HomeCronacaChiedono 150 euro per restituire l’iPhone smarrito: arrestati due estorsori ad Anagni

Chiedono 150 euro per restituire l’iPhone smarrito: arrestati due estorsori ad Anagni

Operazione dei Carabinieri nella Città dei Papi. Una donna denuncia il tentativo di “cavallo di ritorno” per riavere il telefono del figlio. Scatta la trappola: in manette un 40enne e una 19enne, recuperato lo smartphone.

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Un tentativo di estorsione con la tecnica del cosiddetto “cavallo di ritorno” è stato sventato nella notte dai Carabinieri della Compagnia di Anagni.

Tutto è iniziato quando una donna di 54 anni, residente in un comune della zona, ha ricevuto una telefonata da alcuni sconosciuti che pretendevano 150 euro per restituire un costoso iPhone 17 Pro smarrito nei giorni precedenti dal figlio.

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La donna, invece di cedere alla richiesta, ha immediatamente contattato il 112, consentendo ai militari di predisporre un’operazione finalizzata a cogliere sul fatto i responsabili.

La trappola dei Carabinieri

Dopo la denuncia, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Anagni, in collaborazione con le Stazioni di Acuto e Sgurgola, hanno organizzato un servizio mirato nell’area fissata per la consegna del denaro.

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L’operazione è stata condotta con personale in abiti civili e pattuglie dislocate nei punti strategici per monitorare ogni movimento dei sospettati e intervenire al momento opportuno.

L’arresto e il tentativo di disfarsi della prova

Nel corso dell’incontro, una volta ricevuta la somma richiesta, i due presunti estorsori sono stati bloccati dai Carabinieri.

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Accortisi dell’intervento delle forze dell’ordine, hanno tentato di liberarsi della prova del reato lanciando il telefono in una scarpata ricoperta da vegetazione.

I militari hanno però recuperato il dispositivo al termine delle ricerche e lo hanno restituito al legittimo proprietario.

Due persone finite ai domiciliari

Per il reato di estorsione in concorso sono stati arrestati un uomo di 40 anni, residente nella zona, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto in passato alla misura di prevenzione dell’Avviso Orale, e una ragazza di 19 anni incensurata.

Al termine delle formalità di rito, entrambi sono stati posti agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il fenomeno del “cavallo di ritorno”

L’operazione rappresenta un nuovo intervento contro il fenomeno del “cavallo di ritorno”, pratica illecita che consiste nel richiedere denaro alle vittime per la restituzione di beni rubati o smarriti.

Fondamentale, in questo caso, è stata la scelta della donna di rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine, consentendo ai Carabinieri di intervenire e interrompere il tentativo di estorsione.

 
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