La polveriera Frosinone: un Sindaco in bilico nel fuoco incrociato dei partiti
Per comprendere la gravità del momento politico nel capoluogo ciociaro, occorre fare un passo indietro. Il Comune di Frosinone sta vivendo una delle fasi più critiche e contorte della sua storia recente. Il sindaco Riccardo Mastrangeli si trova da mesi sul filo del rasoio, stretto in una morsa dettata non tanto dalle opposizioni consiliari, quanto dalle frizioni interne e dalle direttive imposte dai vertici provinciali, regionali e nazionali della sua stessa coalizione di Centrodestra.
Al centro della contesa c’è una sorta di ‘caccia alle streghe’ ideologica che mira all’epurazione di consiglieri e componenti civiche ree di vicinanza al movimento del generale Roberto Vannacci. Un paradosso politico che sta paralizzando l’azione amministrativa e mettendo a serio rischio la tenuta della consiliatura, con la minaccia concreta di regalare un’inaspettata crisi al governo cittadino.
Lo strappo di Fiuggi: il dibattito tra i leader del centrodestra
Un punto di svolta decisivo in questa complessa partita si è consumato questa mattina a Fiuggi, nell’ambito della festa regionale di Noi Moderati, ancora in corso. Sul palco si è tenuto un atteso dibattito sull’unità del Centrodestra che ha visto tra i protagonisti il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone e l’onorevole Nicola Ottaviani, segretario provinciale della Lega ed ex sindaco del Capoluogo.
Se la prima parte del dibattito si è mossa sui binari convenzionali dell’auspicio di compattezza della coalizione, è verso la fine dell’incontro che la tensione si è scaldata, quando il discorso è immancabilmente caduto sulla gestione dei territori e sulle frizioni del capoluogo.
L’affondo di Ottaviani: «A Latina due pesi e due misure»
Prendendo la parola con tono fermo e battagliero, l’onorevole Ottaviani ha sferrato un affondo diretto ai colleghi di coalizione, mettendo a nudo quelle che ha definito palesi ‘incoerenze di metodo e di giudizio’.
«Le regole non possono essere applicate a intermittenza», ha tuonato Ottaviani dal palco, portando all’attenzione della platea un confronto emblematico con quanto accaduto nel vicino Capoluogo pontino:
Il caso Latina – A Latina si è tentato nei mesi scorsi di fondare ufficialmente un gruppo consiliare recante proprio il nome di Vannacci — operazione poi fallita soltanto per meri intoppi burocratici e tecnici. Di fatto, però, quel gruppo ha rappresentato il diciassettesimo voto fondamentale per consentire alla sindaca Celentano di approvare deliberazioni cruciali, come quella sul bilancio consolidato. In quel caso, dove il riferimento a Vannacci era esplicito e politico, nessuno dei vertici regionali ha sollevato obiezioni pur di salvare la maggioranza.
Il paradosso Frosinone – A Frosinone, al contrario, si sta mettendo a ferro e fuoco la consiliatura di Mastrangeli per molto, molto meno. Non esiste alcun gruppo intitolato a Vannacci, ma si colpiscono liste civiche storiche, presenti nel tessuto cittadino da oltre vent’anni e da sempre leali al centrodestra, solo perché al loro interno figurano elementi vicini a quel mondo.
Per Ottaviani si tratta di un’evidente politica dei “due pesi e due misure”: una gravissima incoerenza che rischia di compromettere la credibilità dell’intera coalizione agli occhi dei cittadini.
«Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca»: il rischio di affondare Mastrangeli
Continuando nel suo intervento, l’esponente della Lega ha rivolto un monito chiarissimo a Fazzone, Trancassini e alle rispettive segreterie. Nel tentativo ossessivo di perseguire presunti “spettri di Vannacci” all’interno di compagini civiche consolidate, si corre un pericolo ben più grave: «Non vorrei che per cacciare gli spettri si finisca per buttare via il bambino con l’acqua sporca», ha avvertito.
Il “bambino”, nello spaccato politico tracciato da Ottaviani, è lo stesso sindaco Riccardo Mastrangeli e la stabilità amministrativa della città di Frosinone. Sarebbe un errore politico imperdonabile e autolesionista se la stessa coalizione di centrodestra finisse per far cadere un proprio sindaco, eletto dai cittadini, per dispute ideologiche fittizie e tatticismi di partito.
Il verdetto della platea
Il richiamo alla chiarezza, alla parità di trattamento e al senso di responsabilità verso l’elettorato ha trovato immediata presa nel pubblico presente a Fiuggi. Il discorso di Nicola Ottaviani si è concluso tra gli applausi scroscianti della platea, suggellando la posizione della Lega: basta con i diktat a geometria variabile che disorientano la base elettorale.
Il messaggio inviato da Fiuggi agli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia è ormai chiaro ed esplicito: la gestione della crisi di Frosinone non può basarsi sui doppi standard. Se il centrodestra vuole davvero difendere il suo valore unitario nel Lazio, deve smettere di destabilizzare il Comune capoluogo ed eliminare le incoerenze che rischiano di consegnare la città alle fiamme della crisi politica.


