Un gomitolo di lana passa di mano in mano a Villa Gasbarra, sede del Centro Diurno per persone con disabilità “Luca Malancona” di Ferentino. Chi lo riceve trattiene un tratto del filo e poi lo affida alla persona successiva. In pochi minuti, tra le persone riunite, si forma una trama.
La scena racconta uno dei momenti di “Semi di Diritti”, il progetto realizzato dalla Cooperativa sociale Orizzonte Altri Colori e dal Consorzio Parsifal nei Centri Diurni di Alatri e Ferentino. Un percorso costruito dalle équipe dei due servizi attraverso attività educative, collaborazioni con il territorio e occasioni di incontro.
L’attività del gomitolo nasce da una proposta della coordinatrice Simona Straccamore e viene condotta da Roberto dell’Associazione Il Gallo Larino di Monte San Giovanni Campano. Il gomitolo è realizzato con la lana della pecora “Quadricorna” – una rara razza ovina autoctona italiana caratterizzata dalla presenza di quattro corna – e viene lasciato svolgere da una persona all’altra, mentre Roberto ne trattiene un capo. «Lo facciamo svolgere – spiega – come se tutti noi fossimo uniti da questa cosa».
Il filo che si tende tra le mani diventa così l’immagine concreta di un legame nato nel corso dei mesi tra persone provenienti da due città e da due servizi differenti: un legame costruito lavorando la terra, coltivando ortaggi e piante officinali, avvicinandosi alle api, prendendosi cura degli animali e condividendo esperienze con il territorio.
Imparare dalla terra e dagli animali
Per descrivere il progetto c’è chi parla di «giornate fantastiche» e di «emozioni indescrivibili». Ma sono soprattutto i ricordi concreti a restituirne il valore: il montone Narciso, le galline, la tuta da apicoltore, le zucchine, le melanzane, i pomodori e la nascita dei pulcini.
Matteo, del Centro Diurno ‘Emanuele Fanella’ di Alatri, ricorda proprio quel momento. Prendere un animale già cresciuto, spiega, non è la stessa cosa che assistere alla schiusa delle uova e accompagnarne la crescita. «Noi li abbiamo fatti nascere», racconta. Per lui è stata «una grande conquista, una grande vittoria».
In poche parole c’è il significato più profondo del percorso: aspettare, osservare e scoprire che la cura può produrre qualcosa di nuovo. Lo stesso è accaduto nell’orto, dove dalle piantine sono nati gli ortaggi, e nelle attività di apicoltura, durante le quali le persone coinvolte hanno conosciuto da vicino il lavoro delle api.
Non sono mancate le paure. Alessandro, del Centro Diurno di Ferentino, racconta l’esperienza con le galline, che inizialmente lo intimorivano. Anche avvicinarsi a un animale, però, può trasformarsi in una conquista: affrontare qualcosa di sconosciuto e accorgersi di poterlo fare.
Dietro questi risultati c’è stato il lavoro quotidiano delle équipe dei due Centri Diurni, che hanno accompagnato ogni persona rispettandone tempi e possibilità e trasformando i laboratori in strumenti di autonomia e crescita personale.

Relazioni, amicizie e incontro con la scuola
Oltre a far nascere pulcini e ortaggi, “Semi di Diritti” ha creato soprattutto relazioni. Le attività condivise tra Alatri e Ferentino hanno permesso alle persone dei due Centri di conoscersi e costruire nuove amicizie. È il caso di Roberta, di Alatri, e Michela, di Ferentino.
Roberta racconta di essersi sentita meno sola grazie a questo incontro. Parla di Michela come di una persona che le vuole bene e che ha cambiato il suo modo di guardare al futuro: «Ho trovato dei veri amici». La loro storia mostra che l’autonomia significa anche poter costruire rapporti, esprimere sentimenti e sentirsi parte di una comunità.
Un altro tassello del progetto è stato il coinvolgimento dell’I.I.S. “Martino Filetico” di Ferentino, che ha preso parte alle attività attraverso un percorso di Service Learning, una metodologia didattica che unisce studio, impegno civico e volontariato. È ancora Roberto a sottolineare il valore di questo incontro: «Abbiamo fatto riflettere le ragazze e i ragazzi delle scuole e portato il nostro punto di vista in posti dove magari altre persone non riescono a farlo».

La collaborazione tra scuola e Centri Diurni ha così fatto incontrare esperienze diverse, riconoscendo alle persone con disabilità un ruolo attivo: non semplici destinatarie di un intervento, ma portatrici di conoscenze, competenze e punti di vista.
È forse qui che il nome “Semi di Diritti” trova il suo significato più autentico. I semi non sono soltanto quelli affidati alla terra. Sono le opportunità di partecipare, imparare, stringere amicizie ed essere riconosciuti per le proprie capacità, i propri interessi e i propri talenti.
Il percorso è stato reso possibile grazie al sostegno dell’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori e all’erogazione liberale di Senior – L’età della saggezza ETS di Confagricoltura Frosinone. Hanno collaborato anche l’Associazione Il Gallo Larino, l’Erboristeria Sarandrea, l’azienda apistica “Le Api di Franco” e l’I.I.S. “Martino Filetico” di Ferentino.

La conclusione del progetto ad Alatri
Il percorso si è concluso il 21 luglio nella Biblioteca comunale “Luigi Ceci” di Alatri, con una conferenza aperta alla comunità e la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, enti partner e famiglie.
L’evento ha ospitato una mostra fotografica dedicata al progetto, laboratori tematici sulle attività svolte e un mercatino dei prodotti erboristici e agroalimentari realizzati dai Centri durante il percorso. Un momento di restituzione pubblica dei risultati raggiunti e delle esperienze condivise. Un modo per mostrare che dietro ogni prodotto, ogni fotografia e ogni laboratorio c’erano persone, relazioni e competenze cresciute nel tempo.
Alla fine, l’immagine che resta è ancora quella del gomitolo. Un filo tenuto da più mani, che unisce senza cancellare l’unicità di ciascuno.
Perché un seme, quando trova il terreno giusto, cresce. E qualche volta, insieme a lui, cresce anche una comunità.
Le voci di “Semi di Diritti”
Nel video proiettato durante l’evento conclusivo, le persone dei Centri Diurni di Alatri e Ferentino raccontano, attraverso parole e immagini, le esperienze, le emozioni e le relazioni nate durante il progetto.


