Una semplice e-mail avrebbe potuto far finire lo stipendio di un lavoratore sul conto corrente sbagliato. È quanto scoperto dalla Polizia di Stato del Commissariato di Sora, che ha sventato un tentativo di truffa informatica e denunciato un cittadino straniero di 45 anni.
L’indagine è partita nei giorni scorsi dopo la denuncia presentata negli uffici del Commissariato. A far scattare l’allarme è stato il titolare di un’azienda locale, insospettito da una comunicazione ricevuta via e-mail.
La mail per cambiare l’IBAN
Nella comunicazione, apparentemente inviata proprio dal dipendente, veniva chiesto di modificare le coordinate bancarie utilizzate per l’accredito della successiva busta paga.
Al posto del conto abitualmente utilizzato era stato indicato un nuovo codice IBAN, collegato a un altro conto corrente.
Una richiesta che avrebbe potuto passare inosservata, ma il titolare dell’azienda ha deciso di verificare direttamente con il lavoratore.
Il dipendente non sapeva nulla
Quando è stato contattato, il dipendente ha immediatamente disconosciuto la richiesta, spiegando di non aver mai inviato quella e-mail e di non aver chiesto alcuna modifica delle proprie coordinate bancarie.
A quel punto è apparso chiaro che qualcuno avrebbe cercato di sostituirsi al lavoratore per indirizzare la sua retribuzione verso un conto nella disponibilità dei truffatori.
Sono così scattati gli accertamenti della Polizia di Stato.
Gli accertamenti portano a un 45enne
Gli investigatori hanno svolto verifiche sia sul piano bancario sia su quello informatico, riuscendo a ricostruire la titolarità del conto corrente indicato nella comunicazione fraudolenta.
Il conto è risultato intestato a un cittadino straniero di 45 anni.
Alla luce degli elementi raccolti dagli investigatori, nella giornata di ieri l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per tentata truffa e sostituzione di persona.
L’attività del Commissariato di Sora ha così permesso di interrompere il tentativo prima che lo stipendio del lavoratore venisse effettivamente dirottato sul conto indicato nella falsa comunicazione.


