Questa mattina, alle ore 09:35 per l’esattezza, è stata formalmente protocollata al Comune di Frosinone una richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale. L’iniziativa, partita tramite Pec, porta la firma di ben dieci consiglieri comunali, delineando un nuovo scenario politico che unisce i cosiddetti ‘dissidenti’ dell’ex maggioranza a una parte dell’opposizione.
Al centro della mossa trasversale vi è la pressante necessità, a quanto si legge nell’atto, di procedere alla tempestiva elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale, carica rimasta vacante a seguito delle dimissioni rassegnate dal presidente uscente, Massimiliano Tagliaferri, e dopo la sostituzione del vicepresidente vicario Marco Ferrara.
L’istanza è stata inoltrata formalmente proprio al Vicepresidente Marco Ferrara e, per conoscenza, al Sindaco Riccardo Mastrangeli e al Segretario Generale Mauro Andreone. La base giuridica su cui poggia l’atto è l’articolo 39, comma 2, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), il quale vincola l’Amministrazione alla convocazione dell’assise qualora ne faccia richiesta un determinato quorum di consiglieri.
Nel testo del documento viene rimarcato con forza il ruolo istituzionale e super partes della figura del Presidente del Consiglio che, ai sensi dell’articolo 40, comma 1, dello Statuto comunale, “rappresenta l’intero Consiglio Comunale, anche verso l’esterno; tutela la dignità e i diritti, sia del Consiglio che dei singoli consiglieri”. Per tale ragione, secondo i firmatari, la situazione di stallo non è ulteriormente tollerabile e richiede un intervento immediato per ristabilire la piena operatività democratica dell’ente.
L’atto reca le firme autografe di 10 esponenti politici del capoluogo ciociaro: Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella, Giovanni Bortone, Pasquale Cirillo, Maurizio Scaccia, Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi.
L’aspetto politico più rilevante è proprio la composizione dei firmatari: una saldatura numerica e politica tra la fronda interna che da tempo logora la giunta Mastrangeli e una parte dello storico blocco dell’opposizione.
La richiesta si conclude con un formale avvertimento: viene esplicitamente ricordato che il Consiglio comunale dovrà tenersi entro il termine massimo e perentorio di venti giorni dalla presentazione dell’istanza. In caso di mancata convocazione o ulteriori rinvii, scatterà la formale richiesta di intervento sostitutivo da parte del Prefetto di Frosinone.


