro e Gatta! Quantomeno, i due consiglieri di Patto Civico hanno dimostrato di saper essere “conseguenti” rispetto alla richiesta di un patto di fine consiliatura che avevano illustrato in conferenza stampa qualche giorno prima: a differenza di coloro che, sempre dai banchi della maggioranza, avevano stilato, già anni fa, contro l’Amministrazione Cianfrocca, una lista di 39 punti di dura critica, anch’essa mai presa in considerazione dal resto della maggioranza stessa, eppure dimenticata dagli stessi sottoscrittori nella più totale incoerenza e pavidità politica. Ma si sa, i numeri hanno pure il loro peso… Ora è stato “ripescato” il consigliere Borrelli, dopo che, pure lui, si era “smarrito” subito dopo le elezioni, per mancanza di riconoscimenti politici, rimanendo per anni un “apolide”, prima di “tornare a casa” dal “papà” (il Sindaco Cianfrocca), dimenticando allegramente l’elenco dei 39 punti… E così il destino dei due consiglieri di Patto civico era segnato». Continua Di Fabio su Roberto Addesse: «Anche il Vicesindaco Addesse non si parla con il Sindaco e sta pensando alla propria futura campagna elettorale, già da tempo e molto prima che Cianfrocca annunciasse di non volersi ricandidare (in tanti, sostengono che la determinazione del primo sia tra le cause della scelta del secondo). Eppure né Addesse ha il coraggio di abbandonare la carica (come coerenza vorrebbe…), evidentemente per continuare a “sfruttare politicamente” le opere del PNRR e dell’Amministrazione Cianfrocca da cui vorrebbe però distaccarsi (!), né il Sindaco ha il coraggio di togliergli le deleghe come ha saputo fare con Santoro e Gatta! Separati in casa, senza alcuna “dignità politica”».
Ad intervenire è stato anche Matteo Recchia del PD: «La richiesta di rinvio della seduta da parte del gruppo “Patto Civico”, motivata dal consigliere Santoro con una clamorosa mancata convocazione alla conferenza dei capigruppo, ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di tensioni accumulate e totale assenza di comunicazione. Da quel momento in poi, l’aula si è trasformata nel palcoscenico di una resa dei conti personale che una città di 28.000 abitanti non merita minimamente. Siamo rimasti sbigottiti di fronte alle parole del Sindaco, che con un atteggiamento specchio di una evidente debolezza politica, ha lanciato un vero e proprio ultimatum: il ritiro immediato delle deleghe a Santoro e Gatta in caso di abbandono dell’aula. Un modus operandi che sa di ricatto politico. A rendere lo scenario ancora più curioso è stato l’intervento del consigliere Pizzuti. Chiedere al Sindaco di procedere alla revoca delle deleghe, candidamente ammettendo che in questi anni, nel suo ruolo di delegato al Bilancio, non ha mai condiviso una riunione con il consigliere Santoro, solleva un interrogativo spontaneo e inquietante: se questa assenza era così grave e prolungata, perché si è taciuto fino ad oggi? Perché si è preferito tutelare l’equilibrio della coalizione a scapito dell’efficienza amministrativa, per poi usare questa carta solo come arma di distruzione di massa durante una crisi d’aula?».
A chiudere una querelle infinita le parole delle ultime ore ancora una volta del Sindaco Cianfrocca: «Di solito l’opposizione riusciva a parlare all’unisono. Da qualche settimana invece ognuno va per conto suo. I comunicati sono meno congiunti, qualcuno non li pubblica nemmeno. Evidentemente quando c’è da impartire lezioni di morale anche il coro… stona. Fa sorridere leggere parole come ricatto, poltrone, pavidità e incoerenza da chi questi termini li conosce bene. Del resto sono i protagonisti delle passate amministrazioni e parte di quei partiti che all’esterno fanno finta di essere compatti mentre all’interno si consumano divisioni, accordi di convenienza. Non dicono nulla i nomi di Santoro, Ritarossi e Gizzi, tutti assessori defenestrati nelle giunte precedenti per non essere “allineati”? La memoria dei cittadini è molto più lunga di quanto si immagina. Certo, nemmeno la mia amministrazione si è fatta mancare nulla, ma una differenza sostanziale c’è: i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di tutti e gli stessi cittadini sono i primi a ricordarli a tutti loro».


