Non si placano le fibrillazioni politiche all’interno del Comune di Frosinone. A seguito dei recenti e accesi confronti legati alla calendarizzazione del voto per il nuovo Presidente del Consiglio comunale — rimasto vacante dalle dimissioni di Massimiliano Tagliaferri dello scorso 30 maggio — si registra oggi un nuovo sviluppo istituzionale che complica ulteriormente il quadro gestionale dell’ente.
Il consigliere comunale Pasquale Cirillo pochi minuti ha infatti inoltrato tramite Pec le proprie dimissioni formali e irrevocabili dall’incarico di Segretario dell’Ufficio di Presidenza, conservando regolarmente lo scranno nel consiglio cittadino. La comunicazione è stata indirizzata formalmente al Vicepresidente Vicario facente funzioni, dott. Marco Ferrara, e inviata per conoscenza al Segretario Comunale, avv. Mauro Andreone. Nella missiva, Cirillo specifica la cessazione immediata da ogni funzione e attività riconducibile al predetto incarico, con la conseguente decadenza da ogni responsabilità inerente allo stesso, invitando l’Amministrazione ad adottare con massima sollecitudine i provvedimenti di competenza consequenziali.
I retroscena dello scontro in aula
La mossa giunge in un momento di forte polarizzazione interna. Le ultime riunioni degli organismi consiliari avevano già evidenziato un clima di profonda spaccatura, preannunciando una vera e propria contrapposizione frontale tra le diverse anime della maggioranza e delle opposizioni. Al centro della contesa vi è stata la decisione, fortemente discussa durante l’ultima riunione, di collocare la discussione e il voto sulla nuova elezione presidenziale in coda ai lavori dell’ordine del giorno. Una scelta tecnica e di metodo che non ha incontrato il favore dei consiglieri di minoranza e della fronda dei cosiddetti ‘dissidenti’, determinando una situazione di stallo e il mancato raggiungimento di un accordo condiviso.
Con grande probabilità sarà stata, dunque, l’insoddisfazione per l’esito dei lavori e per la piega presa dalle trattative interne a spingere l’esponente di Forza Italia a formalizzare la rottura. L’atto compiuto da Cirillo si inserisce in questo contesto di accesa dialettica, confermando l’indisponibilità a proseguire i lavori nell’organismo di presidenza alle condizioni emerse nell’ultima seduta.
Ufficializzata la convocazione del Consiglio: l’elezione slitta al punto 13
La conferma dello scenario di scontro sui tempi d’aula trova riscontro nell’atto ufficiale di convocazione del Consiglio Comunale, formalizzato proprio in data odierna a seguito del verbale dell’Ufficio di Presidenza e della riunione dei capigruppo consiliari svoltasi il 26 giugno scorso. L’assise civica è stata convocata presso la sede di Via del Plebiscito in prima convocazione per il prossimo 2 luglio alle ore 16.00 e in seconda convocazione per il giorno successivo, 3 luglio, alle ore 18.00.
L’ordine del giorno ufficiale riflette fedelmente i motivi della discordia: l’attesissima “Elezione del Presidente del Consiglio” è stata inserita soltanto al punto 13, preceduta da una lunga serie di scadenze finanziarie e amministrative delicate, tra cui spiccano numerose ratifiche di variazioni di bilancio, aggiornamenti ai programmi triennali dei lavori pubblici, l’approvazione del regolamento sui Dehors e ben 7 riconoscimenti di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze (tra cui i contenziosi con Delta Lavori S.p.a. e Telecom Italia S.p.a.).
Le conseguenze amministrative e il raddoppio delle nomine
Dal punto di vista prettamente procedurale, la decisione di Cirillo di rinunciare al ruolo di segretario apre una nuova e immediata criticità d’organico per la macchina comunale, che si trova ora a dover gestire contemporaneamente due distinti nodi istituzionali:
– L’elezione del Presidente del Consiglio (Punto 13 dell’O.d.G.): un passaggio che richiederà una complessa ricerca di convergenza numerica ed equilibri politici stabili in aula per raggiungere il quorum necessario.
– La surroga nell’Ufficio di Presidenza: da oggi l’organismo direttivo del Consiglio risulta formalmente incompleto. L’Amministrazione dovrà infatti provvedere, parallelamente o in via successiva ai lavori già calendarizzati per il 2 luglio, alla nomina di un nuovo membro che vada a ricoprire il ruolo vacante di Segretario lasciato da Cirillo, così da ripristinare la piena composizione e funzionalità dell’ufficio. Sempre che, non si debba provvedere alla rielezione dell’intero organo: questo dipende da ciò che dicono in merito Tuel e regolamento di Frosinone.
La palla passa ora al dibattito d’aula della prossima settimana, che si preannuncia decisivo per sbrogliare una matassa politica e istituzionale sempre più intricata.


