Dalla guida dei Giovani Imprenditori Edili di ANCE Frosinone alla presidenza regionale di ANCE Giovani Lazio, il percorso di Stefano Stellino rappresenta una crescita costruita sul campo, attraverso il confronto quotidiano con le imprese e il territorio. Un’esperienza che oggi si traduce in una visione più ampia, capace di interpretare le trasformazioni del settore delle costruzioni.
Presidente Stellino, cosa ha rappresentato per lei il passaggio al livello regionale?
«È stato un percorso naturale. L’esperienza maturata a Frosinone è stata fondamentale per comprendere da vicino le esigenze delle imprese e il valore del lavoro di squadra. A livello regionale cambia la prospettiva, ma resta centrale il dialogo tra territori e la condivisione di esperienze».
Il settore delle costruzioni è oggi al centro di una trasformazione significativa. Quanto è importante oggi il tema dell’efficientamento energetico?
«È un tema imprescindibile. L’edilizia è chiamata a rispondere a nuove esigenze, sia normative sia di mercato. Investire in qualità, innovazione ed energia significa essere competitivi e contribuire concretamente al miglioramento del patrimonio edilizio».

Il Conto Termico 3.0 è uno degli strumenti più attesi dal settore. Quali opportunità offre?
«Si tratta di una misura molto importante perché incentiva interventi concreti di efficientamento energetico. Parliamo di riqualificazione degli edifici e ammodernamento degli impianti, con benefici diretti per imprese e cittadini. Può favorire nuovi investimenti e sostenere il settore in questa fase di transizione».
Il comparto si avvia verso una fase nuova dopo la spinta del PNRR. Nel post-PNRR, quale modello deve adottare il settore delle costruzioni per garantire continuità agli investimenti?
«Dopo la fase straordinaria del PNRR, è fondamentale costruire un modello stabile e duraturo. Serve una visione di lungo periodo che consenta alle imprese di programmare e crescere. Allo stesso tempo sappiamo che, terminata la stagione del PNRR, le risorse diminuiranno e per questo sarà necessario gestire in maniera ancora più efficiente i fondi disponibili, individuando strumenti capaci di garantire continuità agli investimenti».
Quanto è importante oggi avere una pubblica amministrazione più efficiente?
«È fondamentale. Le imprese hanno bisogno di tempi certi e procedure più snelle. È corretto che anche la pubblica amministrazione faccia la propria parte nella gestione delle pratiche e degli iter autorizzativi. Semplificare i processi significa aiutare concretamente le aziende a lavorare meglio e accelerare la realizzazione delle opere».
Oggi i Comuni riescono a rispondere in maniera efficace alle esigenze del territorio?
«Molti enti locali si trovano a lavorare in condizioni difficili, con organici ridotti e personale insufficiente rispetto al numero di pratiche da gestire. Questo comporta inevitabilmente rallentamenti negli iter amministrativi e maggiori difficoltà sia per i cittadini che per le imprese».
Quanto pesa la carenza di personale negli uffici tecnici e amministrativi?
«Pesa molto. In diversi casi le stesse figure professionali sono impegnate contemporaneamente su più Comuni e questo genera inevitabili inefficienze. È necessario investire maggiormente sulle risorse umane, rafforzando gli uffici e garantendo personale qualificato, perché una pubblica amministrazione più strutturata significa servizi più efficienti, tempi più rapidi e maggiore capacità di programmare e realizzare opere sul territorio».
Il project financing può rappresentare una risposta concreta in questa fase?
«Assolutamente sì. Il project financing è uno strumento strategico perché permette di attivare sinergie tra pubblico e privato e di realizzare opere fondamentali per i territori. Tuttavia, per renderlo davvero efficace, è necessario semplificare le procedure e rendere più rapidi i processi verso la pubblica amministrazione. Solo così il project financing potrà diventare uno dei pilastri del nuovo modello di sviluppo del settore».
Il tema dell’energia continuerà a essere centrale anche nei prossimi anni?
«Senza dubbio. L’energia è uno degli elementi chiave del futuro dell’edilizia. Efficientamento, innovazione tecnologica e sostenibilità devono essere alla base di ogni intervento. È una direzione ormai tracciata, che il settore deve continuare a seguire con determinazione».
Uno sguardo al futuro passa anche dalle nuove generazioni. Quanto è importante investire sui giovani e iniziative come Macroscuola?
«È fondamentale. Macroscuola rappresenta un’iniziativa di grande valore perché avvicina i giovani al mondo dell’edilizia e li rende protagonisti. Significa investire in competenze, creatività e consapevolezza, elementi essenziali per il futuro del settore e per la rigenerazione delle nostre città».
Infine, il ruolo dell’associazionismo. Quanto è importante oggi far parte di ANCE?
«È fondamentale. ANCE è un punto di riferimento per le imprese, un luogo di confronto e crescita. Fare rete significa essere più forti e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del settore».


