Un vero e proprio ultimatum politico al suo partito, quello lanciato ieri da Angelo Pizzutelli con le dimissioni da capogruppo del Pd al Comune di Frosinone, carica che ora rimane vacante poiché ad oggi nessun altro (in aperta contestazione) è disposto ad attribuirsela. Il re delle preferenze (sempre primo o secondo degli eletti, con un bacino costante di circa 800 voti) sbattendo la porta fa un gran rumore. E lo fa perché tutti gli ‘alert’ inviati fino ad oggi al partito sono rimasti inascoltati.
“Ho voluto lanciare un messaggio che possa far riflettere le varie componenti del Pd – spiega a TuNews24 Pizzutelli – Il capoluogo ha bisogno di attenzione e forze particolari. E del sostegno e supporto del partito a livello regionale, non certo coinvolto in diatribe di correnti. Occorre dare strumenti importanti ai consiglieri per poter costruire l’alternativa dall’attuale maggioranza comunale. Se non ora che è in difficoltà, quando? Se non riusciamo a cogliere questi momenti, credo che tra due anni e mezzo potremmo anche andarcene in vacanza, lasciando ad altri le impellenze elettorali”.
Non usa mezzi termini Pizzutelli, la cui linea è condivisa con i suoi compagni di partito all’interno del Consiglio Comunale di Frosinone: Norberto Venturi e Fabrizio Cristofari. Essendo tutti sulla stessa lunghezza d’onda, dunque, il Pd rischia clamorosamente di scomparire tra i banchi del Consiglio comunale del capoluogo. Una tale prospettiva, qualora venisse a crearsi, sarebbe un terremoto a livello regionale, se non a livello nazionale, per un partito importante che perderebbe di fatto un capoluogo di provincia in un modo assurdo.
E non parliamo di una visione troppo lontana: Pizzutelli sembra ormai convinto e disposto ad attendere veramente pochissimo, forse una manciata di settimane. Qualora non ci fosse un cambio di rotta deciso, sarebbe pronto a ‘togliersi la casacca’. Seguito sicuramente da Venturi. E, con probabilità, anche da Cristofari.
I tre, infatti, già poco più di un mese fa, dunque gli ultimi giorni dello scorso anno, avevano sottoscritto una lettera, messa a punto da Venturi, di rimostranze forti, inviata anche ai candidati alla segreteria provinciale, Luca Fantini e Achille Migliorelli. Una missiva, fino ad oggi rimasta privata, nella quale i tre consiglieri del Pd, sperando in un cambio di rotta, spiegavano senza mezzi termini tutto ciò che non va. Una sorta di ‘j’accuse’ politico nei confronti dei vertici democrat. Ne pubblichiamo di seguito alcuni stralci.
“…esiste anche una nostra responsabilità politica sullo stato di decadenza della città di Frosinone e della provincia. Sotto questo punto di vista, per dirla con Bersani, ci sono due elefanti nel corridoio della casa del Pd. La sanità e la città di Frosinone. La prima che è tema nazionale e regionale trova nella nostra provincia due primati assoluti in negativo evidenziati dal Report di questi giorni: il numero di medici specializzati (104° posto) e ancor più il primato di morti evitabili (101°) che sono la sintesi inesorabile di una decadenza complessiva iniziata da molto tempo e che non trova miglioramento nella gestione attuale. Fanno parte di una narrazione ormai stantia di trenta anni le promesse del DEA di II livello che non verrà mai realizzato, ma soprattutto non serve all’Ospedale di Frosinone. Quello che poteva servire invece era un Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia che avrebbe contribuito a trattenere nelle nostre strutture sanitarie studenti e specializzandi (…)
Il secondo tema riguarda la città di Frosinone nella sua dimensione politica di capoluogo di provincia. Per troppo tempo questo tema non ha fatto parte delle priorità del gruppo dirigente del PD provinciale e regionale, dimenticando che l’elaborazione di un progetto di città che a Frosinone manca, ha bisogno sicuramente di un maggiore impegno dei rappresentanti del Pd al comune e nel partito, ma per migliorare il disordine di anni è necessaria la presenza forte ed il supporto di tutta la nostra comunità politica provinciale e regionale e nazionale. Al Comune di Frosinone è scomparsa la politica. Anche se il gruppo consiliare su alcuni temi di interesse generali ha privilegiato l’interesse della città non collocandoli in una logica strettamente di parte, tuttavia gli obiettivi elettorali promessi da questa amministrazione per la città sono inadeguati. Esiste una maggioranza fortemente convinta che si sta procedendo nella strada giusta del risanamento della città, e che gode del recente consenso di frammenti di opposizione: le voci critiche all’Amministrazione sono espresse dal Pd, da parte di altri consiglieri ma soprattutto largamente presenti nella città.
Il PD non può non porsi il problema che a Frosinone ha rimediato tre sconfitte consecutive una più bruciante dell’altra, che la rappresentanza politica della città è poco più che insignificante ormai da molti anni e questo ha trasformato le sconfitte elettorali di un capoluogo di provincia in un tema non solo di carattere regionale, ma anche di carattere nazionale. Il gruppo dirigente che sarà espresso da questo congresso non può essere asetticamente il punto di caduta di semplici e noiose operazioni correntizie, ma deve essere il frutto credibile di una unità del partito proiettato ad di affrontare i temi emergenti della provincia di Frosinone”.


