Stava lavorando come da anni faceva ogni giorno, con passione e dedizione, nel suo bar situato in piazza Gioacchino Conti, nel cuore del rione “Ponte” di Arpino. All’improvviso il destino infame e crudele le ha voltato le spalle strappandola all’amore dei suoi cari in pochissimo tempo, un battito di ciglia, anche meno.
Angela Quattrociocchi, originaria di Santa Francesca di Veroli ma da tempo titolare di un avviato e frequentato bar ad Arpino, è stata colta da un malore – l’ennesimo di una strage silenziosa che continua a mietere vittime – tanto improvviso quanto fulminante.
E’ accaduto nelle prime ore di stamattina (giovedì 11 settembre): la donna, di circa 50 anni, una volta scattato l’allarme, è stata rapidamente soccorsa dai sanitari del 118 che, vista la gravità della situazione, ne hanno subito disposto il trasferimento in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Trinità” di Sora.
Purtroppo, anche i medici del nosocomio sorano hanno constatato che il quadro clinico della donna era molto grave e, nonostante il loro gran prodigarsi con tutte le manovre salvavita possibili, alla fine si sono dovuti arrendere dovendo constatare il decesso di Angela.
La notizia della morte della donna si è subito diffusa sia ad Arpino, dove era molto conosciuta e amata, sia nel comprensorio della città di Cicerone, per raggiungere Veroli e in particolare la contrada di Santa Francesca, di cui la 50enne era originaria.
Le due comunità sono cadute immediatamente in uno stato di shock per l’accaduto e tutti si sono stretti in un grande abbraccio corale alla famiglia di Angela – donna, madre, moglie e lavoratrice impeccabile – in particolare al marito Gilberto e al figlio Cesare, nei cui cuori si è aperto un vuoto incolmabile.
Ora si aspetta che vengano stabilite le esequie funebri per tributare l’ultimo saluto ad Angela Quattrociocchi. Anche la redazione di TuNews si unisce all’abbraccio di Arpino e di Veroli alla famiglia della donna.


