Si è svolto sabato 6 giugno, nella splendida sala consiliare del Comune di Monte San Giovanni Campano, il convegno scientifico “La Regola di San Benedetto da Norcia: tra storia e attualità”, promosso dall’Associazione Via Benedicti APS-ETS in collaborazione con l’amministrazione comunale.
L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, riunendo studiosi, rappresentanti istituzionali e religiosi, associazioni culturali e cittadini in un confronto sull’eredità spirituale e culturale di San Benedetto.
Il valore della tradizione benedettina
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Emiliano Cinelli, che ha sottolineato il legame profondo del territorio con la tradizione benedettina e il valore di iniziative capaci di unire ricerca storica e partecipazione civica.
Nel corso dell’introduzione, è stato ricordato come la figura di San Benedetto abbia contribuito alla costruzione dell’identità culturale europea attraverso i monasteri, luoghi di conservazione del sapere e di trasmissione della conoscenza.
Le relazioni scientifiche
Particolarmente apprezzato l’intervento del professor Giovanni Minnucci, che ha analizzato il capitolo 64 della Regola benedettina, evidenziandone possibili connessioni con la legislazione giustinianea. Secondo lo studioso, la Regola rappresenta non solo un testo spirituale, ma anche una testimonianza della cultura giuridica del tempo.
La Regola oggi: ascolto e comunità
La seconda sessione del convegno ha approfondito l’attualità del pensiero benedettino nell’epoca digitale.
Dom Luca Fallica, abate di Montecassino, ha evidenziato il valore dell’ascolto come elemento centrale per contrastare la frammentazione contemporanea, mentre Dom Loreto Camilli, abate di Casamari, ha richiamato il ruolo dei monasteri come modelli di vita comunitaria basati su responsabilità e condivisione.
Etica, tecnologia e futuro
Nel dibattito è emersa anche una riflessione sull’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. Don Stefano Di Mario ha sottolineato la necessità di una formazione integrale della persona, in cui tecnologia e pensiero critico possano coesistere senza sostituirsi.
Suggestiva la metafora dello “scriptorium diffuso”, proposta come chiave di lettura contemporanea del rapporto tra sapere e innovazione.
Un dialogo tra storia e contemporaneità
Il confronto finale con il pubblico ha confermato il forte interesse suscitato dal tema, evidenziando la capacità della tradizione benedettina di offrire ancora oggi strumenti di interpretazione del presente.
L’iniziativa si inserisce nel percorso promosso dall’Associazione Via Benedicti per il riconoscimento della Via Benedicti come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, valorizzando una rete di luoghi e comunità legate alla figura del santo.
Le conclusioni
In chiusura, il presidente dell’associazione Francesco Rabotti ha ringraziato relatori e partecipanti, sottolineando come il messaggio di San Benedetto continui a rappresentare un patrimonio vivo, capace di unire memoria, cultura e innovazione in una prospettiva europea condivisa.


