HomeCronacaCastrocielo, non svolge il lavoro di pubblica utilità: scatta la detenzione domiciliare

Castrocielo, non svolge il lavoro di pubblica utilità: scatta la detenzione domiciliare

Un 35enne di origini cinesi dovrà scontare 12 giorni agli arresti domiciliari dopo non essersi presentato alla Caritas e aver ignorato i contatti dell’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna

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Non si sarebbe presentato per iniziare il lavoro di pubblica utilità concordato e avrebbe anche ignorato i diversi tentativi di contatto da parte degli uffici competenti. Per questo motivo, a un uomo di origini cinesi, classe 1991 e domiciliato a Castrocielo, è stata revocata la precedente misura sostitutiva ed è stata disposta la detenzione domiciliare per 12 giorni.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Aquino, in attuazione di una decisione dell’Ufficio di Sorveglianza di Campobasso.

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Il provvedimento dell’Autorità giudiziaria

Secondo quanto ricostruito, l’uomo non avrebbe dato esecuzione alla sanzione sostitutiva senza fornire una valida giustificazione.

In particolare, non si sarebbe presentato presso la Caritas Diocesana locale, dove avrebbe dovuto svolgere l’attività di pubblica utilità. Nel frattempo, avrebbe anche ignorato i ripetuti tentativi di contatto telefonico effettuati dall’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Frosinone.

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Alla luce della mancata esecuzione della misura, l’Ufficio di Sorveglianza ha disposto la conversione in 12 giorni di detenzione domiciliare sostitutiva.

Dalla pena pecuniaria al lavoro di pubblica utilità

La vicenda trae origine da un decreto penale di condanna emesso dal Gip del Tribunale di Isernia, divenuto esecutivo il 28 novembre 2024.

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Il provvedimento prevedeva inizialmente una pena pecuniaria di 3.000 euro, successivamente convertita in 24 ore di lavoro di pubblica utilità, corrispondenti a 12 giorni.

La mancata esecuzione dell’attività prevista ha quindi portato alla revoca della sanzione sostitutiva e alla nuova misura.

Le prescrizioni durante i 12 giorni

Durante il periodo di detenzione domiciliare, l’uomo dovrà rispettare le prescrizioni stabilite dall’Autorità giudiziaria.

Tra queste, l’obbligo di permanenza presso il domicilio, con possibilità di uscita esclusivamente nelle fasce orarie autorizzate e limitatamente al territorio comunale.

È stato inoltre disposto il divieto di frequentare persone pregiudicate e il ritiro dei documenti validi per l’espatrio.

I Carabinieri competenti per territorio avranno il compito di verificare il rispetto delle prescrizioni e la corretta esecuzione della misura.

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Redazione
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