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Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti riapre la partita per il terzo scalo del Lazio: Frosinone candidata naturale

La pubblicazione del documento ministeriale certifica la necessità di una nuova aerostazione per i voli low cost. L'APARF accelera: "Il capoluogo ciociaro ha già tutte le infrastrutture pronte, investimenti pubblici pari a zero"

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Una svolta strutturale che potrebbe ridisegnare gli equilibri economici e logistici del Centro Italia. Con la pubblicazione sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del nuovo Piano Nazionale Aeroporti (PNA) 2026-2035, redatto da ENAC in collaborazione con la Direzione Generale del MIT, si riapre ufficialmente e prepotentemente la partita per la realizzazione di un terzo scalo aeroportuale nel Lazio. Una decisione che mette in primo piano e rilancia con forza la candidatura di Frosinone come hub di supporto regionale.

Il documento ministeriale evidenzia in modo inequivocabile le attuali criticità del sistema aeroportuale laziale, ad oggi totalmente dipendente dall’hub di Roma Fiumicino e dallo scalo di Ciampino, il quale ha subito nel tempo forti limitazioni ai voli commerciali. Una polarizzazione che riduce la flessibilità del sistema e che spinge i relatori del MIT e di ENAC a indicare come “indispensabile” — e non più solo auspicabile come nel Piano del 2012 — la nascita di una terza aerostazione regionale.

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Il nuovo assetto: Fiumicino, Ciampino e il terzo polo low cost

Il PNA delinea una chiara gerarchia dei flussi aerei regionali per i prossimi anni:

  • Fiumicino viene confermato nella sua vocazione di grande hub per i voli internazionali e intercontinentali, concentrandosi sul lungo raggio e sul segmento business.
  • Per Ciampino si profila una futura valutazione orientata a un diverso utilizzo, con apertura ai voli regionali.
  • Il terzo aeroporto assumerà il ruolo cruciale di scalo di supporto alla rete nazionale, esplicitamente orientato alla gestione e allo sviluppo delle compagnie low cost.

Tuttavia, il Ministero pone una condizione vincolante per la fattibilità di questo scenario: la presenza di un ecosistema infrastrutturale integrato — composto da autostrade, superstrade, ferrovie regionali e Alta Velocità — che permetta una connessione rapida ed efficiente tra i tre poli aeroportuali della regione.

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La spinta di APARF: “Frosinone ha già tutto, pronti senza costi aggiuntivi”

È proprio su questo vincolo infrastrutturale che la provincia ciociara gioca la sua carta più forte. L’APARF (Associazione Per l’Aeroporto di Roma Frosinone e lo Sviluppo del Basso Lazio) ha accolto la notizia con enorme soddisfazione, sottolineando come l’associazione denunci da anni le rigidità del sistema attuale. Secondo l’APARF, Frosinone rappresenta la “candidata naturale” proprio perché risponde istantaneamente ai severi requisiti imposti dal PNA.

Il territorio ciociaro dispone infatti di un sistema di trasporti completo e consolidato, utilizzabile da subito e senza la necessità di ulteriori investimenti pubblici. Al contrario, l’associazione evidenzia che l’opzione di allocare il terzo scalo altrove comporterebbe un pesante esborso economico per le casse pubbliche, con costi infrastrutturali stradali e ferroviari superiori a quelli richiesti per lo stesso aeroporto, dilatando i tempi in modo incompatibile con le urgenze del PNA.

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Le dichiarazioni del Presidente Tiziano Schiappa

Il riconoscimento ministeriale della necessità del terzo polo è stato definito dai vertici dell’associazione come un traguardo storico, ma al contempo come la griglia di partenza per una sfida industriale e politica senza precedenti.

«Abbiamo sempre creduto che il futuro del Lazio non potesse fermarsi all’attuale sistema aeroportuale e che fosse necessario iniziare a programmare il domani — dichiara Tiziano Schiappa, Presidente di APARF — Oggi il Piano Nazionale degli Aeroporti certifica che quella prospettiva è reale. Con le importanti peculiarità infrastrutturali del nostro territorio, Frosinone possiede caratteristiche uniche che la rendono la principale candidata naturale per ospitare il terzo aeroporto del Lazio».

Schiappa ha poi lanciato un appello a tutte le forze istituzionali e politiche del territorio affinché si crei un fronte comune per non disperdere il lavoro svolto finora:

«È il momento di fare squadra e trasformare questa straordinaria opportunità in un progetto di sviluppo concreto per le prossime generazioni, perché l’inserimento di questa prospettiva nel Piano Nazionale degli Aeroporti rappresenta un importante punto di partenza e non un punto di arrivo».

Prospettive per il Basso Lazio

Il dibattito è dunque ufficialmente aperto. Se fino a ieri l’ipotesi di un terzo aeroporto rimaneva confinata a una suggestione ereditata dai vecchi piani, l’attuale saturazione dei cieli romani e le nuove direttive strategiche ministeriali ne sanciscono l’indispensabilità. Per Frosinone e per tutto il Basso Lazio si profila un’opportunità di rilancio industriale, occupazionale e turistico che potrebbe cambiare il volto e il futuro del territorio nei prossimi dieci anni.

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